Ci vorrebbe una notte

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Simone Emiliani dice che Qualcosa di personale è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 08:10.

Il segreto dei suoi occhi di Juan José Campanella è il film di oggi, visibile in streaming su RaiPlay

È arrivata su Amazon Prime Video la seconda stagione di Jack Ryan , ve lo raccontiamo con un'intervista a uno dei suoi due ideatori, pubblicata in occasione dell'uscita della prima stagione.

Callisto Cosulich salvava, in una rubrica su FilmTv, visioni e ricordi che prendevano spesso la forma di bellissime storie. Qui ci racconta di Taking Off di Forman e di come quella scena, anzi LA scena, in cui tutti fumano marijuana, gli diede qualche problemino quando decise di inserire il film in una rassegna sulla New Hollywood per la Rai.

La nona stagione dell'acclamata serie antologica creata da Ryan Murphy arriva su Fox il 7 novembre. Ripeschiamo la recensione di una delle stagioni passate per ricordarci/vi i motivi del suo successo.

Di recente l'abbiamo vista e ammirata in Fosse/Verdon , ma ci sono molti ruoli per cui apprezziamo il talento di Michelle Williams. Questo è un esempio.

La citazione

«Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico durante il week end! (Woody Allen)»

scelta da
Emanuela Martini

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Ci vorrebbe una notte


Il concerto di Calcutta al Forum di Assago: l’indie diventato grande

Quando all’estero, nei primi anni zero, i grandi festival di musica alternativa erano tutti un pullulare di gruppi alla riscoperta degli anni 60, in Italia si stava formando una nuova scena indie, mossa dal bisogno di discostarsi dal rock decadente del decennio precedente e da un impulso revival che recuperava anche il pop nostrano degli anni 80: tra chitarre di marca Fender, inserti di sintetizzatori, tastiere giocattolo e vecchie melodie italiche. Oltre ai nuovi cantautori, ai viaggi letterari di Offlaga Disco Pax, al rabbioso demo d’esordio di Le luci della centrale elettrica, e qualche tempo prima dell’esplosione de I Cani grazie alla diffusione virale di alcuni brani sul web, centinaia di gruppi erano così pronti, in quel periodo, a salutare la musica alternativa, cantando con piglio naif, oppure ammiccando ai loro coetanei con testi ironici sul presente. Un sogno di sdoganamento verso il grande pubblico, da portare avanti con le care, antiche, sembianze della musica indipendente. Un sogno, che per loro, ha infine realizzato Calcutta.

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Assistendo al suo concerto, il 21/1, al Forum di Assago (seconda delle 2 date sold out a Milano) l’evoluzione appare compiuta; mentre migliaia di persone acclamano in coro il morbido inizio di Briciole o il «il cuore a mille» di Paracetamolo, su ondeggiamenti distorti. Canzoni che 10 anni fa avrebbero allietato un piccolo pubblico, raccolto magari davanti al palco secondario del MI Ami Festival (storica tappa milanese dell’indie italiano) e che ora attestano la nuova dimensione di un disco come Evergreen, dopo il clamoroso successo, nel 2015, di Mainstream (mai nome fu più profetico).

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Una delle chiavi del successo di Calcutta è la sua indole dissacrante, una spontaneità senza ammiccamenti che lo mostra a suo agio e contemporaneamente a disagio in un piccolo club come in diretta tv, eternamente capitato per caso anche davanti alla giovane platea del Forum, che canta in coro e lo sovrasta in entusiasmo anche quando, eseguendo Barche, si dimentica un verso. Ci sono poi le idiosincrasie amorose, gli abbozzi a una quotidianità sghemba e a una provincia priva d’interesse, che assumono grande intensità grazie a una voce schietta e pungente: simile, per evocazione emotiva, a quella di un giovane Vasco Rossi in alcune sue vecchie, soffuse, canzoni degli esordi. Durante il live c’è poi la fuga dalla metropoli che non dà respiro in Milano, la bellissima Fari (riferiti a occhi di donna) i classici come Frosinone, Gaetano e la favoritissima Pesto, mentre sullo schermo, dietro al palco, compaiono insegne di kebabbaro e riferimenti posticci alla Rai del passato: come Dodò – personaggio de L’albero azzurro – che suona il violino. Piccoli immaginari di trentenne, elaborati in anni di canzoni da cameretta, e scoperti ora pronti per il mainstream.

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Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

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