I cancelli del cielo n° 34/2020

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Mauro Gervasini dice che Il buono, il brutto e il cattivo è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 21:10.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Se una rana avesse le ali non sbatterebbe tante volte il culo per terra (John McCabe)»

scelta da
Emanuela Martini

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I cancelli del cielo


Pubblicato su FilmTv 34/2020

I cancelli del cielo n° 34/2020

C’è un cantante che non passa mai di moda. Francesco Salvi: proprio lui, non un altro. Ogni sera d’estate, in qualunque baby dance dello Stivale, si sente una sua canzone, e non c’è bambino, da un paio di generazioni in qua, ignaro delle sorti della macchina del capo. Quella con il buco nella gomma. In attesa della rivalutazione (inevitabile) anticipiamo i tempi. Salvi è stato un comico sui generis, molto popolare negli anni 80, conduttore e autore del MegaSalviShow, 12 minuti quotidiani in seconda serata su Italia 1 nella stagione 1988-1989, poi interrotto per manifesta superiorità (o eccentricità) rispetto a qualunque altro programma tv del periodo. In verità nasceva nel solco delle sperimentazioni di Antonio Ricci e Lorenzo Beccati dell’epoca, e si portava dietro tutta la gavetta di Salvi nel cabaret milanese. Non si esce da quello scenario lì, insomma. Sugli spettacoli al Derby Club di San Siro la televisione berlusconiana (a partire dal Drive In) ha campato di rendita per almeno 15 anni. Surreale, psicotronico, con interlocutori fantasiosi tipo Matteo o Illo («Saluti a tutti tranne che a Illo») Salvi sfoderava nonsense e battute fino alla saturazione e forse chissà, proprio per questo la sua stagione televisiva non è durata moltissimo. Si dice piacesse a Federico Fellini che aveva scritto una parte per lui in La voce della luna, poi stralciata. Oggi recita nelle fiction di Rai1, è un signore di 67 anni appassionato di noir (ma questo da sempre: sua la prima traduzione del classico di Joe R. Lansdale, In fondo alla palude) e ne ha pure scritto uno, Zeitgeist (Rizzoli, 2009). Chissà se intanto gli hanno spostato la macchina.


Mauro Gervasini

Firma storica di Film Tv, che ha diretto dal 2013 al 2017, è consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e insegna Forme e linguaggi del cinema di genere all'Università degli studi dell'Insubria. Autore di Cuore e acciaio - Le arti marziali al cinema (2019) e della prima monografia italiana dedicata al polar (Cinema poliziesco francese, 2003), ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare su cinema francese e di genere.

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