Come nasce l'ecocinema

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La citazione

«Quando la leggenda diventa realtà, si stampi la leggenda (John Ford)»

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Emanuela Martini

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Editoriale


Pubblicato su FilmTv 06/2020

Come nasce l'ecocinema

Abbinato a Film Tv n. 7/2020, in edicola da martedì 18 febbraio 2020, troverete Film Tv Rewind n. 3 al prezzo complessivo di € 5,50 (settimanale + pubblicazione speciale). Dalla settimana successiva (ovvero da martedì 25 febbraio 2020) Film Tv rivista tornerà in edicola al solito prezzo di € 2. A questo giro alziamo la posta. Una scommessa. Inventarsi un genere cinematografico che non c’era. O meglio: sonnecchiava, non sapeva di esistere, ma fin dagli anni 70 dello scorso secolo cresceva sottotraccia. L’abbiamo chiamato “ecocinema”. La settima arte incontra l’ecologia, a volte ci fa a pugni (nel catastrofico, per esempio) altre lo affronta come fenomeno che va raccontato, spiegato, divulgato attraverso i documentari. Lo spunto del nuovo Film Tv Rewind - 120 pagine ampiamente illustrate, tutte a colori - è l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto il 16 febbraio 2005, e come è consuetudine vogliamo anche riflettere su quello che accadde in quell’anno fatidico, mentre nelle segrete stanze si decideva come affrontare il problema del tracollo ambientale del pianeta. I film (10) e i dischi migliori (20) di quell’annata strana, il 2005, apparentemente senza cose memorabili e invece, leggerete, con un sacco di titoli da riscoprire, rivedere e riascoltare. Ma la parte del leone è quella monografica, con la contestualizzazione storica, la letteratura scientifica, la suddivisione dell’ecocinema in filoni, dal già citato eco-catastrofico (ma quanto è bello Snowpiercer di Bong Joon-ho pre Oscar? Quanto abbiamo sottovalutato un B movie come Il regno del fuoco? Quanto dobbiamo recuperare Waterworld con Kevin Costner?) all’horror ecologico rilanciato da The Green Inferno di Eli Roth, con un’ampia digressione sui titoli più audaci, quelli che l’ecologia l’hanno affrontata anche entrando nella sua filosofia. Esistenziale, perfino religiosa (è il caso di First Reformed di Paul Schrader) se non addirittura mitica (Principessa Mononoke di Miyazaki sensei). E ancora, i film dell’ecoguerriglia (ricordate L’esercito delle 12 scimmie? E tra i più recenti, il poco visto Night Moves di Kelly Reichardt o l’islandese La donna elettrica, quasi un manifesto dell’ecocinema) e appunto i documentari. Ampio spazio alla narrazione tv ecologista (con uno speciale stile Serial Graffiti dedicato a Chernobyl) e alla musica, attraverso un percorso che da Jim Morrison a Moby segue l’ambientalismo tradotto in note. Quasi un libro questo Film Tv Rewind, di sicuro un viaggio into the wild tra visioni profetiche (impressionante l’australiano Long Weekend del 1978, con la natura vendicativa nei confronti dell’uomo nel Nuovo Galles che oggi brucia inesorabilmente) e l’immaginazione green finalmente al potere.


Mauro Gervasini

Firma storica di Film Tv, che ha diretto dal 2013 al 2017, è consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e insegna Forme e linguaggi del cinema di genere all'Università degli studi dell'Insubria. Autore di Cuore e acciaio - Le arti marziali al cinema (2019) e della prima monografia italiana dedicata al polar (Cinema poliziesco francese, 2003), ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare su cinema francese e di genere.

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