Una canzone d'amore

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Su IRIS alle ore 02:35.

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L'ultimo film di Paul Schrader, First Reformed , esce direttamente in dvd, ma per noi è il film della settimana. Ripercorriamo la carriera di questo regista con un ritratto di Roberto Manassero.

Il blu è un colore caldo, soprattutto se si tratta di un giallo di Simenon raccontato da Amalric.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Ognuno prende i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo. (Arthur Schopenhauer)»

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Simone Arcagni

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Una canzone d'amore


New York, New York di Martin Scorsese

Locandina pubblicata su FilmTv 19/2015

Forse il corteggiamento più insistente, petulante, fastidioso e tuttavia irresistibile della storia del cinema. Certamente il più lungo (dura circa 20 minuti): la notte del V Day (il giorno della vittoria alleata nella Seconda guerra mondiale) Times Square si scatena in festa, militari, ragazze, tutta la città per strada, tonnellate di coriandoli di carta che volano dai grattacieli, la macchina da presa che scende a rintracciare un giovanotto in pantaloni bianchi e camicia hawaiana e lo segue dentro una sala da ballo dove impazza l’orchestra di Tommy Dorsey. L’uomo cerca i suoi amici e soprattutto una ragazza con la quale trascorrere la nottata; ma tutte sembrano già impegnate. Finché ne adocchia una, in divisa, sola a un tavolo: e qui comincia il tormentone. Francine è infastidita e cerca di liquidarlo dicendo che è in compagnia di amici. Ma Jimmy torna sempre a far capolino alle sue spalle e, quando si scopre che l’amica di Francine ha rimorchiato uno dei compagni di Jimmy, il gioco è (quasi) fatto. Comincia così la storia d’amore tra un sassofonista tanto bravo quanto instabile ed egocentrico e una cantante dal carattere dolce e deciso, che rivela una voce e una presenza scenica straordinarie. Sono Robert De Niro e Liza Minnelli nel bellissimo film di Martin Scorsese del 1977, New York, New York, omaggio alle atmosfere, alle geometrie e ai sentimenti del cinema di Vincente Minnelli (papà di Liza), ma anche a È nata una stella (la versione del 1937 di William A. Wellman e soprattutto quella smagliante a colori del 1954, diretta da George Cukor e interpretata da Judy Garland, mamma di Liza) e alle pellicole musicali che hanno fatto grande la storia di Hollywood. Un film impastato di passione per la musica, dallo swing al jazz, che vive di straordinari assolo, di batteria, sax, canto, ballo, sui quali arrivano dall’alto un cono di luce e il dolly, e costruito sull’intreccio del musical e del mélo classici. La storia della coppia è tracciata attraverso il loro lavoro, audizioni, locali, tournée, nottate in pullman, bisticci in palcoscenico, e poi, quando Jimmy e Francine inevitabilmente si separano, seguendone le strade parallele. Infatti, una storia così, nonostante il matrimonio e la nascita di un bambino, non può funzionare. Non funzionava nel cinema classico, figurarsi in quello amaro e disilluso degli anni 70! Due ego troppo forti, gelosie personali e professionali, insofferenze e rivalse, nessuno dei due disposto a mollare. New York, New York è luminoso, colorato, sontuoso e spesso trascinante; ma è anche intriso di una malinconia insormontabile e acuta, non solo per un’età irripetibile del cinema, ma anche per la consapevolezza, fin dalle prime battute, dell’inevitabile fine di un grande amore. Non ci sono vere colpe (anche se Jimmy è lunatico e irresponsabile), solo rimpianti per quel “magico accordo“ inseguito da Jimmy che, proprio per la sua perfezione, è destinato a spezzarsi. Siamo nel cuore del mélo lucido (l’unico consentito al cinema post-classico, anticipato, per esempio da un film molto amato da Scorsese, Scarpette rosse di Michael Powell ed Emeric Pressburger, dove la ballerina e il direttore d’orchestra non potevano vivere felici e contenti), e il destino e i fatali agenti esterni sono stati sostuiti dall’incapacità di ciascuno di raggiungere gli assoluti, se non a un prezzo troppo alto da pagare: la rinuncia alla propria totalità individuale. Resta solo quella canzone, scritta da Jimmy e portata al successo da Francine, inno alla città che non dorme mai, simbolo contraddittorio di un’epoca.

New York, New York (1977)
Titolo originale: New York, New York
Regia: Martin Scorsese
Genere: Musicale - Produzione: USA - Durata: 136'
Cast: Robert De Niro, Liza Minnelli, Lionel Stander, Georgie Auld
Sceneggiatura: Earl Mac Rauch, Mardik Martin
Musiche: Fred Ebb, John Kander
Montaggio: Bert Lovitt, David Ramirez, Tom Rolf
Fotografia: László Kovács

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