Ibiza Vibes

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Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«Life... don't talk to me about life...»

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Alice Cucchetti

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Ibiza Vibes


Con un documentario di Julien Temple, proiettato oggi al Cinema Massimo di Torino e dedicato alla famosa isola spagnola, si apre la sesta edizione di Seeyousound Festival. Dieci giorni di cinema a tema musicale e tanti appuntamenti: dall'esibizione di Christophe Chassol a una sonorizzazione dei Marlene Kuntz.

Quando si sente nominare Ibiza, la prima immagine sedimentata nell’immaginario non è quella di un’isola del Mediterraneo nata dalla collisione di due continenti, o di un paradiso naturale esplorato per la prima volta dai Fenici. Il significato di paradiso devia fin da subito in una dimensione molto terrena, dominata dai sensi, legata alla sfera poco bucolica della vita notturna e del divertimento sfrenato, agli alberghi che trasformarono una perla incontaminata in una Miami tutta europea, alla folla che ancora brulica nelle feste notturne, ai micro bikini di ragazze danzanti dentro valli dai colori accesi e dalle precise sembianze di assolate piscine vista mare. C’è poi l’eco di un suono, o meglio di un battito, a scandire il ritmo delle discoteche di un tempo e di tutte le immagini appena evocate; un suono, il balearic sound per l’esattezza, che fa da collante atmosferico a oltre trent’anni di divertimento, figlio della liberazione sessuale degli anni 60 e della successiva diffusione di musica elettronica e droghe sintetiche. Negli anni 80 incarnò la spensieratezza stessa di Ibiza, attirando giovani da ogni parte, dialogando a distanza con l’acid-house inglese, facendo la fortuna di molti Dj che ebbero, di lì a poco, fama internazionale.

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È da quel suono, velato e costante, che riparte Ibiza – The Silent Movie, l’ultimo film del regista britannico Julien Temple, proiettato oggi (21/2, alle 21), in anteprima italiana alla presenza dell’autore, presso il Cinema Massimo di Torino, nella giornata inaugurale della sesta edizione di Seeyousound Festival (dal 21/2 all’1/3).

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L’opera, realizzata in compagnia di Fatboy Slim (frequentatore della scena sin dagli albori, e curatore qui della colonna sonora), è priva di parlato, permette alla musica di giocare con ciò che di Ibiza noi già conosciamo, e lascia alle immagini l’intento, tra girato e materiale d’archivio, di non sfuggire al seducente compiacimento della movida, provando nel frattempo a ricostruire per l’isola, tra simbolismo kitsch e intento istruttivo, una purezza immaginifica. Mentre i beat si muovono morbidi e incessanti, la sua storia si perde nel mito, mentre il Novecento la vede partecipe dei cambiamenti culturali della Spagna. Dai viaggi dei Cartaginesi, alla rappresentazione delle sirene che tentarono Ulisse nell’Odissea, alla dittatura franchista, al rifugio felice degli artisti dada, al fiorire della cultura hippie e del naturismo, prima del definitivo avvento del turismo di massa.

Il film non è il solo contributo che il festival dedica a Ibiza: in programma ci sono anche Born Balearic Jon Sa Trinxa and The Spirit of Ibiza, di Lily Rinae, sulla carriera alle consolle di Jon Sa Trinxa, e It’s all gone, Pete Tong, di Michael Dowse, a raccontare la storia di un Dj passato dalla celebrità all’oblio in seguito alla perdita dell’udito.

Reduce da un recente percorso itinerante in sei città italiane, Seeyousound torna alla base, Torino, rinnovando, attraverso il cinema, il suo sguardo sui mondi musicali: dalle leggende del rock alle ultime tendenze, dal biopic al videoclip, fino a un inedito concorso per sonorizzazioni. Oltre all’omaggio a Julien Temple, che vede altri tre suoi film in cartellone (Habaneros, Oil City Confidential e Rio 50 Degrees), più di 90 lavori tra lungometraggi, corti, videoclip e una lista documentari che include quest’anno opere su David Crosby, Michael Gira degli Swans e il compianto Lil Peep: giovane rapper americano scomparso nel 2017 (in Everybody’s Everything).

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Tra gli ospiti italiani, segnaliamo la sonorizzazione dal vivo (l’1/3, alle 21.30) del film Menschen am Sonntag (Germania, 1930) a opera dei Marlene Kuntz; il live di Patrizio Fariselli degli Area, e il concerto di Massimo Zamboni (storica chitarra dei CSI) in occasione della proiezione di La macchia mongolica, film che documenta il suo ritorno in Mongolia, a vent’anni dal leggendario viaggio in compagnia di Giovanni Lindo Ferretti.

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Il festival ospiterà inoltre il concerto del polistrumentista francese Christophe Chassol, collaboratore in passato di Frank Ocean e Solange. Promotore della tecnica dell’ultrascore, Chassol monta le immagini tratte dai suoi numerosi viaggi per il mondo, armonizzando e asservendo i rumori, i gesti delle persone e le loro parole alla sua stessa musica.

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Il suo nuovo lavoro, Ludi, sarà presentato dal vivo, il 29/1, alle 21.30, presso il Cinema Massimo.


Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

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