Black Mirror n° 39/2021

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La citazione

«What happened to Gary Cooper? The strong, silent type. That was an American. He wasn’t in touch with his feelings. He just did what he had to do. (David Chase - The Sopranos)»

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Black Mirror


Pubblicato su FilmTv 39/2021

Black Mirror n° 39/2021

Il primo passo Da grande di Alessandro Cattelan su Rai1 è stato un inciampo. I motivi sono tanti, e palesi, tutti estranei alla sua performance, che è stata coerente con tutto il suo percorso, come sempre professionale. Talmente tanti, e palesi, da adombrare il sospetto che sia stato las(n)ciato schiantarsi. Cattelan è sempre stato un conduttore di format (abbastanza) popolari (X Factor) e di late show strettissimi (E poi c’è Cattelan): perché affidargli un one man show sulla rete (Rai1), nel giorno (domenica) e nello slot (prime time) più largo e generalista? Da grande non è un programma “con Cattelan” o “di Cattelan”, ma “su Cattelan”, i suoi 40 anni, la sua prima volta, i suoi pensieri, i suoi amici: al pubblico di Rai1 non frega niente di Cattelan, semplicemente perché non lo conosce, tecnicamente non l’ha mai visto prima. Il registro dell’understatement («sono una giovane promessa, sono agitato, ho paura, chissà cosa succederà…») è pericolosissimo, e rischia di essere tragicamente profetico. I giochi e gli ammiccamenti funzionano se il pubblico è in grado di riconoscerli: la citazione di The Wolf of Wall Street con Conti nel ruolo di Matthew McConaughey (che gufata!) e il gag sulla “sconosciuta” Dua Lipa (ma accidenti: è proprio così in quelle zone di palinsesto!), la lunghissima serie di imitazioni delle boy band con Il Volo (il pubblico di Rai1 non si ricorda nemmeno più dei Take That, figurarsi dei BTS), l’abuso di Argentero con il birignao dei social (quando serviva una lunga promozione di DOC - Nelle tue mani)... Al netto della mancanza di ritmo (ma siamo pur sempre in diretta, per due ore e mezza), non c’è niente di completamente sbagliato in quello che fa Cattelan, tranne che lo fa la domenica sera, in prima serata, su Rai1. Tutta colpa di Jordan Belfort, o avrà trovato il suo Mark Hanna? (Ecco una battuta che la domenica sera, in prima serata, su Rai1, non andrebbe fatta).


Andrea Bellavita

francophile, franc bourgeois e francamente non serio (e me ne infischio), dopo una (tarda) giovinezza dedicata allo studio più alto e rigoroso, mi converto in maturità al pop più sfrenato, oscenamente pop, porno pop. ne scrivo (a tratti) su FilmTv, Segnocinema, Doppiozero, L’Officiel. lo insegno all’università. principalmente lo guardo (cinema e tv), lo leggo (comics, ma non graphic novel), lo ascolto. non lo gioco: non ho tempo.

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