Oggi il tempo è come una sposa

facebook_0.png
twitter.png
vimeo.png
Instagram.png
Oggi Free
Simone Emiliani dice che Closer è il film da salvare oggi in TV.
Su Cine Sony alle ore 15:45.

Dove sono finite le sex symbol? Dal nostro archivio, una riflessione del 2012 di Roy Menarini.

Rick Alverson (in concorso a #Venezia75 con The Mountain ) è un comico da prendere decisamente sul serio. Lo avevamo segnalato negli Scanners.

Manca poco per la quinta stagione (su Netflix dal 14 settembre). Il cavallo più (o meno) famoso di Hollywoo sta per tornare.

Tra i 30 registi italiani più votati del nostro sondaggio pubblicato su FilmTv n° 34 c'è lui. Noi lo conosciamo bene, e voi?

Per festeggiare David Cronenberg che verrà premiato con il Leone alla carriera a Venezia 75 abbiamo pensato di rendere disponibili tutti gli articoli archiviati nella nostra collezione Locandine. A partire da La zona morta.

La citazione

«Il banco di prova di un'intelligenza di prim'ordine è la capacità di tenere due idee opposte in mente nello stesso tempo e, insieme, di conservare la capacità di funzionare (Francis Scott Fitzgerald)»

scelta da
Emanuela Martini

cinerama
8138
cineteca
2932
servizi
2694
opinionisti
1714
locandine
992
serialminds
738
scanners
471
Articolo pubblicato esclusivamente su questo sito

Oggi il tempo è come una sposa


Il concerto di una delle più belle voci dell'indie americano contemporaneo, nello splendido contesto naturale dell'Anfiteatro del Venda, vicino Padova. Tradizione folk e sentimento, tra prati verdissimi e passaggi di aeroplani.

“Oggi il tempo è come una sposa” recita un detto finlandese, e non può sembrar più azzeccato per un pomeriggio di maggio immerso nel verde dei Colli Euganei, a sud di Padova. Una grande piattaforma in legno funge da palco, permette al fronte d’una frana di diventare anfiteatro naturale tra prati e vigneti: l’Anfiteatro del Venda.

IMG_1334.JPG

Una ragazza in abito bianco lo percorre raccogliendo la chitarra elettrica e iniziando a cantare con un lamento suadente, che sembra provenire da vecchie radio che danno musica folk. Lei è Angel Olsen - esibitasi lo scorso 6/5 -, cantautrice americana tra le più interessanti del mondo indie: tre album all’attivo - tra cui il notevole esordio del 2012: Half Way Home - e una voce splendidamente anni 50, tra intimità e rock and roll da ballare romanticamente. Con qualche centinaio di persone di fronte, sdraiate sul prato e allietate dal vino dell’azienda agricola adiacente, e un panorama aperto fino gli Appennini, alle spalle, Olsen propone così la sua musica dolente: una chitarra da accarezzare, una timidezza dolce e scontrosa; quasi un flirt rivolto agli occhi di qualcuno che scivola, come gli altri, nell’erba, verso il calore delle canzoni. Originaria di St. Louis (Missouri), classe 1987, Angel Olsen è stata adottata piccolissima da una famiglia che si era presa cura di lei fin dalla nascita. La notevole differenza d’età con i genitori adottivi le ha fatto spesso pensare a cosa potesse significare essere giovani negli anni 40 e 50; una prima propensione anche a un certo tipo di musica forse, alla quale si uniranno poi l’introversione adolescenziale fatta di ascolti punk, le esperienze a Chicago e le collaborazioni con artisti come Bonnie “Prince” Billy. L’abito bianco che indossa mentre suona la rende una sposa agreste e sensuale; lo sguardo vaga ancora mentre esegue la bellissima Unfucktheworld, dal suo secondo album, fronteggiando molti occhi mentre sussurra: «I am the only one now». Ci si rende conto dell’effettivo silenzio circostante solo quando un piccolo aereo da turismo rosso lo rompe, ronzando intorno tra l’ilarità dei presenti. Ci si rende conto invece delle grandi doti interpretative della cantante statunitense quando esegue a sorpresa - poiché gli accordi sono identici a quelli di un suo brano, Lark Songs - Il cielo in una stanza di Gino Paoli: un buon italiano, il testo conosciuto solo a metà, le risate a ogni interruzione e punte di magia pura. Difficile immaginare un luogo migliore per questo tipo di concerti.IMG_1336.JPG

 


Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.


Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

FilmTv è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963
Credits - Contatti
Privacy Policy