La sostenibilissima leggerezza dell'essere

facebook_0.png
twitter.png
Instagram.png
Oggi Free
Mauro Gervasini dice che eXistenZ è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Suspense alle ore 22:45.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Alice Harford: I do love you and you know there is something very important we need to do as soon as possible. - Dr. Bill Harford: What's that? - Alice Harford: Fuck.»

scelta da
Fabrizio Tassi

cinerama
9406
servizi
3881
cineteca
3235
opinionisti
2218
locandine
1096
serialminds
1027
scanners
514

Il lungo addio


Pubblicato su FilmTv 26/2020

La sostenibilissima leggerezza dell'essere

Era un bravo regista, Joel Schumacher? Era uno con una cifra personale? Una poetica? Era, insomma, un autore? Sfido chiunque a rispondere di sì a tutte le domande (che poi, in verità, sono una sola). Quindi, se non era un autore, e se in 40 anni di carriera ha girato quasi 30 film (che non sono pochi), era un artigiano? Un - come si dice - mestierante? Uno alla Peter Hyams, insomma, inserito perfettamente nel sistema eppure capace di lavorare sodo sfidando ogni volta le regole e creando, a poco a poco, un proprio universo? No, neppure, Schumacher non era un artigiano, era troppo “hollywoodiano”, troppo “egemonico” anche per essere semplicemente uno di e del mestiere. E allora chi cavolo era il regista di Ragazzi perduti, Un giorno di ordinaria follia e due Batman spernacchiati dall’universo mondo? È morto il 22 giugno 2020, Joel Schumacher, aveva 80 anni suonati, ed è stato un uomo che si è divertito. Tutto qui? Provate voi a divertirvi, a Hollywood, a non soccombere, a essere amico di tutti e benvoluto da tutti, a non nascondere un orientamento sessuale non esattamente conforme ai criteri ordinati, a cavalcare l’onda del successo nonostante il vento contrario di unanimi critiche ferocissime, a lavorare con le star più celebri e strapagate senza venirne soffocato. Joel Schumacher, a cui chiunque laggiù riconosceva un fiuto non comune nella scoperta di talenti destinati a carriere più o meno stellari, era un grande marpione, ed è ciò che l’ha fatto sopravvivere in un mondo di invidie e di pettegoli. Aveva un appetito per la vita straordinario, sesso occasionale (moltissimo, infinito: in una recente intervista rivela numeri da fantascienza, e non per darsi delle arie), droga a fiumi (da giovane, ma forse non soltanto), party (racconta che con Woody Allen, per il quale è stato costumista in Il dormiglione e Interiors, un Capodanno hanno presenziato a tutte le feste newyorkesi di cui avevano l’invito); era un entusiasta, non un creativo, e non era né chiacchierone (molti segreti li ha portati nella tomba, specialmente quelli sull’identità di alcune sue scappatelle), né intrattabile, e anche per questo motivo Hollywood gli voleva bene. Ma lui lo sapeva che l’industria lo accoglieva in qualità di cittadino onorario (accettando perfino un’omosessualità mai celata: e qui ci starebbe un bel punto esclamativo) perché i suoi film, quasi tutti, sbancavano al botteghino, da St. Elmo’s Fire in poi. E la critica, che l’ha sempre deriso, muta. Che esistenza, quella di Joel Schumacher: denaro, paillette (di cui abbondava Flawless - Senza difetti, probabilmente il suo film più esiziale) e conoscenze che contano a parte, per lui il cinema si è rivelato non un mezzo, non un lavoro come un altro, non una vacca da mungere finché era possibile, ma - più romanticamente, e al di là di qualunque ipocrisia - un evento gioioso, un piacere fisico. Come una sveltina tra le lenzuola o ai giardinetti. Come una pasticca. Ha superato numerose sfide, Joel Schumacher, gli ha pure retto il fisico, e non era scontato. Il cinema, vedete, fa anche questo, alla faccia di tutti i negazionisti complottisti.

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy