The Departed. Il bene e il male di Martin Scorsese - la recensione di FilmTv

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Emanuele Sacchi dice che Distretto 13 - Le brigate della morte è il film da salvare oggi in TV.
Su 7 Gold alle ore 23:45.

State già seguendo su TIMVision la seconda stagione di Killing Eve ? Vi riproponiamo l'intervista doppia alle due attrici protagoniste realizzata per l'arrivo della prima stagione, l'anno scorso.

Remake, reboot, prequel, sequel. E degli adattamenti, non possiamo proprio fare a meno? L'opinione di Roy Menarini.

Michelle Yeoh è appena stata scelta da James Cameron per i tre sequel previsti di Avatar. Vi riproponiamo allora la locandina di Emanuela Martini scritta per il film del 2009.

Sulla seconda stagione abbiamo pareri discordi (cfr. il Perché sì / Perché no di FilmTv n° 16). Ma la prima stagione di The OA ci era piaciuta molto: la recensione di Giulio Sangiorgio.

La seconda stagione di Big Little Lies , che era nata come miniserie, uscirà a giugno ed è diretta non più da Jean-Marc Vallée ma da una regista americana di cui abbiamo parlato spesso nelle nostre pagine. Questo è il primo film suo che abbiamo recensito nella rubrica Scanners.

La citazione

«Tutti i luoghi che ho visto, che ho visitato ora so ne sono certo: non ci sono mai stato. (Giorgio Caproni - Esperienza)»

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Pedro Armocida

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Recensione pubblicata su FilmTv 43/2006

The Departed - Il bene e il male


Regia di Martin Scorsese

Ci sono due "reclute", due giovanotti cresciuti a South Boston, zona dura della città, almeno "some years ago", come dice la scritta all'inizio del film, nella quale per fare carriera diventi o poliziotto o criminale: Billy Costigan, infatti, è un criminale, è riuscito a entrare nella banda del boss Frank Costello (niente a che fare con la mafia italiana, questo è irlandese, e il suo cognome si pronuncia Càstelo, accento sulla "a", come ha spiegato Scorsese in conferenza stampa), che controlla ogni tipo di traffico, dalla droga alla vendita ai cinesi dei microchip necessari per l'atomica; e Colin Sullivan è un poliziotto, carriera folgorante, un grande appartamento con vista e un posto di fiducia nella Squadra Speciale Investigativa che sta tentando di incastrare Costello. Oppure, forse Billy Costigan è un poliziotto sotto copertura, e forse Colin Sullivan è un gangster infiltrato nella polizia. E forse lo stesso Costello è un informatore dell'Fbi e magari qualche altro pezzo grosso del dipartimento di polizia passa le notizie a Costello. Così è Boston (non solo a "Southie"), così è l'America, un posto dove se vuoi qualcosa devi prendertela (come dice Costello nel lungo monologo in voce off dell'antefatto), dove se non guadagni sei uno stronzo (come dice il suo braccio destro, e unico fedelissimo, l'assassino psicopatico French, un Ray Winstone tanto epicamente, stolidamente cattivo da risultare persino disarmante). Procede così, svelta e sinuosa, impietosa e inarrestabile la tessitura del nuovo, allucinato capolavoro di Martin Scorsese, The Departed, storia di malavita dove l'onestà non paga mai, dove le alleanze si ribaltano e si riformano nel giro di pochi secondi, nel tempo di un colpo secco di pistola, dove devi guardarti ogni secondo dal tuo compagno di gang o di squadra, dove persino l'amore è talmente cieco da non saper distinguere le reali fattezze del proprio oggetto, ma anche talmente cauto da scegliere l'approdo, all'apparenza, più convenzionale. Una storia come un incubo quotidiano, dove tutto si salda in un flusso ipnotico, senza soluzione di continuità tra passato e presente, tra ricordi di un'infanzia spesso al limite e violenza circostante, tra bene e male, due ore e mezzo senza fiato e senza tregua per un affresco americano claustrofobico, disperato e sconvolgente. Sul piano morale, The Departed è il Mystic River di Scorsese, su quello stilistico è il film più simile a Casinò che Scorsese abbia mai fatto, "astratto" nell'impianto cromatico e nelle ombre che lo opprimono e lo delineano (per esempio, Jack Nicholson-Costello, avvolto in un ostinato controluce per tutta la prima sequenza), isterico nei toni, negli accenti, nelle azioni e reazioni di tutti i personaggi e in un montaggio fluido e "psichico" (di Thelma Schoonmaker, come sempre, che meriterebbe un terzo Oscar dopo quelli per Toro scatenato e Aviator) che fa un tutt'uno con la regia, con la sua vertigine del movimento e la secchezza del piano fisso. Martin Scorsese è (ancora una volta, dopo il cedimento di Aviator e l'irrisolto Gangs of New York) il maggior autore americano, quello più capace di padroneggiare uno stile altissimo e arrischiato, non un narratore classico, ma un esteta moderno, che rielabora e gioca tutte le carte della visione per mettere in scena la tragedia di un paese e uno stile di vita. Tragedia fin dall'impianto iniziale, due personaggi coetanei e speculari che si intrecciano continuamente e si inseguono ostinatamente senza incontrarsi mai, fratelli d'origine e di formazione, circondati da "padri" esigenti o distratti, Frank Costello su tutti, che fin dall'infanzia fa e disfa le loro vite, e padri veri ormai scomparsi e funzionari di polizia che oscillano tra incapacità e ingenuo idealismo. Freud e Shakespeare sogghignano ai bordi della storia, citati entrambi ed entrambi, in fondo smentiti: nessuno può leggere nel cuore e nella testa degli altri e, in quest?America senza pietà e senza fine, nessuno vince.

The Departed - Il bene e il male (2006)
Titolo originale: The Departed
Regia: Martin Scorsese
Genere: Gangster - Produzione: USA - Durata: 151'
Cast: Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Mark Wahlberg

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Emanuela Martini

Capelli rossi, lettrice forte, brutto carattere (dicono). La prima volta mi hanno portata al cinema che avevo tre anni. Ci stavo dalle 2 alle 8, orario continuato. Praticamente, non ne sono più uscita: adesso ci sto anche dalle 8 alle 20, e a volte pesa. Ma la passione resta e non mi annoio (quasi mai). Onnivora: mi piace tutto (quando mi piace). Autori di culto: Michael Powell e Robert Altman. Serie: Twin Peaks e I Soprano forever. Rimpiango il cinema americano anni ’70 e il metabolismo dei trent’anni. Vivo in un disordine "escheriano", tra libri, oggetti, dvd, foto, abiti e scarpe, con Lucrezia, gatta petulante di 19 anni. Credo allo Stregatto (quello di Alice): qui in giro aleggia il sorriso di Blimp, Sibella e Oreste.


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