Le città visibili

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Simone Emiliani dice che Giovani si diventa è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 17:05.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«What happened to Gary Cooper? The strong, silent type. That was an American. He wasn’t in touch with his feelings. He just did what he had to do. (David Chase - The Sopranos)»

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Le città visibili


Il dialogo tra Marracash e il sindaco Giuseppe Sala, in occasione della Milano Music Week. Tema: la città del futuro.

«Fino a qualche decennio fa, il progresso era un valore assoluto. Oggi non è più così, si ragiona in termini di progresso sostenibile, e qualcuno potrebbe non essere d’accordo su cosa intendere. Se parlo di crescita del lavoro, vorrei quindi non rifermi al solo ambito economico, ma al segno tangibile da restituire alla società e alla socialità.» Parole pronunciate dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, in occasione del suo incontro con Marracash, il 21/11, presso il teatro di Santeria Social Club, fornendo un manifesto d’intenti forse tra i più aderenti al tema della serata: La città del futuro.

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Il rapper, cresciuto nel quartiere Barona, ha intervistato il primo cittadino in un evento inedito e curioso, ospitato all’interno della seconda edizione della Milano Music Week: promossa dal Comune e da diversi partner artistici ed economici, dal 19 al 25 novembre. La musica, in sé, ha fatto da sfondo al dialogo, divenendo, nei momenti migliori, incubatore di quesiti sociali rivolti all’istituzione. Una città del futuro che, idealmente, non si soffermi a rimirare le luci dei suoi grattacieli, ma porti avanti il ripensamento di alcuni enormi ex scali ferroviari, in vista di una graduale riconversione in spazi verdi o abitativi. Un piano urbanistico che superi l’idea, radicata nel secolo scorso, di quartiere popolare “dormitorio” - destinato alla marginalità - dove gli abitanti possono essere soggetti a un trasferimento quando, su quel territorio, nasce una nuova zona residenziale.

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Periferie dove il tempo non corre al ritmo di crescita degli edifici di Porta Nuova, e l’emarginazione giovanile, spesso, non trova rimedio nell’espressione musicale. Marracash parla riferendosi al modello dei cantanti hip hop americani: una volta affermati, sentono il bisogno di non dimenticare il luogo d’origine e di restituire qualcosa alla comunità che li ha sempre sostenuti. Invita Sala a un impegno concreto in zona Barona, dove esistono situazioni drammatiche: «Negli anni avete tagliato l’erba, avete messo le rotonde, ma veri cambiamenti non ci sono ancora stati».  La visione da contrapporre è quella di una città più eterogenea, che tragga risorsa dalla crescita demografica, dal suo appeal per lavoratori e studenti stranieri; e affronti la vera sfida del futuro: il tema dell’immigrazione. «Le grandi città sono il terreno per discorsi più alti, il nucleo da cui partono i cambiamenti sociali», afferma Sala, pur tenendo in considerazione le tensioni sociali che sempre scorrono, anche nelle pieghe di una città apparentemente pacificata come Milano. Comune è poi l’accordo tra i due su come la semplificazione retorica stia investendo, tramite i social network, il mondo della politica e della musica: «I post aggressivi di alcuni politici ricordano quelli scritti da 50 Cent», scherza (ma non troppo) Marracash. Un’altra affinità, molto meno scontata, è invece una passione musicale: Illmatic, disco di debutto, nel 1994, del rapper Nas.

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Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

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