L'invenzione del futuro

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Mauro Gervasini dice che Il buono, il brutto e il cattivo è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 21:10.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Quando la leggenda diventa realtà, si stampi la leggenda (John Ford)»

scelta da
Emanuela Martini

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Editoriale


Pubblicato su FilmTv 35/2020

L'invenzione del futuro

Uscendo dalla proiezione di Tenet di Christopher Nolan (a proposito, oltre 400 mila euro d’incasso il primo giorno in Italia, con una media di 511 spettatori per sala, il cinema è vivo) sento il commento di uno spettatore adolescente entusiasta: «Speriamo facciano presto il videogioco». Forse è la migliore recensione possibile, non perché il film sia un videogioco, sarebbe stupido anche solo pensarlo, ma perché il ragazzo che non vede l’ora di poterci giocare, con Tenet, ha saputo cogliere nitidamente i passaggi temporali e già se li immagina quali scenari di una futura interazione. Affascinante. Io ho la stessa età di Nolan, però è evidente come lui abbia intercettato la capacità di una generazione diversa dalla nostra di «non pensare al tempo in modo lineare», come Robert Pattinson consiglia al protagonista John David Washington. Resto al palo. Per me il film si racconta così: nel futuro si riesce a invertire l’entropia degli oggetti, un cattivo (Branagh, che rifà se stesso in Jack Ryan - L’iniziazione) sfrutta la tecnologia mandata dalle vendicative generazioni future per distruggere il passato. I discorsi sulla fisica, quantistica o meno, non li capisco, la complessità rimane impermeabile. Mi sovviene un prototipo. Quando abbiamo visto qualcuno giunto dal futuro per cambiare il passato? Terminator, James Cameron, 1984. Però lì lo sguardo è quello del nostro presente di allora, dunque lineare a prescindere dal paradosso temporale, così del film ho una memoria tersa e forse per lo stesso motivo a Nolan sarà sembrato tutto troppo semplice. È lui, non Cameron, il cineasta vivente più ambizioso. È una qualità? Credo di sì, poi il suo cinema può piacere o meno. A me, sinceramente, meno, per lo stesso motivo per il quale amo uno solo dei suoi film, Dunkirk, nel quale hanno senso la natura morta e la mancanza di un personaggio principale perché il punto di vista è quello di tutti e della Storia. Pensando a Nolan non c’è risposta alle domande «chi è?», «chi sono?» se rivolte ai protagonisti. Il disinteresse per i personaggi in Tenet è spinto alle conseguenze più estreme, visto che Washington non ha neppure un nome, è una variabile spaziotemporale come un’altra, la trottola di Inception. Il postumanesimo e l’antropologia provvisoria del regista britannico sono la chiave di lettura dei nostri tempi iper-tecnologici e neo-medievali, il vero paradosso dell’era pandemica. Non mi appassiona per niente ma gli do atto di essere l’unico ad avere trasformato questa riflessione tragica sul presente in un cinema (forse) del futuro.


Mauro Gervasini

Firma storica di Film Tv, che ha diretto dal 2013 al 2017, è consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e insegna Forme e linguaggi del cinema di genere all'Università degli studi dell'Insubria. Autore di Cuore e acciaio - Le arti marziali al cinema (2019) e della prima monografia italiana dedicata al polar (Cinema poliziesco francese, 2003), ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare su cinema francese e di genere.

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