Geografia emotiva

facebook_0.png
twitter.png
vimeo.png
Instagram.png
Oggi Free
Matteo Marelli dice che Il silenzio degli innocenti è il film da salvare oggi in TV.
Su Spike alle ore 01:10.

Il 24 aprile è la data in cui usciranno in Francia dvd e bluray di High Life di Claire Denis, con Robert Pattinson e Juliette Binoche. Ancora non è prevista un'uscita nelle sale italiane, ma per l'occasione rispolveriamo la recensione di un altro film invisibile della stessa regista.

State già seguendo su TIMVision la seconda stagione di Killing Eve ? Vi riproponiamo l'intervista doppia alle due attrici protagoniste realizzata per l'arrivo della prima stagione, l'anno scorso.

Remake, reboot, prequel, sequel. E degli adattamenti, non possiamo proprio fare a meno? L'opinione di Roy Menarini.

Michelle Yeoh è appena stata scelta da James Cameron per i tre sequel previsti di Avatar. Vi riproponiamo allora la locandina di Emanuela Martini scritta per il film del 2009.

Sulla seconda stagione abbiamo pareri discordi (cfr. il Perché sì / Perché no di FilmTv n° 16). Ma la prima stagione di The OA ci era piaciuta molto: la recensione di Giulio Sangiorgio.

La citazione

«Un ingenuo e stupido film americano può insegnarci qualcosa “per mezzo” della sua scempiaggine. Ma non ho imparato mai niente da uno scaltrito film inglese. (Ludwig Wittgenstein)»

cinerama
8590
servizi
3060
cineteca
2790
opinionisti
1889
locandine
1024
serialminds
811
scanners
487
Articolo pubblicato esclusivamente su questo sito

Geografia emotiva


Adele Nigro ci racconta le coordinate del suo nuovo album con il progetto Any Other.

Nel 2015 aveva sorpreso tutti, con i suoi 21 anni, una voce che non lascia indifferenti, il nome Any Other per rappresentare un trio indie rock e dare alle stampe Silently. Quietly. Going Away. Adele Nigro (classe 1994) era riuscita, con quell’album, a dare linfa improvvisa nel rock italiano a melodie cantate in inglese, con irruenza e disincanto. Per lei, nel tempo, centinaia di concerti, tour in giro per l’Europa, la collaborazione con l’Infedele Orchestra: band che ha accompagnato Colapesce nel suo lungo tour. Il 14 settembre è uscito il suo secondo lavoro, Two, Geography (per 42 Records, assieme al musicista Marco Giudici e una formazione rinnovata): un viaggio fatto di sospensioni sentimentali, inserti di pianoforte e sax, toccanti ballate acustiche come Mother Goose. Un vero percorso di maturazione artistica.

AnyOther1_MattiaSavelli_HR.jpg

Ascoltando il tuo nuovo lavoro si avverte un’evoluzione netta rispetto al tuo esordio.
Mi trovi concorde, mi sarei anzi sorpresa della mancanza di un’evoluzione. Sono passati tre anni dal mio primo disco, e nonostante non siano certo un’eternità, a vent’anni sono un periodo che si fa sentire, soprattutto per come uno impara a vivere il tempo e a maturare in fretta. Questo mio cambiamento è avvenuto anche rispetto alla musica: ho suonato con altre persone, provato strumenti diversi; variato il mio approccio alla composizione, scoprendo aspetti che prima non avevo considerato.

Un elemento di maggior continuità con il passato sembra essere la tua voce.
In realtà, anche nella scrittura delle melodie sento una grande differenza rispetto a prima. Quando riascolto il mio primo lavoro, le linee vocali mi riportano spesso ai gruppi cui avevo preso ispirazione. Two, Geography, invece, in questo senso, mi appartiene di più. I riferimenti ci sono sempre, ma credo di esser riuscita a portare il mio modo di cantare verso un esito più distintivo. Essendo poi un album incentrato su mie esperienze personali, è giusto che la voce emerga così chiaramente.

AnyOther2_MattiaSavelli_HR.jpg

Una voce che risalta anche nell’atmosfera ariosa e in movimento di un brano come A Grade.
Sensazioni come “aria” e “apertura” erano davvero ciò che stavo cercando nel suono. Durante la registrazione e il mixaggio ho dedicato molta attenzione a questi aspetti.

Nel videoclip di Walkthrough sei seduta davanti a una parete spoglia, mentre senti le note della tua canzone. Il video sembra quasi voler catturare il volto di un musicista nel momento in cui ascolta, privatamente, un suo brano: semplice ascoltatore di se stesso.
Mi piace questa interpretazione. Non l’avevamo pensato in questo modo, però m’interessa sempre sapere le impressioni altrui. Un brano autobiografico è sempre una parte di te, una volta tirato fuori, però, è rivolto alle percezioni di tutti. Da quel momento non è più solo tuo.

Racconteresti la genesi del brano Geography?
Inizialmente era un pezzo completamente diverso: tipicamente indie rock, con chitarra e batteria regolari. Riascoltando i provini, però, non ci soddisfaceva. Dopo aver aspettato alcuni giorni, ho deciso in un solo momento di cancellare tutto e ricominciare da capo. È stato bello cambiare drasticamente visione, e trovare una sintesi così chiara e improvvisa di quel che volevo. Il ritornello si è trasformato quasi in un mantra, e la canzone è diventata una delle mie preferite.

AnyOther4_MattiaSavelli_LR.jpgChe significato assume la geografia, posta nel titolo dell’album?
Mi permette di pensare astrattamente alla connessione con i luoghi, anche attraverso il rimando, nel disco, allo spostarsi. È però anche un nesso tra corpo e spazio, da un punto di vista emotivo e relazionale. La mia prima idea, associata alla geografia, era la conoscenza intima di un altro corpo: la capacità di orientarsi con esso. La fine di una relazione, e il conseguente distacco da una persona, mi hanno fatto riflettere sulla distanza che s’instaura: è per me simile a quella che si crea nei confronti di un luogo che sentivo mio - magari nell’infanzia - e che ora gradualmente dimentico.

Questi temi sono ricorrenti nei testi, ma incontrano anche l’atmosfera distesa e consapevole di un brano come Capricorn No.
Pur non avendo scritto un concept album, mi sono resa conto di come anche la scelta della tracklist mi aiutasse a mettere ordine nei vari momenti emotivi in cui ero immersa: l’impossibilità di un rapporto, il distacco. Negli ultimi tre brani, tra cui Capricorn No, c’è quindi, effettivamente, un senso di superamento.

Pensi che i sentimenti espressi nelle tue canzoni trovino affinità con la musica intorno a te, nella moltitudine dei generi e artisti attuali?
Avendo allargato i miei orizzonti, mi è capitato di trovare molto forti, dal punto di vista emotivo ed espressivo, alcune cose che apparentemente non lo sembrano. L’ambient, per esempio, che per caratteristiche non si associa immediatamente all’emotività, è in grado, a volte, di commuovermi profondamente. Mi piacciono brani legati all’elettronica, oppure stilisticamente affini all’hip hop: Frank Ocean ha scritto delle cose incredibili, vicinissime a me, anche se lontane a livello formale. Una cosa di cui sono fermamente convinta è come la musica, come le altre forme artistiche, resti un mezzo e non un fine. Ciò che va espresso esiste anche oltre.

,

Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.


Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

FilmTv è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963
Credits - Contatti
Privacy Policy