RoboCop di Paul Verhoeven

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La citazione

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Emanuele Sacchi

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Pubblicato su FilmTv 42/2015

RoboCop


Regia di Paul Verhoeven

Drogati, maniaci, stupratori e assassini imperversano in una Detroit prossima ventura. Un automa costruito per essere invincibile tutore dell’ordine fallisce la prova. Utilizzando il corpo mutilato dell’agente Murphy, ridotto in fin di vita dalla più micidiale banda della città, viene costruito un altro robot dalle fattezze antropomorfe. Ma la macchina conserva qualche sottile filamento di memoria e quindi anche la capacità di emozionarsi. Non c’è più scampo per i malvagi, mentre il sentimento riaffiora nella mente di Robocop. Il corpo dell’agente Alex Murphy viene martirizzato da proiettili di armi a ripetizione. Il corpo esanime e crivellato di Murphy risorge sotto forma di una creatura ibrida, la cui coscienza è stretta nella morsa artificiale di un’armatura che la priva del naturale respiro vitale. Biologicamente a metà tra carne e tecnologia, questo eroe della (post)modernità è il simbolo di tutto ciò che siamo stati, siamo e probabilmente diventeremo: residuati di un’umanità i cui connotati sono sempre più latenti e meno manifesti. Ciò non bastasse è anche il prototipo del nuovo poliziotto modello da imporre in via pubblicitaria sul mercato della sicurezza urbana, in un futuro/presente dove tutto è commercio, comunicazione instancabile oltre la morale. Verhoeven, intorno al suo personaggio forse più tragico, costruisce un mondo impersonale, chiuso sotto un cielo d’acciaio che sembra comunicare tutta l’impotenza di una nuova razza, nella quale il più umano tra gli uomini è un cyborg. Triste destino. 

Salvato in Cineteca da Claudio Bartolini
Messa in onda: 30/10/2015 - 21:10 - Rai4
RoboCop (1987)
Titolo originale: Robocop
Regia: Paul Verhoeven
Genere: Fantascienza - Produzione: USA - Durata: 101'
Cast: Peter Weller, Nancy Allen, Daniel O'Herlihy, Ronny Cox

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Claudio Bartolini

Codirettore della collana di cinema Bietti Heterotopia e direttore della rivista monografica quadrimestrale INLAND. Quaderni di cinema, è critico e redattore di Film Tv e collabora con il mensile Nocturno Cinema. Ha pubblicato i volumi Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati (Le Mani, 2010), Nero Avati. Visioni dal set (Le Mani, 2011), Thriller italiano in 100 film (Le Mani, 2011), Videocronenberg (Bietti, 2012), Macchie solari. Il cinema di Armando Crispino (Bloodbuster, 2013). Ha inoltre pubblicato saggi in numerose pubblicazioni collettive.


Claudio Bartolini

Codirettore della collana di cinema Bietti Heterotopia e direttore della rivista monografica quadrimestrale INLAND. Quaderni di cinema, è critico e redattore di Film Tv e collabora con il mensile Nocturno Cinema. Ha pubblicato i volumi Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati (Le Mani, 2010), Nero Avati. Visioni dal set (Le Mani, 2011), Thriller italiano in 100 film (Le Mani, 2011), Videocronenberg (Bietti, 2012), Macchie solari. Il cinema di Armando Crispino (Bloodbuster, 2013). Ha inoltre pubblicato saggi in numerose pubblicazioni collettive.

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