Il cavallo di Torino di Béla Tarr

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«Tutti i luoghi che ho visto, che ho visitato ora so ne sono certo: non ci sono mai stato. (Giorgio Caproni - Esperienza)»

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Pubblicato su FilmTv 46/2011

Il cavallo di Torino


Regia di Béla Tarr

Friedrich W. Nietzsche di passaggio a Torino nel 1889 è testimone della sofferenza di un cavallo frustato ferocemente. Il filosofo accorre e getta piangendo le braccia attorno al collo dell’animale. Poi cade a terra privo di sensi. Inizia così una lunga malattia che condurrà Nietzsche alla tomba. Il film di Tarr Bèla, al contrario di Dias de Nietzsche em Turin di Julio Bressane, non s’interroga sul destino del filosofo ma del cavallo. In questo modo Tarr Béla ci conduce nella spoglia abitazione di un uomo che trascorre con la figlia giornate sempre uguali. Nella stalla vive il cavallo incapace di garantire il sostentamento dei due. Con lunghi e maestosi piani sequenza il regista compone una dolente sinfonia visiva sulla fine del mondo. Annunciato come addio al cinema di Tarr Béla, Il cavallo di Torino è battuto da un vento implacabile (si pensa a The Wind di Victor Sjöström) e gela il cuore con un’inquadratura finale altissima che vibra di tristezza e indignazione. Un capolavoro di cinema assoluto.

Salvato in Cineteca da Giona A. Nazzaro
Messa in onda: 25/11/2011 - 00:55 - Rai3
Il cavallo di Torino (2011)
Titolo originale: A Torinói ló
Regia: Béla Tarr
Genere: Drammatico - Produzione: Ungheria/Francia/Germania/Svizzera - Durata: 150'
Cast: Volker Spengler, Janos Derzsi, Erika Bók, Mihály Kormos, Ricsi

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Il cavallo di Torino» Cineteca (n° 06/2012)

Giona A. Nazzaro

Delegato generale Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Programmatore Visions du Réel di Nyon (Svizzera). Collaboratore Festival del Film di Locarno. Autore di libri e saggi. Dischi, libri, gatti, i piaceri. Il resto, in divenire.

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