Max Cooper: il sound visivo di un extraterrestre

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Matteo Marelli dice che Mamma Roma è il film da salvare oggi in TV.
Su Rete4 alle ore 03:20.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Tutti i luoghi che ho visto, che ho visitato ora so ne sono certo: non ci sono mai stato. (Giorgio Caproni - Esperienza)»

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Pedro Armocida

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Max Cooper: il sound visivo di un extraterrestre


L'affascinante dialogo tra musica elettronica e videoarte "orchestrato" da Max Cooper, produttore e dj irlandese che in un concerto della rassegna torinese #Soundframes ha spalancato orizzonti visivi accompagnati da beat alieni...

Su due grandi schermi sono proiettate linee sottili e concentriche. Forme geometriche si confondono veloci, mentre lucine che sembrano costellazioni si alternano a punti bianchi su sfondo nero. Si scompone lentamente la forma di una conchiglia, così che un tratteggio in linea retta corra ora a formare, morbido come un filo, la sagoma di un volto. I suoni, nel frattempo, si addensano nella Sala del tempio della Mole Antonelliana di Torino; i beat accennano la ripetizione - intervallati da interferenze metalliche cristalline - mentre i visual si rendono più complessi e compaiono alle spalle dell’artista Max Cooper, e sull’altissimo soffitto. Il concerto del 7 aprile scorso, promosso da Seeyousound Festival e Artemide Torino, per la rassegna #Soundframes, all’interno dell’edificio simbolo della città, ha visto all’opera il dj e producer irlandese - classe 1980, residente a Londra - in un dialogo aperto tra musica elettronica e videoarte. Attivo da diversi anni, Cooper ha esordito con il suo primo album nel 2014, intitolato: Human. L’essere umano e la natura, sono al centro della sua poetica: i suoni generati da beat alieni, gli orizzonti visivi proiettati durante la serata, possono evocare mondi spersonalizzanti, disperdere l’individuo - in riferimento al suo rapporto con il futuro- nell’avanzare oscuro della tecnologia. Cooper utilizza la techno con algida precisione e calore timbrico. La sua “Intelligence Dance Music” (IDM) lascia che la danza sia misurata, lavorando con pazienza sulle sensazioni emotive di chi ascolta. Esse sono immerse nella ripetizione, assumono un significato solamente nelle minime variazioni melodiche che agiscono su di noi, lentamente, nel tempo che scorre. Il concerto è anticipato dalla sonorizzazione live del film I nibelunghi: Sigfrido (1924), di Fritz Lang, da parte dell’artista torinese Mana, conosciuto, in passato, come Vaghe Stelle. Quando è il turno di Max Cooper, le persone sono sdraiate sulle comode poltrone del salone; altre, numerose, s’inframezzano in piedi impedendo alle prime la stessa, costante, posizione di quiete. Luci e suoni investono anche la lunga fila di coloro in attesa dei cocktail a base di rum. Si può dunque ballare, o entrare in uno stato di sospensione rilassante. Si può guardare una parete multicolore per concedersi al gioco distratto del riconoscimento delle forme. Fedele al suo passato di dottore in biologia, Cooper inserisce suggestive immagini in rimando alle cellule, alle stringhe di DNA, alla metamorfosi delle piante. Mentre i battiti costanti, il riverbero dei suoni concreti, chiedono agli umani in ascolto il tacito controllo dei loro neuroni. Non c’è alcuna fretta in questo intento: le immagini si replicano sui due schermi, e su quelli piccoli di tutti i cellulari pronti a fotografare, mentre la suggestione avvinghia la mente con piccole note che vengono da lontano.


Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

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