Hugo Cabret di Martin Scorsese - la recensione di FilmTv

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Emanuele Sacchi dice che Distretto 13 - Le brigate della morte è il film da salvare oggi in TV.
Su 7 Gold alle ore 23:45.

State già seguendo su TIMVision la seconda stagione di Killing Eve ? Vi riproponiamo l'intervista doppia alle due attrici protagoniste realizzata per l'arrivo della prima stagione, l'anno scorso.

Remake, reboot, prequel, sequel. E degli adattamenti, non possiamo proprio fare a meno? L'opinione di Roy Menarini.

Michelle Yeoh è appena stata scelta da James Cameron per i tre sequel previsti di Avatar. Vi riproponiamo allora la locandina di Emanuela Martini scritta per il film del 2009.

Sulla seconda stagione abbiamo pareri discordi (cfr. il Perché sì / Perché no di FilmTv n° 16). Ma la prima stagione di The OA ci era piaciuta molto: la recensione di Giulio Sangiorgio.

La seconda stagione di Big Little Lies , che era nata come miniserie, uscirà a giugno ed è diretta non più da Jean-Marc Vallée ma da una regista americana di cui abbiamo parlato spesso nelle nostre pagine. Questo è il primo film suo che abbiamo recensito nella rubrica Scanners.

La citazione

«Smettete di pensare che la scienza possa aggiustare tutto se le date 3 miliardi di dollari. (Kurt Vonnegut)»

scelta da
Simone Arcagni

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Recensione pubblicata su FilmTv 05/2012

Hugo Cabret


Regia di Martin Scorsese

Pioggia di nomination quest'anno su due film che fanno del modernariato una ragione di vita. Il bianco e nero estetizzante di The Artist e la tecnologia vecchia spacciata per nuova (il 3D) di Hugo Cabret, che rielabora il cinematografo delle origini riscoprendo l'inventore del suo côté fantastico, Georges Méliès. Vinca il migliore o il meno peggio, come si suol dire, ma questo ritorno al passato, per lo meno a livello di immaginario, dovrebbe francamente far riflettere. Poi, le due operazioni sono differenti, ci mancherebbe, e non si può negare al lavoro di Martin Scorsese un rigore filologico affascinante, se non sempre propriamente emozionante. Hugo Cabret 3D è tratto da un libro illustrato di Brian Selznick (La straordinaria invenzione di Hugo Cabret) che il regista era solito leggere alla figlia minore, captandone il livello di meraviglia di fronte alla storia nuda e cruda e alle diavolerie avveniristiche riprodotte nelle illustrazioni. Hugo (Asa Butterfield), rimasto orfano del babbo (Jude Law), vive randagio nella Gare Montparnasse a Parigi, dove dopo la Grande Guerra aveva trovato lavoro come giocattolaio Méliès (Ben Kingsley), caduto in disgrazia. Grazie anche alla figlioccia del cineasta, i due si conoscono finché i destini non si uniscono indissolubilmente. Questo il film in soldoni, perché poi c'è parecchio di più. Ma giocando di sottrazione con una trama che raccoglie rimandi a destra e a manca (da David Copperfield a Jules Verne), Scorsese passa dall'opera mondo all'opera museo, omaggiando il cinema delle origini in un caleidoscopio di invenzioni visive che lascia a volte senza fiato. Méliès è il punto di arrivo di un processo di svelamento dei grandi pionieri del Muto (dagli obbligatori Lumière a Harold Lloyd, il più citato, a Chaplin) che il regista e la sua factory (Thelma Schoonmaker, Dante Ferretti, Robert Richardson, Barbara De Fina...) adeguano a una concezione artigianale aggiornata al Nuovo Millennio. Scorsese si diverte (e appare nei panni del fotografo), perde per strada qualche occasione (il tema della guerra che spazza via il cinema per eccesso di realtà...) ed è a volte algido come Zemeckis. Ma l'impatto sugli occhi, c'è.

Hugo Cabret (2011)
Titolo originale: Hugo Cabret
Regia: Martin Scorsese
Genere: Avventura - Produzione: USA - Durata: 130'
Cast: Asa Butterfield, Chloe Moretz, Sacha Baron Cohen, Jude Law, Emily Mortimer, Ben Kingsley, Christopher Lee, Ray Winstone, Richard Griffiths, Helen McCrory

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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