Black Mirror n° 45/2019

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Pier Maria Bocchi dice che Donnie Darko è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai4 alle ore 01:15.

Tom à la ferme di Xavier Dolan è in streaming su PrimeVideo

Uncut Gems è tra i dieci migliori film invisibili dell'anno e ha ottenuto svariati premi anche se è stato escluso dalla corsa agli Oscar 2020. Sarà disponibile dal 31 gennaio su Netflix, ma intanto recuperiamo un altro invisibile dei fratelli Safdie, con la recensione di Ilaria Feole.

Cominciano i festeggiamenti per i cent'anni di Federico Fellini. Prossimamente sulla rivista, qui con una locandina di Emanuela Martini.

Non tutti i collaboratori di FilmTv sono entusiasti di Watchmen .

The New Pope arriva su Sky Atlantic il 10 gennaio, come anticipato nel n° 53. È il seguito, sempre di Paolo Sorrentino, di The Young Pope, di cui vi riproponiamo qui la recensione.

La citazione

«Ognuno prende i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo. (Arthur Schopenhauer)»

scelta da
Simone Arcagni

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Black Mirror


Pubblicato su FilmTv 45/2019

Black Mirror n° 45/2019

Poche cose in tv sono dritte come X Factor: anche dopo l’ultima rivoluzione dei giudici, le linee narrative sono immediate, semplici ed efficaci. Poche cose invece sono storte come questa edizione di Extra Factor. Pensionato definitivamente Elio e l’idea della controcompetizione, si è scelto il modello del DopoFestival, con arguti conduttori e ospiti che sfrigolano facezie e perle di saggezza. Peccato che si tratti di Pilar Fogliati e Achille Lauro. Attrice poco più che dignitosa la prima, diventata famosa per le sue imitazioni dei dialetti romani sul web, già impiegata in Extravergine, in evidente imbarazzo, le mani sui fianchi e l’esagitazione di chi non sa cosa dire. L’altro invece è appollaiato su una poltrona con fare ponzatorio, pronto a rivelarci la luce sul mondo della musica e dei giovani (recentissima la sua stroncatura sulla partecipazione al Premio Tenco). Ancor più grigia quando i quattro giudici (sempre sul confine tra lo sbadiglio e l’imbarazzo, Sfera compreso) mollano gli ormeggi e lasciano lo studio vuoto. Impazzano Danilo da Fiumicino (una macchietta radio con il Trio Medusa), le imitazioni comiche delle Coliche (di fatto), i doppiaggi di MoreCosmaPlease e i calembour in musica, che erano già vecchi quando li facevano Vergassola e Nosei. Su tutti si erge la Critica, Giulia Cavaliere, che ha la smania di dire cose intelligentissime e controcorrente, e per questo inanella delle banalità senza misericordia (vedi: faccia di Sfera o della Maiochi). In quest’ansia di raccattare tutti i successi da social network e YouTube per intercettare il pubblico giovane (che naturalmente è davanti alla tv a quell’ora…), si salva solo il povero The André, che riassume in silloge perfetta il paradosso di mettere tutto insieme, il cantautorato e la trap. Lui però, lo sa far bene.


Andrea Bellavita

francophile, franc bourgeois e francamente non serio (e me ne infischio), dopo una (tarda) giovinezza dedicata allo studio più alto e rigoroso, mi converto in maturità al pop più sfrenato, oscenamente pop, porno pop. ne scrivo (a tratti) su FilmTv, Segnocinema, Doppiozero, L’Officiel. lo insegno all’università. principalmente lo guardo (cinema e tv), lo leggo (comics, ma non graphic novel), lo ascolto. non lo gioco: non ho tempo.

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