2000 Light Years NYC

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Emanuele Sacchi dice che Distretto 13 - Le brigate della morte è il film da salvare oggi in TV.
Su 7 Gold alle ore 23:45.

State già seguendo su TIMVision la seconda stagione di Killing Eve ? Vi riproponiamo l'intervista doppia alle due attrici protagoniste realizzata per l'arrivo della prima stagione, l'anno scorso.

Remake, reboot, prequel, sequel. E degli adattamenti, non possiamo proprio fare a meno? L'opinione di Roy Menarini.

Michelle Yeoh è appena stata scelta da James Cameron per i tre sequel previsti di Avatar. Vi riproponiamo allora la locandina di Emanuela Martini scritta per il film del 2009.

Sulla seconda stagione abbiamo pareri discordi (cfr. il Perché sì / Perché no di FilmTv n° 16). Ma la prima stagione di The OA ci era piaciuta molto: la recensione di Giulio Sangiorgio.

La seconda stagione di Big Little Lies , che era nata come miniserie, uscirà a giugno ed è diretta non più da Jean-Marc Vallée ma da una regista americana di cui abbiamo parlato spesso nelle nostre pagine. Questo è il primo film suo che abbiamo recensito nella rubrica Scanners.

La citazione

«Quando la leggenda diventa realtà, si stampi la leggenda (John Ford)»

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Emanuela Martini

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2000 Light Years NYC


Shine a Light di Martin Scorsese

Locandina pubblicata su FilmTv 51/2008

La scelta di Martin Scorsese di avvicinarsi il più possibile ai Rolling Stones sembra quasi il tentativo di svelarne un’identità segreta, se non proprio un’anima misteriosa. Lo stesso titolo, Shine a Light (disponibile da questo mese in dvd Feltrinelli Real Cinema) suggerisce l’idea di illuminarne gli angoli e le sfumature più remote, anche se alla fine le uniche luci che si accendono sono quelle di New York, splendide e sfrontate nei titoli di coda. Essere la più grande rock’n’roll band del mondo per quasi mezzo secolo comporta un’attenzione ai dettagli all down the line, come direbbero gli stessi Rolling Stones, su tutta la linea, ed è proprio il meticoloso amore per il proprio lavoro, come lo descrive Keith Richards, che alla fine rimane impresso nello schermo di Martin Scorsese. Ai suoi obiettivi non sfugge niente, e sono quei minuscoli particolari a rendere possibile la longevità, la straripante energia, il carisma di una rock’n’roll band inimitabile: Keith Richards che suona la chitarra solo e dove serve, Mick Jagger che balla, salta e canta e poi di spalle al pubblico fa esercizi di respirazione, Ron Wood che s’incastra solo dove è necessario e l’inimitabile Charlie Watts che riduce la sua batteria allo sforzo di un battito costante e perfetto. Tutti i personaggi di contorno e l’orchestra rhythm and blues con tanto di fiati e di coristi che sorregge e riempie lo spettacolo (e qui sono compresi gli ospiti di riguardo: Jack White, Buddy Guy e Christina Aguilera nel torbido duetto per Live With Me), vivono di esperienza e abilità certosine, ma per scatenare l’entusiamo o soltanto l’ennesimo esaurimento nervoso (come quello che stava per venire a Martin Scorsese in attesa della scaletta del concerto) bisogna essere fuori dagli schemi, dalle rotte e dalle mappe già tracciate. Shine a Light è la celebrazione della loro essenza: dal trionfo danzante di Mick Jagger, uno spettacolo nello spettacolo, alle bizzarre movenze di Keith Richards (sempre più vicino all’amico Tom Waits), un uomo attorcigliato alla chitarra, non è chiaro (nonostante gli sforzi di Martin Scorsese) se i Rolling Stones vivano soltanto per il rock’n’roll o per se stessi. Le due serate al Beacon Theatre, storica location nel cuore di New York che è servita da sfondo al film, non semplificano affatto il mistero gaudente dei Rolling Stones: anzi, come se il regista avesse imparato dalla sua rock’n’roll band preferita l’arte di ribaltare il tavolo (questa è la natura del loro gioco) usa i primi piani per sottolineare le maschere (persino le rughe), tutti i luoghi comuni delle pose e delle gestualità inondandole di riflessi, alternando sequenze dello show in corso con reperti del passato. In uno di questi frammenti qualcuno chiede a un Keith Richards visibilmente alterato: «Come ti senti?» e lui, non senza sfoderare un ghigno sardonico, risponde: «Fantastico». Ecco, la storia del gruppo in generale e di Shine a Light in particolare sta tutta in quella battuta: gli Stones sono un gruppo “fantastico”, e non solo per l’epidermica eccitazione dei riff, del ritmo, delle canzoni e di quell’alchimia che sanno generare da un palco o da un disco (o dal dvd: è impossibile restare fermi). Questa è la parte “reale” degli Stones, quella più esplosiva e in cui si immergono, da quarant’anni a questa parte, fino a trasfigurarsi, viaggiando a 2000 anni luce da casa, in un mondo a parte: a bordo di un’astronave che funziona solo con quella meravigliosa energia che è il rock’n’roll.

Shine a Light (2008)
Titolo originale: Shine a Light
Regia: Martin Scorsese
Genere: Documentario - Produzione: USA/Gran Bretagna - Durata: 122'
Cast: Mick Jagger, Keith Richards, Ron Wood, Charlie Watts, Martin Scorsese, Christina Aguilera, Jack White, Bill Clinton, Rebecca Merle, Kimberly Magness
Montaggio: David Tedeschi
Fotografia: Robert Richardson

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