Un battito d'ali

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Su Rai3 alle ore 01:30.

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Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

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Un battito d'ali


La farfalla sul mirino di Seijun Suzuki

Locandina pubblicata su FilmTv 16/2017

L’avventura produttiva di La farfalla sul mirino è tra le più stupefacenti della storia del cinema. Il film nasce per volontà della Nikkatsu, la più antica società di produzione giapponese, fino agli anni 70 specializzata in yakuza e chambara (sulle gesta dei samurai) e successivamente rilanciata dal pinku eiga, il filone erotico. Nessuna velleità: si tratta, nelle intenzioni, di un gangster movie dozzinale da distribuire attraverso la formula del “double bill”, paghi un biglietto e vedi due film. Gli uomini dello studio di Bunkyo, hinterland di Tokyo, in particolare il presidente Kyusaku Hori, avevano fatto i conti senza l’oste: Seijun Suzuki. Nel concepire La farfalla sul mirino resta ancora da scoprire cosa diavolo sia accaduto, quale visionario trip l’abbia influenzato, se abbia visto o meno Melville, in particolare Lo spione, oppure si tratti di ispirazione primigenia, non suggestionata da nulla o da nessuno. Quando Hori lesse la prima stesura del copione gli venne un colpo, gli sembrava un’accozzaglia di situazioni senza senso. Suzuki disse di non considerare la sceneggiatura fondamentale ma acconsentì a riscriverla, facendosi aiutare da sei assistenti e dall’attore Atsushi Yamatoya, il killer numero 4 del film. Il “gruppo degli otto” - così venne soprannominato il team di Suzuki - scrisse comunque un testo base in grado di preservare le improvvisazioni del regista e degli attori, o le intuizioni dell’ultimo minuto. Nonostante il caos narrativo apparente, in soli 25 giorni di riprese Suzuki riuscì a girare in sequenza il materiale definitivo con pochissimi ciak chirurgici, tanto da montare tutto il film in sole 24 ore. Se non un record, poco ci manca. E il montaggio è incredibile, molto vicino a quello di Jean-Luc Godard per Fino all’ultimo respiro ma più votato all’azione, con improvvisi cambi di ritmo, ribaltamenti dei tempi della scena, ellissi, frammentazioni che hanno come scopo una dinamica in crescendo. Hori naturalmente resta sconvolto e licenzia Suzuki, ma il film è per fortuna come lo voleva il regista. Ora che è stato restaurato dalla Criterion (in collaborazione con Nikkatsu) CG Entertainment ha aperto una campagna di crowdfunding per editare un cofanetto che contiene il dvd, il Bluray e un volume monografico curato da Tom Vick. Cos’è La farfalla sul mirino? Un sublime delirio noir al quale partecipano anche gli attori, almeno i due protagonisti borderline come il film. Gorô Hanada, il killer numero 3, è interpretato da Jô Shishido, il quale si era sottoposto alla chirurgia plastica per modificare le sue guance (!) e i connotati, così da sembrare più minaccioso, lui che prima, per la Nikkatsu, interpretava soavi opere sentimentali. Nei panni di Misako, la dark lady dalla psicologia contorta, è invece l’attrice Annu Mari, che in passato aveva tentato il suicidio. Entra in scena dicendo queste parole: «Io detesto gli uomini, la mia speranza è solo di morire». Hanada è veramente figura melvilliana, schiavo di ossessioni cupe e stranianti, per non parlare del rapporto malato con la moglie che gira costantemente nuda per casa e si abbandona ad amplessi sudati con lui in cima a una scala a chiocciola ammantata da chiaroscuri espressionisti. Anche da un punto di vista formale, La farfalla sul mirino è un capolavoro che infatti ha stregato un sacco di autori noir, nonché cinefili d’ogni dove. Essendo però un’opera avanti di 30 anni, all’uscita non venne compresa né dalla critica né dal pubblico. Suzuki non potè realizzare altri film fino al 1977, e solo dopo un’estenuante causa con la Nikkatsu riuscì a tornare dietro la macchina da presa.

il Focus di questo numero: Controlocandina n° 16/2017

Tra i ricordi d’infanzia di Vladimir Nabokov ce n’è uno che riguarda il momento del risveglio. In Parla, ricordo, la visione euforica di un raggio di sole proiettato sulla parete lascia presagire una giornata all’aria aperta, a caccia di farfalle. Che meraviglia il battito d’ali dei lepidotteri! Molti scrittori ne sono rimasti affascinati, tanto da immedesimarsi con loro. C’è chi addirittura ha sognato di divenire farfalla, come il filosofo Zhuang-zi: «Una notte, tempo fa, io fui una farfalla che volava contenta della sua sorte. Poi mi svegliai, ed ero Zhuang-zi. Ma io sono davvero il filosofo Zhuang-zi che si ricorda di aver sognato di essere stato una farfalla, o sono una farfalla che in questo momento sta sognando di essere il filosofo Zhuang-zi?». I sogni producono incertezza. David Cronenberg su questa storiella ha costruito un intero film. Questo per dire che c’è qualcosa di ipnotico e fatale nel battito d’ali di una farfalla. Prendete quello che accade al killer numero 3 in La farfalla sul mirino. Occhiali scuri, insensibile come un pezzo di ghiaccio, lo vediamo sbagliare per la prima volta bersaglio: una farfalla si è posata sul suo fucile proprio mentre sta sparando, provocando un minuscolo scarto che turberà la sua esistenza. Basta uno scarto, una leggera inclinazione perché determinate condizioni iniziali vengano sconvolte, creando caos, o “sistemi complessi”. Un matematico e meteorologo, Edward Norton Lorenz, si era occupato di questi attrattori strani fin dai primi anni 60. Chiamò questo bizzarro principio di causa e di effetto: effetto farfalla. L’immagine degli “attrattori” ricordava infatti le sue ali. È possibile che Lorenz si fosse ispirato a un famoso saggio di Alan Turing intitolato Macchine calcolatrici e intelligenza? In quel testo, pubblicato nel 1950, Turing sosteneva che: «Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l’uccisione di un uomo un anno dopo a causa di una valanga o la sua salvezza». Sia quel che sia, negli anni 70 Lorenz intitolò una sua conferenza: Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas? Resta da capire se Seijun Suzuki abbia letto Turing (o Lorenz). È più probabile che una notte egli abbia sognato di essere una farfalla posata sulla canna di un fucile. O magari è la farfalla che ha sognato di essere Seijun Suzuki?

Rinaldo Censi

La farfalla sul mirino (1967)
Titolo originale: La farfalla sul mirino
Regia: Seijun Suzuki
Genere: Azione - Produzione: Giappone - Durata: 91'
Cast: Jô Shishido, Kôji Nanbara, Isao Tamagawa, Anne Mari, Mariko Ogawa, Hiroshi Minami, Hiroshi Cho, Atsushi Yamatoya, Takashi Nomura, Tokuhei Miyahara
Sceneggiatura: Hachiro Guryu, Takeo Kimura, Chûsei Sone, Atsushi Yamatoya, Mitsutoshi Ishigami (non accreditati)
Musiche: Naozumi Yamamoto
Montaggio: Akira Suzuki
Fotografia: Kazue Nagatsuka

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La farfalla sul mirino» streaming (n° 53/2019)

Mauro Gervasini

Firma storica di Film Tv, che ha diretto dal 2013 al 2017, è consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e insegna Forme e linguaggi del cinema di genere all'Università degli studi dell'Insubria. Autore di Cuore e acciaio - Le arti marziali al cinema (2019) e della prima monografia italiana dedicata al polar (Cinema poliziesco francese, 2003), ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare su cinema francese e di genere.

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