The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Guardatevi da tutte le imprese che richiedono vestiti nuovi (H.D. Thoreau)»

scelta da
Carolina Crespi

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Recensione pubblicata su FilmTv 03/2014

The Wolf of Wall Street


Regia di Martin Scorsese

Jordan Belfort entra a Wall Street dalla porta principale, ma il giorno sbagliato. Il 19 ottobre 1987 è infatti il famigerato "lunedì nero", quando i mercati crollarono come non accadeva dal 1929. Non era che l'inizio, verrebbe da dire pensando al "poi" della Lehman Bros., nel 2008, ma intanto il povero virgulto, con la prospettiva di doversi riciclare chissà dove, sbarca nel New Jersey e dal niente, in perfetto stile "self made man", s'inventa la più stupefacente società di top rider della borsa americana. Dove la parola chiave è "stupefacente". Se l'incipit di un film corrisponde all'iniziazione del protagonista, e un po' a quella dello spettatore, Martin Scorsese prende alla lettera l'assunto e ci scaraventa in una specie di prologo dove Matthew McConaughey impartisce le due sole regole fondamentali per chi sogna di diventare Gordon Gekko. La prima la scoprirete da soli vedendo il film (dove le parole chiave sono "da soli"); la seconda si chiama cocaina. McConaughey, si parva licet, è il Méliès di The Wolf of Wall Street, una specie di mago che maneggia la realtà e insegna come convertirla in illusione (e viceversa). Perché la finanza è fatta della stessa materia dei sogni. Quelli di Jordan si realizzano tutti: ricco da far paura, strafatto oltre ogni possibilità umana, fino all'inevitabile declino, all'accusa di frode e al carcere. Tutto vero: l'uomo, agitatore di borsa celeberrimo, ha scritto le sue memorie dalle quali attingono Scorsese e lo sceneggiatore di Boardwalk Empire, Terence Winter. Il risultato è un film rutilante, puro Scorsese al 100% come non capitava dai tempi di Casinò (1995), modello sì insuperabile ma al quale si avvicina irresistibilmente perché questa cosa qui, montata in questo modo qui, la sa fare solo il regista di Quei bravi ragazzi (con i suoi soliti pard, tra i quali vola altissimo proprio la montatrice Thelma Schoonmaker). Senza più l'alibi morale del crimine, la dipendenza del "lupo di Wall Street" finisce per riguardarci tutti (per intenderci, siamo esattamente noi quelli un po' ebeti che guardano DiCaprio nel finale più bello e agghiacciante dell'anno) perché ricchezza e avidità creano un'assuefazione contagiosa e inebriante. Tra i momenti di cinema assoluto, la lunga parte delle telefonate sotto allucinogeno, con la coca al posto degli spinaci (Popeye the Sailor Man).

The Wolf of Wall Street (2013)
Titolo originale: The Wolf of Wall Street
Regia: Martin Scorsese
Genere: Biografico/Grottesco - Produzione: Usa - Durata: 180'
Cast: Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Rob Reiner, Jon Bernthal, Jon Favreau, Jean Dujardin, Joanna Lumley
Sceneggiatura: Terence Winter
Montaggio: Thelma Schoonmaker
Fotografia: Rodrigo Prieto

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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