Il segreto di Bertolucci

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Il segreto di Bertolucci


Il conformista di Bernardo Bertolucci

Locandina pubblicata su FilmTv 51/2002

Una volta mi è capitato di definire Il conformista di Bernardo Bertolucci come il solo abbraccio non mortale tra Hollywood e Cinecittà, il film dove si legano lo sguardo di Rossellini e gli splendori di Vincente Minelli, il realismo e il musical. In che senso Cinecittà e Hollywood insieme? Se Cinecittà può voler dire storia e umanesimo, Hollywood sarà allora fantasia e spettacolo: due mondi apparentemente inconciliabili, esibiti spesso come opposte bandiere. Ebbene, Il conformista frantuma, nelle sue due ore di proiezione, ogni preconcetto, conferma che la patria del cinema non ha confini, per fortuna. Nel film troviamo un giudizio lucido e non manicheo su un'intera società, su un mondo visto nel suo manifestarsi politico, ma anche scavato fino alle sue radici più contorte. C'è l'ideologia fascista messa a fuoco attraverso le sue celebrazioni grottesche, nel suo folclore: e c'è un rimando a tutto ciò che l'ideologia protegge e nasconde, giustifica e nutre. Ma la forza e l'originalità del grande film, il segreto della regia di Bertolucci, stanno nell'occhio che filtra tutto questo. L'autore non guarda direttamente agli anni '30, ma al cinema degli anni '30; sostituisce a un'autobiografia impossibile per ragioni anagrafiche un altro tipo di autobiografia: quella di sé come spettatore. E compie il miracolo di restituirei il passato attraverso lo stile, mescolando coscientemente e spregiudicatamente - come fa ogni vero spettatore - suggestioni in apparenza contraddittorie, amori che sembra impossibile coniugare: il cinema d'autore e il cinema di genere, la "trasparenza" rosselliniana e i barocchismi di Sternberg e di Ophuls... Con Il conformista Bernardo Bertolucci mostra che la scrittura cinematografica non si fa con la penna di un solo colore, che non esistono scelte incompatibili tra di loro, ma che esiste solo la passione delle proprie scelte, che il rigore non va confuso con la rigidità. Bertolucci, che fu assistente giovanissimo di Pasolini, ha detto più volte che le carrellate di Accattone gli sembravano le prime della storia del cinema, come se Pasolini inventasse lui il carrello, facendolo. Le carrellate del Conformista, e in genere tutti i movimenti di macchina dei film di Bertelucci, a me sembrano gli ultimi del cinema moderno. Inarrestabili e necessari.

Il conformista (1970)
Titolo originale: -
Regia: Bernardo Bertolucci
Genere: Drammatico - Produzione: Italia - Durata: 116'
Cast: Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Pierre Clementi
Articolo inserito in Speciale Bernardo Bertolucci

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