Secondo Tommaso

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Sergio M. Grmek Germani dice che Triple agent - Agente speciale è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai3 alle ore 01:20.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Revolution is my boyfriend»

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Servizio pubblicato su FilmTv 41/2019

Secondo Tommaso


Nel 2011 usciva il primo album dei Thegiornalisti, Vol. 1, come cover l’immagine di una penna bic su sfondo bianco: un oggetto comune che sfida il minimalismo, quasi con un’intenzione kitsch. A ripensarci oggi, si trattava già di un manifesto d’intenti. 

Nel 2011 usciva il primo album dei Thegiornalisti, Vol. 1, come cover l’immagine di una penna bic su sfondo bianco: un oggetto comune che sfida il minimalismo, quasi con un’intenzione kitsch. A ripensarci oggi, si trattava già di un manifesto d’intenti. Non tanto perché quella penna stesse a simboleggiare l’idea di Tommaso Paradiso di narrare storie semplici, nate magari tra i banchi di un liceo; ma perché era un piccolo segno di come l’indie italiano sarebbe approdato, da lì a pochi anni, al mainstream. Abbandonando, cioè, ogni immaginario proprio in favore di un oggetto, un dettaglio, un luogo comune da porre, a scanso d’equivoci, in primo piano, per cogliere immediatamente l’attenzione dell’astante, abbattere il senso testuale di una canzone, disimpegnare infine i nostri sentimenti inondandoli di meme e inni balneari dal sound anni 80. Il caso dei Thegiornalisti è emblematico: due dischi fatti di rock e oblique tristezze, seguiti da un terzo, Fuoricampo (2014), da cui ha preso il via uno tsunami synth pop senza ritorno che avrebbe spiazzato anche gli Europe di The Final Countdown. Un crescendo di sold out e successi, almeno fino a ora, fino cioè al momento in cui il trio scopre di essersi autofagocitato, poco dopo il concerto più grande della carriera (lo scorso 7 settembre al Circo Massimo). Tommaso Paradiso è uscito dal gruppo, annunciandolo tramite story del suo profilo Instagram con un chiaro sottotesto: è sempre stato lui l’unico vero compositore. C’è da scommettere che la sua ascesa non finirà qui. Lui, che canta Zero stare sereno per parlare di mare e salsedine, ha sbattuto la porta lo stesso giorno in cui Renzi ha lasciato il PD, rubandogli quasi la scena (esilarante il meme con la foto dei loro volti sovrapposti e la scritta “Thescissionisti”). L’ego di Paradiso è però proporzionale al deteriorarsi delle sue canzoni: da autore promettente a mistificatore italo-disco, è passato dalla toccante Io non esisto a “perle” come «vorrei che il funerale fosse sold out», con il bonus degli omaggi brilli a Lucio Dalla mentre sul palco cerca sul cellulare il testo del brano che sta eseguendo. Tra i suoi amori indiscussi c’è anche Lucio Battisti, e quell’Anima latina (1974) da cui tutti sembrano voler estrarre l’oro. Nei giorni in cui il catalogo di Battisti con Mogol ha fatto il suo atteso ingresso nel mondo digitale, La canzone del sole ha svettato su iTunes superando in ascolti proprio il nuovo singolo di Paradiso, Non avere paura. «Kill your idols», “uccidi i tuoi idoli”, si dice a volte, anche se non sempre ci si riesce. Per fortuna.


Matteo Bailo

Una laurea in filosofia e una passione per la musica che lo porta a inseguire concerti in giro per la regione, e a procurarsi strumenti troppo impegnativi rispetto alla sua chitarra.
Lavora per Film Tv dall'agosto 2012, per il quale cura la rubrica Muzik - L'impero dei suoni, e redige i listini dei palinsesti.

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