Terraferma di Emanuele Crialese - la recensione di FilmTv

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Sergio M. Grmek Germani dice che Acid - Delirio dei sensi è il film da salvare oggi in TV.
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Quanto vale l’altra metà del cielo, sul grande schermo? Quanto potere hanno le registe e le maestranze al femminile a Hollywood? Uno sguardo alle cifre e ai nomi, resistenti o emergenti, del gentil sesso al cinema.

Tempi duri per i grandi della nuova Hollywood. Quando essere un autore di culto tipo Brian De Palma non basta come garanzia per partire con una nuova produzione. Un'analisi di Giulia D'Agnolo Vallan.

Film di culto, pilastro della storia del cinema, capolavoro assoluto. E... Mel Gibson si prepara a rifarlo. Con un ricco cast, come vi raccontiamo nella prossima newsletter. Rileggiamo le parole di Gianni Amelio.

Arriva il 31 maggio su Prime Video una delle nuove serie più attese dell'anno. Si chiama Good Omens, ed è tratta dal romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett Buona Apocalisse a tutti! Impossibile non ripensare a American Gods , egualmente tratta da un romanzo dello scrittore inglese.

Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

La citazione

«Se una rana avesse le ali non sbatterebbe tante volte il culo per terra (John McCabe)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 36/2011

Terraferma


Regia di Emanuele Crialese

«Una storia sospesa tra realtà e mito, raccontata con il linguaggio lieve e potente delle fiabe»: Emanuele Crialese confessa le ambizioni del suo quarto lungometraggio (in 14 anni), che poi altro non sono che i vestiti della sua originale cifra stilistica. Il risultato di Terraferma, diciamolo subito, non è all'altezza di Nuovomondo: il meraviglioso gioco tra onirico e reale, tra il cinema di Coppola e Tornatore da un lato e il Neorealismo estremo alla Terra trema viscontiana, è qui frenato da altre urgenze. O forse solo da una vena creativa leggermente in ribasso. Tuttavia, la forza dirompente delle immagini della cinepresa del regista romano di origini siciliane riesce a regalare a chi guarda più d'una emozione. Anche perché dove si concludeva il suo (a tutt'oggi) capolavoro, ovvero Respiro, comincia Terraferma, titolo provocatorio, antitesi a un chiaro sottotesto: mare largo. È lì che Crialese si muove meglio (difficile, nel cinema contemporaneo, trovare un "regista pesce" come lui), è lì che le onde del destino dei suoi film si infrangono inesorabilmente. E se in Respiro Grazia, nel finale, trovava aria per i suoi sogni proprio inabissandosi nei silenzi marini, in Terraferma è la macchina da presa ad averne immediatamente bisogno. D'altronde - ci dice da oltre tre lustri Crialese - tutti veniamo dal mare. Se il cinema non avesse la necessità di raccontare storie, Terraferma sarebbe un capolavoro. Perché le immagini che irradia bagnano i corpi e i pensieri come in una vacanza che non conosce la sua data di ritorno. E anche se Crialese tiene a sottolineare che il suo non è un film sulla tragedia dell'immigrazione, risulta difficile abbandonarsi (come in Respiro) ad altre suggestioni. Non a caso i suoi personaggi rimangono travolti dai drammi umani dei clandestini che raggiungono l'isola immaginaria dove Crialese ambienta il film (troppi i buchi e i conti narrativi che non tornano). E, parallelamente, proprio perché Crialese non è un regista del quotidiano ma un inventore di nuovocinema, memorabile è la sequenza notturna in cui un gruppo di africani nuota disperatamente per raggiungere la barca guidata da Filippo a fini turistici (una scena che pare uscita da La notte dei morti viventi di Romero). Filippo è lo stesso Pucillo che era in Nuovomondo: grazie alla baldanza temporale del cinema è riuscito davvero a tornare in Sicilia. È questa l'ultim'ora che molti (tra cui noi) auspicavano.

Terraferma (2011)
Titolo originale: Terraferma
Regia: Emanuele Crialese
Genere: Drammatico - Produzione: Italia/Francia - Durata: 88'
Cast: Donatella Finocchiaro, Filippo Pucillo, Mimmo Cuticchio, Beppe Fiorello, Tiziana Lodato, Martina Codecasa, Francesco Casisa, Timnit T., Filippo Luna

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