Casinò di Martin Scorsese

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Su IRIS alle ore 02:35.

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La citazione

«Noi siamo orfani della Rivoluzione. E spesso pensiamo che non c'è più una vittoria possibile, che il mondo è disincantato e alla fine ci rassegniamo. Il cinema, al contrario, ci dice, a suo modo, che ci sono vittorie possibili anche nel mondo peggiore.... Non bisogna disperarsi. È quel che il cinema ci racconta, io credo. Ed è per questo che dobbiamo amarlo. (Alain Badiou)»

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Mariuccia Ciotta

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Pubblicato su FilmTv 22/2015

Casinò


Regia di Martin Scorsese

Sam “Ace” Rothstein ha bruciato le tappe nei ranghi mafiosi grazie al suo intuito eccezionale per affari e relazioni. Grazie a quello stesso intuito è ora (1973) a capo di ben quattro casinò di Las Vegas, completamente in regola se non fosse per la parte di entrate che regolarmente defluisce verso le casse dei “padrini” e per il fatto che Ace non ha la licenza per l’attività. Gli affari vanno a gonfie vele, e Sam ormai ha in mano un impero. Ma commette due errori. Prima decide di sposare Ginger, splendida giocatrice priva di scrupoli, succube della bottiglia, della droga e di un altro uomo. Poi permette che il casinò diventi terreno di caccia anche per il vecchio amico Nicky, killer isterico dal grilletto facilissimo. Il triangolo malsano porta all’autodistruzione. Martin Scorsese sulla vetta del sublime. Forse il suo film più sperimentale, estremo, antinarrativo. Dove il linguaggio diventa godardianamente il “senso” di tutta l’operazione. Una macchina da presa che si muove, svicola, scava, asseconda il montaggio e il gioco espressivo delle luci. E racconta, “scrive”, dell’America filtrata attraverso il simbolo di Las Vegas, la città edificata nel nulla del deserto per glorificare il “In God We Trust” stampato sulle banconote, pilastro di un mondo. Il Dio-Denaro che diventa come il Fato nella tragedia greca, o in quella moderna (il noir, il gangster movie, appunto). Un occhio dal cielo che controlla, segue, spia, in nome di una ricchezza materiale e di un gusto dell’effimero che diventano unico motore della vita. Un capolavoro.

Salvato in Cineteca da Mauro Gervasini
Messa in onda: 11/06/2015 - 21:00 - IRIS
Casinò (1995)
Titolo originale: Casino
Regia: Martin Scorsese
Genere: Gangster - Produzione: Usa/Francia - Durata: 180'
Cast: Robert De Niro, Sharon Stone, Joe Pesci, James Woods

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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