Gli artigiani della qualità

facebook_0.png
twitter.png
Instagram.png
Oggi Free
Mauro Gervasini dice che I cancelli del cielo è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 21:10.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Guardatevi da tutte le imprese che richiedono vestiti nuovi (H.D. Thoreau)»

scelta da
Carolina Crespi

cinerama
9602
servizi
4189
cineteca
3364
opinionisti
2297
locandine
1114
serialminds
1093
scanners
521
Servizio pubblicato su FilmTv 49/2020

Gli artigiani della qualità


-

Nel quadro di una crescita artistica non priva di sorprese, come il primo album in italiano, Deserto, selezionato da Film Tv tra i migliori dieci dischi nostrani del 2019 (vedi n. 53/2019), la parabola del collettivo veronese C+C=Maxigross ha risentito di una scelta che potremmo definire quasi rétro: autoprodurre e pubblicare il 6 novembre scorso un nuovo lavoro, Sale, rendendolo disponibile solo online, a pagamento, dalla pagina Bandcamp del gruppo (www.ccmaxigross.bandcamp.com). 13 pratici euro, il vostro atto di fiducia - come ama definirlo la band - con cui ottenere l’album paradossalmente più pop della loro carriera. Un percorso iniziato nel 2009, come ragazzi che suonano in una baita sui monti tra le province di Verona e Trento, passando dal folk nostalgico e freak di un disco come Ruvain (2013) e approdando a Deserto, una suite cantautorale seducente, dimentica degli anni 70 e della lingua inglese, capace di unire tastiere e carezze chitarristiche a un eloquio quasi estraneo, sospeso sugli strumenti eppure mai fuori luogo. Sale è la sua continuazione electro: dalla pulsante Vieni qui che mi svegli, con ventagli di synth, al tocco minimal di Piedi asciutti, trasformata presto in dance, fino alla melodia in acustico di Lontano, passando per la raffinatezza di Vento. Un disco meno meditato del precedente ma esigente negli ascolti, ludico, libero di essere la diretta emanazione dello stato d’animo di Tobia Poltronieri, la mente del gruppo. Sale è inciso senza il pensiero, per la prima volta dopo dieci anni, di vedere la musica come una professione. Il sito di C+C=Maxigross raccoglie per l’occasione riflessioni sul presente, la difficoltà di fare musica di ricerca, il divario tra quest’ultima e la ricezione del pubblico, la sempre minor disponibilità di concerti. Perché “lanciare” un disco come questo nel flusso indistinto di Spotify?, si chiedono. Sapendo come il gioco non porti automaticamente né visibilità né introiti. Meglio un gesto simbolico, per una volta: un contributo a scatola chiusa che ha già fruttato al gruppo oltre 1.000 euro in poco tempo. Non una rivoluzione, ma uno spunto di riflessione. «La musica di qualità non ha età e se ne frega delle mode», scriveva Emanuele Sacchi, a proposito di Kruder & Dorfmeister, su Film Tv n. 47/2020: una frase che merita di essere accostata anche alla dimensione cui appartengono C+C=Maxigross, quella di un artigianato che continua a concepire ottimi lavori e che forse, in un mondo tutto a interrogativi, ha deciso di rinunciare a qualche assillo da sistema produttivo.


Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy