Il sorriso di Aphex Twin

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Sergio M. Grmek Germani dice che Casablanca è il film da salvare oggi in TV.
Su Cine Sony alle ore 05:15.

È cominciata anche in Italia l'ottava stagione di Il trono di spade , che sarà l'ultima. La settima stagione, se vi ricordate, ci aveva diviso: qui trovate il Perché no di Fiaba Di Martino.

Il 24 aprile è la data in cui usciranno in Francia dvd e bluray di High Life di Claire Denis, con Robert Pattinson e Juliette Binoche. Ancora non è prevista un'uscita nelle sale italiane, ma per l'occasione rispolveriamo la recensione di un altro film invisibile della stessa regista.

State già seguendo su TIMVision la seconda stagione di Killing Eve ? Vi riproponiamo l'intervista doppia alle due attrici protagoniste realizzata per l'arrivo della prima stagione, l'anno scorso.

Remake, reboot, prequel, sequel. E degli adattamenti, non possiamo proprio fare a meno? L'opinione di Roy Menarini.

Michelle Yeoh è appena stata scelta da James Cameron per i tre sequel previsti di Avatar. Vi riproponiamo allora la locandina di Emanuela Martini scritta per il film del 2009.

La citazione

«Lui adesso vive ad Atlantide / con un cappello pieno di ricordi / ha la faccia di uno che ha capito / e anche un principio di tristezza in fondo all'anima / nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata / e a volte ritiene di essere un eroe. (Francesco De Gregori - Atlantide)»

scelta da
Matteo Bailo

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Articolo pubblicato esclusivamente su questo sito

Il sorriso di Aphex Twin


La performance visionaria del prodigio dell'elettronica investe il Club to Club di Torino.

Uno come Aphex Twin (pseudonimo di Richard David James, irlandese, classe 1971), così importante nel mondo dell’elettronica, così restìo alle apparizioni pubbliche, personaggio sfuggente e dal sorriso mefistofelico, non poteva che richiamare migliaia di persone, lo scorso 3/11, nell’enorme salone del Lingotto Fiere di Torino, dove si è esibito alla 18ª edizione del festival Club to Club. Tre sole date per lui, quest’anno, in tutto il mondo. Il suo logo iconico era comparso a luglio sulla saracinesca d’una via del centro (dopo essersi palesato nella metropolitana di Londra; città dove, nel 2014, per l’uscita dell’album Syro, compariva invece sopra un piccolo dirigibile fosforescente e fluttuante) ed è poi stato proiettato in ottobre, bellissimo e notturno, sulla Mole Antonelliana durante la conferenza stampa di presentazione del festival. Quel marchio, nella data torinese, dopo il set incalzante di Dj Nigga Fox, ha iniziato a brillare, risaltando come un totem e moltiplicandosi sugli enormi schermi posti, dietro la postazione del semi-nascosto Aphex Twin. Un artista che dissolve, da sempre, la propria presenza corporea nella vastità della sua stessa musica: dal fondamentale esordio con Selected Ambient Works 85-92, in poi. I vagheggiamenti dell’acid house, della techno, di una musica ambient che ricerca e s’ispira alla classica, son guidati da uno straordinario talento melodico che estende l’immaginazione e si deturpa in nevrosi percussive. Il suo volto è, mediaticamente parlando, stilizzato in un sorriso contorto e inquietante: creato nel 1995 da un grafico della Warp Records, divenuto copertina del disco Richard D. James Album (1996), e celebre nel videoclip di Windowlicker (girato da Chris Cunningham nel 1999), dove il ghigno di James si propagava e sostituiva al viso delle modelle cui era avvinghiato per le strade di Los Angeles, in un tripudio dance dalle distorsioni crescenti e dalla sensualità disturbante.

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La sua nottata a Club to Club si apre con Stone in Focus, brano che in Selected Ambient Works Volume II (1994) era un languore siderale, e che ora investe il pubblico con una potenza stordente: da tema lievissimo a bolide entrato in contatto con l’atmosfera terrestre. Ciò che segue è una performance di oltre un’ora e mezza, tra musica e video-arte, di rara forza invasiva. Se, la sera precedente, il dj set di Jamie xx (dal 2008 nelle file della band The xx) aveva condotto fin da subito la platea negli ondeggiamenti dance – riconvertendola alla discoteca, dopo il concerto pop e sognante dei Beach House – al cospetto di Aphex Twin ci sono invece migliaia di persone troppo ravvicinate per poter danzare, catturate in un misto di coinvolgimento e trance. Un suono potentissimo, dal calore analogico, intorno a loro. Sono poche le concessioni di James alla melodia, mentre si susseguono passaggi dall’ambient alla techno più percussiva, all’industrial; pezzi in sfuggenti rielaborazioni, contorsioni ritmiche, omaggi ad artisti contemporanei non troppo conosciuti (Skee Mask, Second Woman, Zuli, Logos), brani usciti sotto lo pseudonimo AFX (uno dei tanti) e momenti d’indefinito, piacevole, disorientamento. Di fianco a lui, in consolle, Weirdcore come curatore dei visual. I volti dei presenti compaiono così sugli schermi: su di loro si sovrappone a intermittenza il tirannico sorriso di Richard D. James. Le loro facce si perdono continuamente in giochi di luce e laser che fendono il capannone, fino a un acclamato omaggio all’Italia con una sequenza di personaggi dal viso scomposto: Cavour, Berlinguer, Calvino, Pasolini, Piero Angela, Gigi Meroni, i calciatori della Juventus, addirittura Calimero (visualizzabili qui: https://clubtoclub.it/weirdcore/). Un finale, in accumulo sonoro e visivo, che richiederà qualche ora per essere meglio elaborato nel novero delle esperienze sensoriali.

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Il festival Club to Club, fondato a Torino nel 2002 per dar risalto ai club cittadini votati alla sperimentazione elettronica, ha superato quest’anno le sessantamila presenze (dall’1 al 4 novembre). La scena torinese ha lasciato così in eredità un festival divenuto riferimento in Europa, con decine di artisti di richiamo e una vocazione elettronica che guarda ora al futuro attraverso il concetto di avant pop. In omaggio a una canzone di Battiato, che qui si esibì nel 2014, lo slogan di quest’anno recitava: “La luce al buio”. Nessuno, più di Aphex Twin, poteva incarnarne il concetto.

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Foto di copertina © BALDI

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Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.


Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

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