Il primo uomo di Gianni Amelio

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La citazione

«Se una rana avesse le ali non sbatterebbe tante volte il culo per terra (John McCabe)»

scelta da
Emanuela Martini

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Pubblicato su FilmTv 20/2016

Il primo uomo


Regia di Gianni Amelio

Algeria, 1957. Celebre in Europa, lo scrittore pied noir (i francesi nati in Algeria) Jean Cormery torna nel paese natale, già devastato dalla guerra di liberazione ma ancora lontano dall’indipendenza (concessa da De Gaulle nel 1962). Per Parigi l’Algeria è una provincia francese, non una colonia, e i rivoltosi sono terroristi. Cormery ricorda la sua infanzia povera, quando era normale che bambini europei e arabi giocassero assieme, influenzata da una famiglia matriarcale e dalla mancanza del padre, morto in guerra. Cormery è, sotto mentite spoglie, Albert Camus, nato a Dréan sulla costa algerina, simbolo del tormento di una generazione che prese coscienza dei limiti feroci del colonialismo, ritrovandosi però senza una patria certa. Gianni Amelio riscrive il suo romanzo incompiuto, inseguendo come al solito il fantasma di un padre assente attraverso un percorso di crescita (descritto dai flashback di Jean bambino) che è insieme esistenziale e politico. Siamo di fronte a uno dei migliori film recenti del regista italiano (anche sceneggiatore); di sicuro il più frainteso, al quale purtroppo nuoce un doppiaggio non all’altezza, nonostante l’impegno di attori importanti come Pierfrancesco Favino e Sergio Rubini. Però la materia è magmatica, complessa, elaborata con una asciuttezza bressoniana (almeno nella definizione del protagonista). Dopo La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo, fa specie che solo un altro regista italiano sia riuscito, con questi accenti, a raccontare quella pagina di storia francese. 

Salvato in Cineteca da Mauro Gervasini
Messa in onda: 23/05/2016 - 06:30 - RaiMovie
Il primo uomo (2011)
Titolo originale: Le premier homme
Regia: Gianni Amelio
Genere: Drammatico - Produzione: Francia/Italia/Algeria - Durata: 100'
Cast: Michel Crémadès, Jacques Gamblin, Mickaël Batret, Jean Benoit Souilh, Nicolas Lublin, Florent Chesne, Franck Mercadal, Alexandre Michel, Benoit Bertran de Balanda, Catherine Sola

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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