Sir Gawain e il Cavaliere Verde di David Lowery - la recensione di FilmTv

La citazione

«Alice Harford: I do love you and you know there is something very important we need to do as soon as possible. - Dr. Bill Harford: What's that? - Alice Harford: Fuck.»

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Fabrizio Tassi

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Recensione pubblicata su FilmTv 47/2021

Sir Gawain e il Cavaliere Verde


Regia di David Lowery

Anche solo scorrendo rapidamente la sua filmografia, senza magari avere visto tutto, soltanto qualche film (Il drago invisibile, per esempio), si comprende facilmente come David Lowery sia uno dei registi più interessanti in attività negli Stati Uniti. Uno di quelli che non insistono nel dichiararsi autori e che film dopo film cercano caparbiamente, ma senza darlo troppo a vedere, il modo di connettere i vari tasselli della propria visione, senza spaventare potenziali produttori futuri e senza esporsi (troppo) con i critici. Dopo avere tesaurizzato l’esperienza da montatore con un regista elusivo e purtroppo caduto in disgrazia come Shane Carruth (Upstream Color) e aver dimostrato sia l’adattabilità alle richieste del “sistema” sia la morbidezza nel seguire la sua vocazione poetica (Storia di un fantasma) e il sapersi mettere al servizio degli attori (Old Man & the Gun), Lowery deve aver deciso che fosse finalmente giunto il momento di provare a unire tutti i pezzi del suo mosaico. E tutto torna. Sir Gawain e il cavaliere verde non assomiglia a nulla di quanto il cinema statunitense produce ultimamente. Se non all’estetica dell’A24, che è la casa di produzione e distribuzione che è andata a occupare il posto e ruolo che fu di Annapurna Pictures. Tratto dal poema Sir Galvano e il cavaliere verde, risalente al tardo XIV secolo, il film mette in scena una quest metafisica che conduce il protagonista a fronteggiare la paura della sua mortalità. Galvano, cavaliere della Tavola rotonda di Artù, accetta la sfida di uno sconosciuto cavaliere completamente verde: farsi infliggere un colpo di ascia senza difendersi riservandosi di restituire il colpo dopo un anno e un giorno. Galvano, audacemente, accetta la bizzarra sfida e decapita il misterioso cavaliere verde. Questi, però, raccolta la sua testa, si congeda da Artù e dai suoi cavalieri. Allontanandosi ricorda a Galvano l’impegno contratto. Lowery, coraggiosamente, non concede nulla né a Il trono di spade o al fantasy di Dungeons & Dragons. Pur evidenziando la lezione di John Boorman, ovviamente Excalibur ma soprattutto Zardoz nel rapporto allucinat(ori)o con la natura, Lowery osa immergersi nelle profondità del suo protagonista (l’eccellente Dev Patel in una prestazione davvero inconsueta), giocando sulle possibilità espressioniste conferite dalla progressiva derealizzazione del racconto (per esempio la meravigliosa apparizione dei giganti). Lavorando sugli elementi della quest fantastica sorge il sospetto che Lowery, e non sembri un’eresia, da Boorman cerchi un modo per giungere al Lancillotto e Ginevra di Bresson. Il confronto finale con il cavaliere verde mette Galvano di fronte alla sua ultima tentazione. Diventare ciò che è, oppure negare per sempre ciò che poteva essere. L’imitatio Christi diventa così il crocevia di un percorso esistenzialista che potrebbe convincere persino un asceta come Paul Schrader. Insomma, fra i fantasy ce ne sono sicuramente di meno ambiziosi. E molte immagini di Sir Gawain e il cavaliere verde restano forti negli occhi.

I 400 colpi

PMB
5
IF
7
AF
9
MG
4
FM
2
RMO
7
GAN
8
LP
8
media
6.3
Sir Gawain e il Cavaliere Verde (2021)
Titolo originale: The Green Knight
Regia: David Lowery
Genere: Fantasy - Produzione: Irlanda/Canada/Usa/Gb - Durata: 130'
Cast: Dev Patel, Alicia Vikander, Joel Edgerton, Sarita Choudhury, Anaïs Rizzo, Joe Anderson, Noelle Brown, Nita Mishra, Tara Mae, Atheena Frizzell, Sean Harris, Kate Dickie, Chris McHallem, Ralph Ineson, Emmet O'Brien, Brendan Conroy, Donncha Crowley, Barry K
Sceneggiatura: David Lowery

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Giona A. Nazzaro

Delegato generale Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Programmatore Visions du Réel di Nyon (Svizzera). Collaboratore Festival del Film di Locarno. Autore di libri e saggi. Dischi, libri, gatti, i piaceri. Il resto, in divenire.

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