L'acqua l'insegna la sete - Storia di classe di Valerio Jalongo - la recensione di FilmTv

La citazione

«Noi siamo orfani della Rivoluzione. E spesso pensiamo che non c'è più una vittoria possibile, che il mondo è disincantato e alla fine ci rassegniamo. Il cinema, al contrario, ci dice, a suo modo, che ci sono vittorie possibili anche nel mondo peggiore.... Non bisogna disperarsi. È quel che il cinema ci racconta, io credo. Ed è per questo che dobbiamo amarlo. (Alain Badiou)»

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Mariuccia Ciotta

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Recensione pubblicata su FilmTv 46/2021

L'acqua l'insegna la sete - Storia di classe


Regia di Valerio Jalongo

«L’emozione l’insegna il cinema», parafrasando Emily Dickinson da cui è tratto il titolo di quest’opera prodotta dal fuori schema Enzo Porcelli e diretta dal sessantenne Valerio Jalongo, scuola Gaumont, al nono film. 15 anni dopo aver girato un videodiario con sei studenti inquieti dell’Istituto Cine Tv Rossellini di Roma, il loro adorato professore di lettere e scrittura “creativa” Gianclaudio Lopez, ormai in pensione, li va a trovare per finire l’esperimento (rosselliniano) di “cinema altro”. Porta con sé alcuni toccanti temi che scrissero da quattordicenni, e li interroga sui loro - non sempre esaltanti -, percorsi esistenziali e professionali. C’è chi finì a Cinecittà ma poi preferì occuparsi di cani piuttosto che di boriosi divetti da truccare. E c’è chi non si diplomò affatto, chi fa il giocatore di poker, chi il disoccupato cronico, chi cura teneramente gli anziani, magnificamente gli alberi o leggiadramente la magia. Nel videodiario raccontavano alla telecamera digitale sogni, amori e problemi di vita. Chi erano, cosa amavano, perché i genitori si divisero (o li drogavano), cosa leggevano e ascoltavano, perché per noia di sé si tagliuzzavano il braccio con la lametta. E adesso? Pensioni magre, figli da allevare, estraneità alle emozioni umane, ma estrema sensibilità per i deboli, le foglie, le rocce, l’aria. Il giardiniere dirà: «Ammiro gli alberi perché come i bambini sono del tutto indifesi rispetto ai grandi». Impariamo inoltre dal film che l’Istituto Rossellini ha un pessimo corso di dizione e che il cinema italiano spreca talenti, come questi ragazzi che però sognavano ben altro cinema. Infatti co-produce la Svizzera.

L'acqua l'insegna la sete - Storia di classe (2021)
Titolo originale: -
Regia: Valerio Jalongo
Genere: Docufiction - Produzione: Italia - Durata: 76'

Sceneggiatura: Linda Ferri, Valerio Jalongo, Gianclaudio Lopez
Musiche: Mario Tronco
Montaggio: Mirco Garrone, Lizi Gelber
Fotografia: Massimo Franchi

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Roberto Silvestri

Al cinema sono transgender (da Lloyd Kaufman a Straub-Huillet passando per Claudia Weil e Jerry Lewis). Primo film visto Scaramouche, primo film perso I cavalieri della tavola rotonda. Tessera Filmstudio dal 1968. Cofondatore del Politecnico cinema nel 1974.  Critico del manifesto dal 1977 al 2012. Nato a Lecce. Studi con Garroni, Brandi, Abruzzese. Registi preferiti Bunuel e Rocha (sia Paulo che Glauber), Aldrich e Siegel. De Antonio e Grifi. Diop Mambety e Ghatak. Dorothy Arzner e Stephanie Rothman (nata a Paterson come Lou Costello), Fassbinder e Aki Kaurismaki, Russ Meyer e… Rivista di cinema preferita Velvet Light Trap/Camera Obscura. E oggi Trafic. Consigli ai giovani appassionati di cinema? Partire dai formalisti russi.

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