Geografia emotiva

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Luca Pacilio dice che Cyrano e D'Artagnan è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:00.

In autunno dovrebbe arrivare anche in Italia la piattaforma streaming Disney+. Come funzionerà? Quante cose saranno già disponibili? Alice Cucchetti se lo chiede su FilmTv n° 12. Qui ci chiediamo: ci saranno quelli che voglion fare il jazz ?

Arriva una nuova rubrica dedicata alla stand-up comedy: su FilmTv n° 12 Nicola Cupperi inaugura Funny People , dedicata ai comedian e ai loro spettacoli reperibili in streaming. Vi proponiamo una panoramica di questo mondo, realizzata da Alice Cucchetti nel 2015.

Venerdì 22 marzo su Sky Atlantic comincia la quarta stagione di Gomorra - La serie . Su FilmTv n° 12 abbiamo intervistato Marco D'Amore, che in questa stagione è passato alla regia. Ricapitoliamo la terza stagione con questa recensione (e attenzione agli spoiler!).

La mia vita con John F. Donovan è l'ultimo film di Xavier Dolan, in arrivo (speriamo) a breve nelle nostre sale per Lucky Red. A lungo i film di Dolan sono stati invisibili in Italia, ma poi hanno cominciato ad avere una distribuzione in sala, homevideo e streaming. Oggi vi consigliamo di recuperare Laurence Anyways .

Una delle rubriche che fanno parte della storia di FilmTv è Regioni e sentimenti - I luoghi del cinema a cura di Steve Della Casa. Vi proponiamo un viaggio nel cinema a bordo dei treni, raccontato da Matteo Pollone.

La citazione

«You Cannot Be Serious! (John McEnroe)»

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Rinaldo Censi

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Geografia emotiva


Adele Nigro ci racconta le coordinate del suo nuovo album con il progetto Any Other.

Nel 2015 aveva sorpreso tutti, con i suoi 21 anni, una voce che non lascia indifferenti, il nome Any Other per rappresentare un trio indie rock e dare alle stampe Silently. Quietly. Going Away. Adele Nigro (classe 1994) era riuscita, con quell’album, a dare linfa improvvisa nel rock italiano a melodie cantate in inglese, con irruenza e disincanto. Per lei, nel tempo, centinaia di concerti, tour in giro per l’Europa, la collaborazione con l’Infedele Orchestra: band che ha accompagnato Colapesce nel suo lungo tour. Il 14 settembre è uscito il suo secondo lavoro, Two, Geography (per 42 Records, assieme al musicista Marco Giudici e una formazione rinnovata): un viaggio fatto di sospensioni sentimentali, inserti di pianoforte e sax, toccanti ballate acustiche come Mother Goose. Un vero percorso di maturazione artistica.

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Ascoltando il tuo nuovo lavoro si avverte un’evoluzione netta rispetto al tuo esordio.
Mi trovi concorde, mi sarei anzi sorpresa della mancanza di un’evoluzione. Sono passati tre anni dal mio primo disco, e nonostante non siano certo un’eternità, a vent’anni sono un periodo che si fa sentire, soprattutto per come uno impara a vivere il tempo e a maturare in fretta. Questo mio cambiamento è avvenuto anche rispetto alla musica: ho suonato con altre persone, provato strumenti diversi; variato il mio approccio alla composizione, scoprendo aspetti che prima non avevo considerato.

Un elemento di maggior continuità con il passato sembra essere la tua voce.
In realtà, anche nella scrittura delle melodie sento una grande differenza rispetto a prima. Quando riascolto il mio primo lavoro, le linee vocali mi riportano spesso ai gruppi cui avevo preso ispirazione. Two, Geography, invece, in questo senso, mi appartiene di più. I riferimenti ci sono sempre, ma credo di esser riuscita a portare il mio modo di cantare verso un esito più distintivo. Essendo poi un album incentrato su mie esperienze personali, è giusto che la voce emerga così chiaramente.

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Una voce che risalta anche nell’atmosfera ariosa e in movimento di un brano come A Grade.
Sensazioni come “aria” e “apertura” erano davvero ciò che stavo cercando nel suono. Durante la registrazione e il mixaggio ho dedicato molta attenzione a questi aspetti.

Nel videoclip di Walkthrough sei seduta davanti a una parete spoglia, mentre senti le note della tua canzone. Il video sembra quasi voler catturare il volto di un musicista nel momento in cui ascolta, privatamente, un suo brano: semplice ascoltatore di se stesso.
Mi piace questa interpretazione. Non l’avevamo pensato in questo modo, però m’interessa sempre sapere le impressioni altrui. Un brano autobiografico è sempre una parte di te, una volta tirato fuori, però, è rivolto alle percezioni di tutti. Da quel momento non è più solo tuo.

Racconteresti la genesi del brano Geography?
Inizialmente era un pezzo completamente diverso: tipicamente indie rock, con chitarra e batteria regolari. Riascoltando i provini, però, non ci soddisfaceva. Dopo aver aspettato alcuni giorni, ho deciso in un solo momento di cancellare tutto e ricominciare da capo. È stato bello cambiare drasticamente visione, e trovare una sintesi così chiara e improvvisa di quel che volevo. Il ritornello si è trasformato quasi in un mantra, e la canzone è diventata una delle mie preferite.

AnyOther4_MattiaSavelli_LR.jpgChe significato assume la geografia, posta nel titolo dell’album?
Mi permette di pensare astrattamente alla connessione con i luoghi, anche attraverso il rimando, nel disco, allo spostarsi. È però anche un nesso tra corpo e spazio, da un punto di vista emotivo e relazionale. La mia prima idea, associata alla geografia, era la conoscenza intima di un altro corpo: la capacità di orientarsi con esso. La fine di una relazione, e il conseguente distacco da una persona, mi hanno fatto riflettere sulla distanza che s’instaura: è per me simile a quella che si crea nei confronti di un luogo che sentivo mio - magari nell’infanzia - e che ora gradualmente dimentico.

Questi temi sono ricorrenti nei testi, ma incontrano anche l’atmosfera distesa e consapevole di un brano come Capricorn No.
Pur non avendo scritto un concept album, mi sono resa conto di come anche la scelta della tracklist mi aiutasse a mettere ordine nei vari momenti emotivi in cui ero immersa: l’impossibilità di un rapporto, il distacco. Negli ultimi tre brani, tra cui Capricorn No, c’è quindi, effettivamente, un senso di superamento.

Pensi che i sentimenti espressi nelle tue canzoni trovino affinità con la musica intorno a te, nella moltitudine dei generi e artisti attuali?
Avendo allargato i miei orizzonti, mi è capitato di trovare molto forti, dal punto di vista emotivo ed espressivo, alcune cose che apparentemente non lo sembrano. L’ambient, per esempio, che per caratteristiche non si associa immediatamente all’emotività, è in grado, a volte, di commuovermi profondamente. Mi piacciono brani legati all’elettronica, oppure stilisticamente affini all’hip hop: Frank Ocean ha scritto delle cose incredibili, vicinissime a me, anche se lontane a livello formale. Una cosa di cui sono fermamente convinta è come la musica, come le altre forme artistiche, resti un mezzo e non un fine. Ciò che va espresso esiste anche oltre.

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Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.


Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

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