Cromatismo caldo

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Luca Pacilio dice che Agente Lemmy Caution: Missione Alphaville è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 03:30.

Tomboy di Cèline Sciamma è in streaming su Prime Video

È tempo di spie. Su Film Tv n° 46, in occasione dell'uscita della seconda stagione di Jack Ryan , esploriamo il mondo delle spie e dello spionaggio nelle serie tv. In questa sezione allora torniamo a una delle spie più famose della storia del cinema.

Negli ultimi anni, il panorama televisivo si è popolato di protagoniste complesse: una serialità femminista?

Torna con una seconda stagione la prima serie originale di Prime Video, prequel dei film incentrati su Jason Bourne. Dal primo novembre è in streaming, mentre qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

Callisto Cosulich salvava, in una rubrica su FilmTv, visioni e ricordi che prendevano spesso la forma di bellissime storie. Qui ci racconta di Taking Off di Forman e di come quella scena, anzi LA scena, in cui tutti fumano marijuana, gli diede qualche problemino quando decise di inserire il film in una rassegna sulla New Hollywood per la Rai.

La citazione

«Smettete di pensare che la scienza possa aggiustare tutto se le date 3 miliardi di dollari. (Kurt Vonnegut)»

scelta da
Simone Arcagni

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Cromatismo caldo


Il live suadente dei Chromatics illumina il Club to Club di Torino. Un festival sempre più proiettato nella sperimentazione e nel futuro del pop.

Alle ore 21 di sabato due novembre, lungo le pareti dei due enormi saloni del Lingotto Fiere di Torino, davanti a palchi da cui risuonano i colpi tellurici del collettivo elettronico torinese SPIME.IM, o le note fluide di Nivhek (progetto dell’artista Liz Harris, conosciuta anche come Grouper), i primi spettatori prendono confidenza con distese industriali che inglobano la potenza del suono e lo disperdono in eco, mentre osservano le forme luminose proiettate alle spalle degli artisti. In quel momento, è viva, per chi scrive, la reminiscenza dell’anno scorso, quando le frequenze aliene e ininterrotte di Aphex Twin investirono un’enorme massa di persone: il culmine della 18ª edizione di Club to Club e uno dei concerti evento del 2018.

Anche quest’anno, il festival torinese, punto di riferimento nel coniugare musica elettronica, pop e ricerca lungo le coordinate della sperimentazione e delle nuove tendenze, non ha lasciato a desiderare per varietà delle proposte. Cinque giorni – dal 30/10 al 3/11 – di concerti ed eventi paralleli, dalla Reggia di Venaria alle OGR (Officine Grandi Riparazioni) al Lingotto stesso, dove venerdì si era sentito l’indie-pop su cassa dritta del canadese MorMor, la geometria danzereccia e funambolica dei Battles, le note del dj australiano Flume – lanciato dal recente duetto con Vera Blue in Rushing Back – il calore elettro e R&B di un nome di punta come James Blake.

Alle ore 22 di sabato, invece, il pubblico supera finalmente il languore di una comoda cena piemontese o i postumi delle ore danzanti trascorse la notte prima, e si raduna copioso sotto il palco nominato “Light Over Darkness” in attesa di due gruppi, Desire e Chromatics, che promettono di portare Club to Club dentro una rielaborazione degli anni 80 dove il rock è ricamo lisergico e le tastiere rimando a notti sensuali e pericolose, velate di luci al neon.

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Impossibile, con queste prerogative, non piacere a Nicolas Winding Refn ai tempi di Drive (2011), che fece la fortuna dei due gruppi grazie alla presenza in colonna sonora della bellissima Under Your Spell (Desire) e dell’attesa resa un synth pulsante di Tick of the Clock (Chromatics). Ad accomunare le band c’è anche la presenza dell’istrionico polistrumentista Johnny Jewel, mente creativa e volto imperscrutabile sul palco, mentre ondeggia sulle tastiere, detta il ritmo al basso, s’immobilizza come una statua, tra gli applausi, dopo un passaggio in solo al piano. Il divario tra i due progetti si avverte però all’arrivo in scena dei Chromatics, dopo il piacevole set dei Desire. A Jewel e al batterista Nat Walker, si aggiunge la chitarra di Adam Miller, mentre alla voce e alle movenze da frontgirl di Megan Louise si sostituisce l’immobilismo magnetico della biondissima Ruth Radelet: figura simbolo nell’iconografia patinata della band. La sua comparsa è una rivelazione: la voce suadente e il carisma delicato sono il quid immediato attorno al quale gli arrangiamenti di Jewel iniziano a roteare, in un accumulo di suoni di velluto, dilatazioni pop, attese malinconiche immerse in colori caldi.

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Dall’esangue These Streets Will Never Look the Same (da Kill for Love, 2012), alla tristezza sotto morfina di Cherry e Shadow, tratte da un album, Dear Tommy ­– annunciato nel 2014 e poi distrutto e ripudiato da Jewel – che trova curiosamente maggior spazio in scaletta del recente Closer to Grey, la band fa dimenticare ogni rischio di feticismo verso il passato, a favore di uno stile personale capace di esprimere al rallentatore cover mozzafiato come Into the Black (Neil Young) e I’m on Fire (Springsteen).

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Il concerto dei Chromatics è così coinvolgente da far dimenticare anche di non avere il dono dell’ubiquità e di non poter quindi assistere, in contemporanea, al live di Kelsey Lu: giovane americana, tra le migliori promesse del pop di ricerca grazie alle melodie e alle sospensioni multiformi del suo album Blood. Alle ore 03.30 di domenica mattina, chi scrive ha però ormai vagato a lungo, straniato e appagato, nella nottata di un festival capace di integrare il dj-set di Romy (The xx) – in consolle con una maglietta della Juventus regalatagli un attimo prima da Paulo Dybala – e il tropicalismo elettronico e astratto di Helado Negro, con un cantato a metà strada tra Devendra Banhart e Caetano Veloso e un’attitudine sorniona che ha strappato più di un sorriso al pubblico. Menzione speciale, infine, per il set magmatico di The Comet is Coming, tra elettronica che guarda allo spazio e un sax rivolto al jazz più viscerale, una delle migliori sintesi di quest’edizione di Club to Club.

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Credits foto, dall'alto in basso:
1-Daniele Baldi
2-Matteo Bailo
3-4 Silvia Violante Rouge
5-6 Daniele Baldi
7-8 Silvia Violante Rouge
cover Matteo Bailo
 


Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

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