Cinecittà eterna

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Matteo Marelli dice che Blackhat è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 02:35.

Una serie tv da cominciare? Attenzione, perché secondo Alice Cucchetti è magnetica e non potrete fare a meno di finirla.

La figura del Papa è stato oggetto di recente di una delle nostre liste. Ma se il Papa, più che una presenza, fosse una specie di fantasma irraggiungibile? Ovviamente, secondo Marco Ferreri.

L'ultimo film di Paul Schrader, First Reformed , esce direttamente in dvd, ma per noi è il film della settimana. Ripercorriamo la carriera di questo regista con un ritratto di Roberto Manassero.

Il blu è un colore caldo, soprattutto se si tratta di un giallo di Simenon raccontato da Amalric.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Lui adesso vive ad Atlantide / con un cappello pieno di ricordi / ha la faccia di uno che ha capito / e anche un principio di tristezza in fondo all'anima / nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata / e a volte ritiene di essere un eroe. (Francesco De Gregori - Atlantide)»

scelta da
Matteo Bailo

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Cinecittà eterna


Taxi Driver di Martin Scorsese

Locandina pubblicata su FilmTv 03/2001

Quando aveva dodici anni e il papà gli regalò una cinepresa superotto, Martin Scorsese già vedeva il suo nome sul manifesti. C'è un reperto molto divertente in proposito, che lui stesso mostra volentieri agli amici: un cartoncino colorato a mano con i titoli di testa di un kolossal sull'antica Roma, della Marsco Production (!), in cinemascope 75 millimetri (nel 1957!) e un cast strabiliante, che va da Marlon Brando a Robert Taylor, a Jean Simmons, a Alec Guinness, fino a Rita Mareno ed Elsa Martinelli. Directed and produced by Martin Scorsese, in Marsco Color, titolo (sopra un'aquila imperiale): The Eternal City. Già pensava in grande, il ragazzino; ma il bello è che questo suo debutto immaginario oggi lo potremmo ricostruire come un film reale. Potremmo persino, dai disegni della locandina, intuirne grosso modo la trama, la distribuzione delle parti e, fidandoci di quello che Scorsese ha fatto da grande, azzardare che sarebbe stato uno dei mammuth più divertenti della storia, non serio alla Spartacus, non serioso alla Ben Hur, ma spiazzante, eccessivo, imprevedibile. Tutto fuorché imbalsamato. Del resto, la forza di Scorsese credo che stia nella spregiudicatezza (in senso alto) con cui ha affrontato i generi dall'interno, personalizzandoli senza mai rinnegarli, integrando nella tradizione del cinema americano classico le trasgressioni del cinema moderno, europeo soprattutto. Perciò i suoi film hanno tutti un sapore antico, ma respirano a pieni polmoni la contemporaneità. È lo stile, senza debiti di scuola, che lega Taxi Driver a New York New York, Mean Streets a Toro scatenato, L'età dell'innocenza all'impressionante Al di là della vita. Ma questo poster ingenuo e ingegnoso ci racconta anche qualcos'altro. Ci dice quando e come Scorsese abbia cominciato ad amare il cinema. E quanto lo ami ancora oggi non solo da cineasta geniale, ma da spettatore onnivoro e malato. Sono tanti i registi che, battuto il ciak dell'opera prima, chiudono le porte al lavoro degli altri, rimuovono allegramente il passato e se ne infischiano di quello che accade fuori dal proprio orto. Scorsese coltiva ancora oggi una passione maniacale per la settima arte, venera i maestri italiani, si batte per il restauro di film dimenticati. E trova anche il tempo di regalarci qualche capolavoro in prima persona. Chissà che un giorno The Eternal City" non lo giri davvero; in Marsco Color, naturalmente. 

Taxi Driver (1976)
Titolo originale: Taxi Driver
Regia: Martin Scorsese
Genere: Drammatico - Produzione: USA - Durata: 110'
Cast: Robert De Niro, Cybill Shepherd, Harvey Keitel, Jodie Foster, Peter Boyle, Albert Brooks, Leonard Harris, Steven Prince, Diahnne Abbott, Victor Argo

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