Black Mirror n° 09/2020

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Dario Stefanoni dice che Il vendicatore è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:00.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Povero pensiero... finisce sempre per sfracellarsi contro il muro dei fatti. (Lev Troskij)»

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Adriano Aiello

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Black Mirror


Pubblicato su FilmTv 09/2020

Black Mirror n° 09/2020

Il coronavirus ha avuto due influenze (jeu de mot) essenziali nella nostra vita quotidiana. Ci ha costretti a stare a casa e a trovare soluzioni creative per passare il tempo (molto di questo numero è qui a dimostrarlo). Inevitabilmente, anche se il nostro coltissimo pubblico lo avrà impiegato leggendo libri e guardando film o serie, si finisce a prestare troppa attenzione alla tv e ai social. E si diventa spettatori di fenomeni divergenti (ma forse no, nel metodo almeno) di trattamento mediale di un oggetto complesso. Andrea Fontana, su formiche.net, ha parlato di infodemia: il termine entra nel dibattito pubblico nel 2003 con un articolo di David J. Rothkopf sul “Washington Post”, dal titolo When the Buzz Bites Back, e indica una circolazione eccessiva di informazioni contraddittorie. Tradotto: sparare cazzate a caso. Nella disciplina si sono esercitati essenzialmente gli incompetenti: non ce ne occupiamo, salvo una menzione d’onore a Chef Rubio che, dopo essere stato spodestato in tv da Misha, non ha bisogno nemmeno di un’epidemia per gareggiare da favorito. Mi interessano di più i competenti (ed è la seconda influenza, contagiosa). Medici, virologi, biologi, scienziati serissimi (evito i nomi, perché hanno dimostrato suscettibilità di livello 8 nella scala Morgan) e con cognizione di parola hanno trovato spazio nei talk, nei tg, negli approfondimenti. E questo è buono. Quello che mi affascina è che nel momento stesso in cui hanno avuto la possibilità di usare il mezzo per veicolare messaggi, il loro messaggio è stato fagocitato: istrionismo, presenzialismo, contorsione linguistica, esibizionismo puro e slavine di sassolini che dalle scarpe dell’anonimato della ricerca si sono riversate nell’agone pubblico. E siamo ormai al #team***oni contro il #team***ondo. Come sempre, in Dead Set, Charlie Brooker (santo protettore di questa rivista), aveva già capito tutto: di fronte alla pandemia, l’unico luogo in cui si lotta per la sopravvivenza è uno studio televisivo.


Andrea Bellavita

francophile, franc bourgeois e francamente non serio (e me ne infischio), dopo una (tarda) giovinezza dedicata allo studio più alto e rigoroso, mi converto in maturità al pop più sfrenato, oscenamente pop, porno pop. ne scrivo (a tratti) su FilmTv, Segnocinema, Doppiozero, L’Officiel. lo insegno all’università. principalmente lo guardo (cinema e tv), lo leggo (comics, ma non graphic novel), lo ascolto. non lo gioco: non ho tempo.

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