Cape Fear. Il promontorio della paura di Martin Scorsese

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Su IRIS alle ore 02:35.

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Il blu è un colore caldo, soprattutto se si tratta di un giallo di Simenon raccontato da Amalric.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Se una rana avesse le ali non sbatterebbe tante volte il culo per terra (John McCabe)»

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Emanuela Martini

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Pubblicato su FilmTv 24/2010

Cape Fear - Il promontorio della paura


Regia di Martin Scorsese

Cape Fear è il film “postmoderno” di Martin Scorsese. Postmoderno perché ripiega sul passato, essendo il remake di Il promontorio della paura di J. Lee Thompson. Postmoderno perché amplifica a dismisura le ossessioni del regista: il senso di colpa di Nolte, il contrappasso nell’azione di De Niro, la via crucis orribile verso la redenzione. Postmoderno perché gioca d’accumulo con stili e generi dall’iperrealismo di marca scorsesiana al grottesco puro, dal thriller all’horror. Postmoderno perché coinvolge lo spettatore attraverso un’interpellazione continua. Teorico, quindi. A suo modo anche un tantino didascalico (per questo non è tra i migliori film dello zio Marty). Ma comunque godibilissimo e con i (soliti) squarci di grandissimo cinema (tutte le sequenze con Juliette Lewis sono memorabili). Da vedere in lingua originale per rendersi conto a “viva voce” di quanto Nick Nolte giganteggi - come attore - su Robert De Niro.

Salvato in Cineteca da Mauro Gervasini
Messa in onda: 20/06/2010 - 23:25 - Rete4
Cape Fear - Il promontorio della paura (1991)
Titolo originale: Cape Fear
Regia: Martin Scorsese
Genere: Thriller - Produzione: USA - Durata: 118'
Cast: Robert De Niro, Nick Nolte, Jessica Lange, Juliette Lewis, Robert Mitchum, Gregory Peck

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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