Alle spalle dei giganti

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Luca Pacilio dice che Agente Lemmy Caution: Missione Alphaville è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 03:30.

Tomboy di Cèline Sciamma è in streaming su Prime Video

È tempo di spie. Su Film Tv n° 46, in occasione dell'uscita della seconda stagione di Jack Ryan , esploriamo il mondo delle spie e dello spionaggio nelle serie tv. In questa sezione allora torniamo a una delle spie più famose della storia del cinema.

Negli ultimi anni, il panorama televisivo si è popolato di protagoniste complesse: una serialità femminista?

Torna con una seconda stagione la prima serie originale di Prime Video, prequel dei film incentrati su Jason Bourne. Dal primo novembre è in streaming, mentre qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

Callisto Cosulich salvava, in una rubrica su FilmTv, visioni e ricordi che prendevano spesso la forma di bellissime storie. Qui ci racconta di Taking Off di Forman e di come quella scena, anzi LA scena, in cui tutti fumano marijuana, gli diede qualche problemino quando decise di inserire il film in una rassegna sulla New Hollywood per la Rai.

La citazione

«Quando chiesero a Marx cos’è la dittatura del proletariato rispose: ”la Comune di Parigi, perché ha abolito l’esercito e la polizia”. Poi vennero i Soviet e Solidarnosc. Questo è il movimento. Non nacquero per caso. (C.L.R. James)»

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Servizio pubblicato su FilmTv 45/2019

Alle spalle dei giganti


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Molte cose sono state dette di questi tempi su Franco Battiato, sulle sue condizioni di salute e sull’uscita, il 18 ottobre 2019, per Sony Music, dell’album Torneremo ancora: l’ultimo della carriera. 14 tra le sue canzoni più rappresentative, da La cura a Povera patria a E ti vengo a cercare, e un inedito, omonimo, in apertura. La voce del maestro è accompagnata dalla Royal Philharmonic Concert Orchestra di Londra, con la quale Battiato fece un breve tour nel 2017 dalle cui prove sono nate le tracce del disco. Ciò che si sa, oggi, di Battiato è il debilitante incidente di due anni fa, con frattura del femore e del bacino, il suo desiderio di ritirarsi dalle scene e una stanchezza artistica che - come confermato da Juri Camisasca, co-autore di Torneremo ancora e uomo vicino al maestro - non lo invoglia a riprendere a scrivere. Una scelta e un riserbo in linea con l’uomo, che meriterebbero rispetto a prescindere, e che hanno invece esposto il cantautore a ogni sorta di speculazione. L’ultimo album sarebbe, per certi opinionisti, un testamento, con riferimenti, nel brano di apertura, alla trasmigrazione delle anime, al sonno e alla veglia che sarebbero in realtà metafore delle sue vere condizioni di salute. Come se di misticismo, di religioni orientali, di germogli culturali applicati alla vita e al pop Battiato non si fosse occupato per un’intera carriera. Torneremo ancora è un lavoro debole, guidato da una voce esile e stanca, messa in relazione con l’orchestra con effetto straniante: dalla dolente apertura all’impietoso confronto con il passato (I treni di Tozeur), fino alla riscoperta di una cover come Te lo leggo negli occhi. Un’operazione commerciale come continuamente se ne vedono, giunta a cinque anni dal precedente lavoro in studio, che non giustifica però le accuse di sciacallaggio rivolte all’entourage del cantautore. «Cercano di tenere in vita qualcosa che è già morto»: queste le eleganti parole di Roberto Ferri, collaboratore e sedicente amico di Battiato, rilasciate alla testata online Fanpage.it e assurte a chiave del dibattito. Un’intervista autoindulgente e di scarsa rilevanza giornalistica, in cui Ferri denuncia lo sfruttamento di Battiato finendo lui stesso, curiosamente, per parteciparvi. Quel che resta, nel rispetto della vita privata di una grande figura, della sua musica, del suo invecchiare, è l’amore di chi lo segue, che ha già fatto del suo disco uno degli album più venduti in Italia. In tempi in cui si discute se Achille Lauro possa legittimamente partecipare al premio Tenco - sì, per chi scrive -, il miglior traguardo a cui ambire, per i nuovi autori, è lo straordinario talento di Battiato nel coniugare pop e sperimentazione, kitsch e cultura alta, disorientando, da sempre, chi non è avanti come lui.


Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

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