Mulholland Drive n° 37/2020

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Mauro Gervasini dice che eXistenZ è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Suspense alle ore 22:45.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Povero pensiero... finisce sempre per sfracellarsi contro il muro dei fatti. (Lev Troskij)»

scelta da
Adriano Aiello

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Mulholland Drive


Pubblicato su FilmTv 37/2020

Mulholland Drive n° 37/2020

Come già saprete (e se non lo sapete conviene che vi informiate altrove prima di proseguire perché non basterebbero tre pagine per riassumere tutto), l’Academy ha definito nuove regole in nome dell’inclusività per quel che concerne le caratteristiche che dal 2024 dovrà possedere ogni opera per ambire all’Oscar nella categoria Miglior film. In quattro ambiti: tre riguardano elementi economico-produttivi, e sono sacrosanti; uno, che rispecchia gli altri ma a livello di narrazione, forse un po’ meno. In estrema sintesi. Per essere ammesso, un papabile Miglior film dovrà soddisfare UNO di questi sotto-requisiti (oppure un altro sotto-requisito in due degli altri ambiti): 1) Avere almeno un protagonista “significativo” che provenga da un’etnia sottorappresentata - afroamericana, asiatica, ispanica, etc. 2) Prevedere un 30% di ruoli secondari o minori che rappresenti un analogo ceppo “emarginato” - donne, LGBTQ+, disabili, gruppi etnici, etc. 3) Avere una trama incentrata principalmente su uno dei suddetti gruppi sottorappresentati o un suo rappresentante. Le reazioni hanno generato un istantaneo stracciamento di vesti: da chi ha tuonato che NON vincere l’Oscar sarà d’ora in poi considerata la più alta forma di libertà d’espressione a chi ha ipotizzato che per mandare all’Oscar un biopic su Alessandro Manzoni il famoso regista XY dovrà ingaggiare come protagonista Denzel Washington, a chi ha pianto una possibile fine del cinema più scorretto ed eversivo. Bah. Sono andato a compulsare i vincitori dal 2011. Il discorso del re, The Artist, Argo, 12 anni schiavo, Birdman, Il caso Spotlight, Moonlight, La forma dell’acqua, Green Book, Parasite: quanti di questi sarebbero fuorilegge dal 2024? A occhio - forse - due, che vi lascio il piacere di scoprire (uno, considerando un “diverso” l’uomo-pesce di Del Toro). Certo, un Titanic forse farebbe fatica; ma se avrete la voglia e la costanza di andarvi a vedere tutti i premiati e i candidati almeno dal 1970 a oggi ne troverete pochissimi “non in regola”. Molto rumore per nulla. Da che esistono gli Oscar esistono i film che “studiano da Oscar”; e da oggi avranno un paio di materie in più nel programma d’esame. Sai che rivoluzione perbenista. Parimenti, da sempre, esistono produzioni e autori a cui di gareggiare per l’Oscar non frega e non è mai fregato un tubo: e di film bellissimi o bruttissimi dell’una o dell’altra parrocchia ne abbiamo comunque sempre visti parecchi. Sicché? 


Filippo Mazzarella

Filippo Mazzarella (1967) va al cinema da circa 49 anni e da almeno venti macina una media di due film al giorno senza sapere perché né tantomeno capendo esattamente cosa vede. Allo stesso modo, possiede 12.000 dischi che non ha mai ascoltato e 40.000 albi a fumetti che non ha mai letto. Nonostante il vizio del millantato credito, oltre che a FilmTV collabora anche a Corriere della Sera – ViviMilano, alle riviste Ciak e SegnoCinema e al prestigioso Dizionario Mereghetti. Direttore artistico di Cartoomics e consulente di Asti Film Festival, nel tempo libero vorrebbe completare la sua collezione di giocattoli vintage di Star Wars. Ma non ne ha, di tempo libero.
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