Alle spalle dei giganti

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Dario Stefanoni dice che La scimitarra del saraceno è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 06:30.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«We want our film to be beautiful, not realistic.»

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Servizio pubblicato su FilmTv 45/2019

Alle spalle dei giganti


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Molte cose sono state dette di questi tempi su Franco Battiato, sulle sue condizioni di salute e sull’uscita, il 18 ottobre 2019, per Sony Music, dell’album Torneremo ancora: l’ultimo della carriera. 14 tra le sue canzoni più rappresentative, da La cura a Povera patria a E ti vengo a cercare, e un inedito, omonimo, in apertura. La voce del maestro è accompagnata dalla Royal Philharmonic Concert Orchestra di Londra, con la quale Battiato fece un breve tour nel 2017 dalle cui prove sono nate le tracce del disco. Ciò che si sa, oggi, di Battiato è il debilitante incidente di due anni fa, con frattura del femore e del bacino, il suo desiderio di ritirarsi dalle scene e una stanchezza artistica che - come confermato da Juri Camisasca, co-autore di Torneremo ancora e uomo vicino al maestro - non lo invoglia a riprendere a scrivere. Una scelta e un riserbo in linea con l’uomo, che meriterebbero rispetto a prescindere, e che hanno invece esposto il cantautore a ogni sorta di speculazione. L’ultimo album sarebbe, per certi opinionisti, un testamento, con riferimenti, nel brano di apertura, alla trasmigrazione delle anime, al sonno e alla veglia che sarebbero in realtà metafore delle sue vere condizioni di salute. Come se di misticismo, di religioni orientali, di germogli culturali applicati alla vita e al pop Battiato non si fosse occupato per un’intera carriera. Torneremo ancora è un lavoro debole, guidato da una voce esile e stanca, messa in relazione con l’orchestra con effetto straniante: dalla dolente apertura all’impietoso confronto con il passato (I treni di Tozeur), fino alla riscoperta di una cover come Te lo leggo negli occhi. Un’operazione commerciale come continuamente se ne vedono, giunta a cinque anni dal precedente lavoro in studio, che non giustifica però le accuse di sciacallaggio rivolte all’entourage del cantautore. «Cercano di tenere in vita qualcosa che è già morto»: queste le eleganti parole di Roberto Ferri, collaboratore e sedicente amico di Battiato, rilasciate alla testata online Fanpage.it e assurte a chiave del dibattito. Un’intervista autoindulgente e di scarsa rilevanza giornalistica, in cui Ferri denuncia lo sfruttamento di Battiato finendo lui stesso, curiosamente, per parteciparvi. Quel che resta, nel rispetto della vita privata di una grande figura, della sua musica, del suo invecchiare, è l’amore di chi lo segue, che ha già fatto del suo disco uno degli album più venduti in Italia. In tempi in cui si discute se Achille Lauro possa legittimamente partecipare al premio Tenco - sì, per chi scrive -, il miglior traguardo a cui ambire, per i nuovi autori, è lo straordinario talento di Battiato nel coniugare pop e sperimentazione, kitsch e cultura alta, disorientando, da sempre, chi non è avanti come lui.


Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

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