Cromatismo caldo

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Emanuele Sacchi dice che Anything Else è il film da salvare oggi in TV.
Su Rete4 alle ore 03:15.

Scrooge, un anziano taccagno, viene visitato dai tre fantasmi del Natale: presente, passato e futuro. Gli spiriti devono fagli capire quali siano le conseguenze della sua avarizia e quanto contino la gentilezza e il cuore nel rapporto con gli altri. Zemeckis, dopo Polar Express e La leggenda di Beowulf , sposa ancora una volta la storia classica all’approccio ultramoderno (motion capture).

Il numero 50 di Film Tv è tutto dedicato alle donne, in uno speciale che attraversa ruoli e media diversi. Uno dei nomi femminili fondamentali per il cinema è Chantal Akerman, di cui vi riproponiamo questo inedito.

Anni '80 un po' ovunque, ma quasi sempre da un punto di vista maschile. E le icone femminili? Una riflessione di Marianna Cappi.

The Guardian ha pubblicato alcune immagini del backstage di Il cacciatore , tratte dall'archivio personale di Robert De Niro e destinate a un libro di prossima pubblicazione. Vi riproponiamo la locandina di questo film cult, pubblicata nel 2009.

Dal primo dicembre è disponibile su Netflix la quinta stagione di questa serie. Se non la conoscete o se volete saperne di più, qui trovate la recensione delle prime due stagioni.

La citazione

«Un colpo solo (Michael Cimino - Il cacciatore)»

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Cromatismo caldo


Il live suadente dei Chromatics illumina il Club to Club di Torino. Un festival sempre più proiettato nella sperimentazione e nel futuro del pop.

Alle ore 21 di sabato due novembre, lungo le pareti dei due enormi saloni del Lingotto Fiere di Torino, davanti a palchi da cui risuonano i colpi tellurici del collettivo elettronico torinese SPIME.IM, o le note fluide di Nivhek (progetto dell’artista Liz Harris, conosciuta anche come Grouper), i primi spettatori prendono confidenza con distese industriali che inglobano la potenza del suono e lo disperdono in eco, mentre osservano le forme luminose proiettate alle spalle degli artisti. In quel momento, è viva, per chi scrive, la reminiscenza dell’anno scorso, quando le frequenze aliene e ininterrotte di Aphex Twin investirono un’enorme massa di persone: il culmine della 18ª edizione di Club to Club e uno dei concerti evento del 2018.

Anche quest’anno, il festival torinese, punto di riferimento nel coniugare musica elettronica, pop e ricerca lungo le coordinate della sperimentazione e delle nuove tendenze, non ha lasciato a desiderare per varietà delle proposte. Cinque giorni – dal 30/10 al 3/11 – di concerti ed eventi paralleli, dalla Reggia di Venaria alle OGR (Officine Grandi Riparazioni) al Lingotto stesso, dove venerdì si era sentito l’indie-pop su cassa dritta del canadese MorMor, la geometria danzereccia e funambolica dei Battles, le note del dj australiano Flume – lanciato dal recente duetto con Vera Blue in Rushing Back – il calore elettro e R&B di un nome di punta come James Blake.

Alle ore 22 di sabato, invece, il pubblico supera finalmente il languore di una comoda cena piemontese o i postumi delle ore danzanti trascorse la notte prima, e si raduna copioso sotto il palco nominato “Light Over Darkness” in attesa di due gruppi, Desire e Chromatics, che promettono di portare Club to Club dentro una rielaborazione degli anni 80 dove il rock è ricamo lisergico e le tastiere rimando a notti sensuali e pericolose, velate di luci al neon.

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Impossibile, con queste prerogative, non piacere a Nicolas Winding Refn ai tempi di Drive (2011), che fece la fortuna dei due gruppi grazie alla presenza in colonna sonora della bellissima Under Your Spell (Desire) e dell’attesa resa un synth pulsante di Tick of the Clock (Chromatics). Ad accomunare le band c’è anche la presenza dell’istrionico polistrumentista Johnny Jewel, mente creativa e volto imperscrutabile sul palco, mentre ondeggia sulle tastiere, detta il ritmo al basso, s’immobilizza come una statua, tra gli applausi, dopo un passaggio in solo al piano. Il divario tra i due progetti si avverte però all’arrivo in scena dei Chromatics, dopo il piacevole set dei Desire. A Jewel e al batterista Nat Walker, si aggiunge la chitarra di Adam Miller, mentre alla voce e alle movenze da frontgirl di Megan Louise si sostituisce l’immobilismo magnetico della biondissima Ruth Radelet: figura simbolo nell’iconografia patinata della band. La sua comparsa è una rivelazione: la voce suadente e il carisma delicato sono il quid immediato attorno al quale gli arrangiamenti di Jewel iniziano a roteare, in un accumulo di suoni di velluto, dilatazioni pop, attese malinconiche immerse in colori caldi.

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Dall’esangue These Streets Will Never Look the Same (da Kill for Love, 2012), alla tristezza sotto morfina di Cherry e Shadow, tratte da un album, Dear Tommy ­– annunciato nel 2014 e poi distrutto e ripudiato da Jewel – che trova curiosamente maggior spazio in scaletta del recente Closer to Grey, la band fa dimenticare ogni rischio di feticismo verso il passato, a favore di uno stile personale capace di esprimere al rallentatore cover mozzafiato come Into the Black (Neil Young) e I’m on Fire (Springsteen).

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Il concerto dei Chromatics è così coinvolgente da far dimenticare anche di non avere il dono dell’ubiquità e di non poter quindi assistere, in contemporanea, al live di Kelsey Lu: giovane americana, tra le migliori promesse del pop di ricerca grazie alle melodie e alle sospensioni multiformi del suo album Blood. Alle ore 03.30 di domenica mattina, chi scrive ha però ormai vagato a lungo, straniato e appagato, nella nottata di un festival capace di integrare il dj-set di Romy (The xx) – in consolle con una maglietta della Juventus regalatagli un attimo prima da Paulo Dybala – e il tropicalismo elettronico e astratto di Helado Negro, con un cantato a metà strada tra Devendra Banhart e Caetano Veloso e un’attitudine sorniona che ha strappato più di un sorriso al pubblico. Menzione speciale, infine, per il set magmatico di The Comet is Coming, tra elettronica che guarda allo spazio e un sax rivolto al jazz più viscerale, una delle migliori sintesi di quest’edizione di Club to Club.

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Credits foto, dall'alto in basso:
1-Daniele Baldi
2-Matteo Bailo
3-4 Silvia Violante Rouge
5-6 Daniele Baldi
7-8 Silvia Violante Rouge
cover Matteo Bailo
 


Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

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