Testa t'ammazzo, croce... sei morto - Mi chiamano Alleluja di Anthony Ascot (Giuliano Carnimeo)

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La citazione

«Quando chiesero a Marx cos’è la dittatura del proletariato rispose: ”la Comune di Parigi, perché ha abolito l’esercito e la polizia”. Poi vennero i Soviet e Solidarnosc. Questo è il movimento. Non nacquero per caso. (C.L.R. James)»

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Pubblicato su FilmTv 26/2019

Testa t'ammazzo, croce... sei morto - Mi chiamano Alleluja


Regia di Anthony Ascot (Giuliano Carnimeo)

Nel Messico del 1860, in piena rivoluzione, gli insorti ingaggiano un mercenario yankee, detto Alleluja, per rubare un carico di diamanti. Lui ci riesce, ma i gioielli sono finti. Allora si mette sulle tracce del tesoro autentico, in buona compagnia. Lo cercano infatti anche un killer russo, una suora un po’ particolare, i peones incattiviti e varia altra umanità. Con il senno di poi Testa t’ammazzo, croce... sei morto - Mi chiamano Alleluja può sembrare uno spaghetti-western dozzinale, e forse lo è, nonostante una fattura professionale che può contare sul mestiere di Anthony Ascot alias Giuliano Carnimeo, la fotografia di Stelvio Massi e la musica di Stelvio Cipriani. Ma è un po’ la mia “madeleine de Proust”. Lo vidi da piccolo una domenica pomeriggio, trasmesso nei tardi anni 70 da una tv privata, la stessa che dava Jeeg Robot d’Acciaio. Fu con Johnny Guitar il film dell'imprinting e dell'innamoramento al genere. Facile identificarsi in George Hilton/Alleluja, un eroe esteriormente cupo e invece brillante e guascone (anche grazie alla voce di Sergio Graziani, già doppiatore di Terence Hill nella serie di Giuseppe Colizzi), e notevolmente avventuroso il contesto, attraversato da questa compagnia di guitti con spirito avventuroso. Il senno di poi impone un certo equilibrio, il tono farsesco amato da Carnimeo, un po’ il suo marchio di fabbrica, è eccessivo, ma si continua ad apprezzare una storia ben scritta (da Tito Carpi) e la schiera di caratteristi sublimi della nostra serie B. Come Agata Flori (la suora), stupenda, “animatrice” di molte visioni degeneri di quegli anni.

Salvato in La collina degli stivali da Mauro Gervasini
Messa in onda: 03/07/2019 - 17:15 - IRIS
Testa t'ammazzo, croce... sei morto - Mi chiamano Alleluja (1971)
Titolo originale: -
Regia: Anthony Ascot (Giuliano Carnimeo)
Genere: Western - Produzione: Italia - Durata: 98'
Cast: George Hilton, Charles Southwood, Paolo Gozlino, Robert Camardiel

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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