Mulholland Drive n° 39/2020

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Mauro Gervasini dice che La promessa è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Suspense alle ore 22:30.

La Berlinale conferma: il suo fondatore è stato un consigliere nazista

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«You Cannot Be Serious! (John McEnroe)»

scelta da
Rinaldo Censi

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Mulholland Drive


Pubblicato su FilmTv 39/2020

Mulholland Drive n° 39/2020

Quindi, ricapitolando. Mentre Mulan ha dato risultati superiori alle aspettative (incremento di abbonati alla piattaforma e introiti VOD a Disney+ per centinaia di milioni di dollari, pare), il flop relativo nelle sale di Tenet su cui erano riposte aspettative impossibili (e secondo me in malafede, tipo: «Ehhh, visto? Noi ci abbiamo provato, eh?») ha fatto sì che in un lampo tutte le possibili uscite di blockbuster d’oltreoceano viste come “ossigenatori” dei multiplex siano state posticipate di parecchio o sine die. Per Wonder Woman: 1984 (annunciato per i primi di ottobre 2020) il nuovo appuntamento è ora gennaio 2021; Black Widow va in freezer in attesa di maggio; Soul della Pixar va alla 15a Festa di Roma e poi boh; il nuovo 007, No Time to Die, ancora non si sa bene dove va. E da qui a Natale (forse), solo fichi secchi con cui andare a nozze (combinate). Intanto, l’economia degli esercenti va a puttane. E mentre un gesto nobile, indipendentemente dal valore - non verificato - del film, come quello di Enrico Vanzina che sceglie la sala per far uscire il suo instant movie Lockdown all'italiana (titolo tranquillamente “netflixabile”, come già Natale a 5 stelle o Sotto il sole di Riccione) è oggetto di scherno e accuse di sciacallaggio dai minus habens dei social network (quanto è più facile cianciare di morale aggirando il confronto con Rosi, eh, ragazzi?), i film italiani di Venezia non bastano a risollevare i botteghini (ma va’? Non bastavano nel vecchio mondo, figurarsi in questo). E i signori Nanni Moretti e Carlo Verdone (ma qui leggi Aurelio De Laurentiis) fanno orecchie da mercante auspicando tempi o vetrine migliori e tenendo fermi dei film pronti che invece potrebbero invogliare ORA il pubblico a uscire di casa. Bene. Tra i verbi “(ri)chiudere” e “serrare” c’è una differenza: ché la chiusura è (prosaicamente) una resa e la serrata magari è (poeticamente) un’offesa. Se fossi un esercente direi che è tempo di serrare. Così. Senza preavvisi. Per vedere di nascosto l’effetto che fa. Action directe incruenta contro chi vede che io tra un po’ crepo e se ne frega perché forse ha più fretta di interloquire con altri. Ché tanto se l’obiettivo è farmi fuori, almeno la chiudiamo qua senza agonie e amen, mentre lo Stato guarda da un’altra parte.


Filippo Mazzarella

Filippo Mazzarella (1967) va al cinema da circa 49 anni e da almeno venti macina una media di due film al giorno senza sapere perché né tantomeno capendo esattamente cosa vede. Allo stesso modo, possiede 12.000 dischi che non ha mai ascoltato e 40.000 albi a fumetti che non ha mai letto. Nonostante il vizio del millantato credito, oltre che a FilmTV collabora anche a Corriere della Sera – ViviMilano, alle riviste Ciak e SegnoCinema e al prestigioso Dizionario Mereghetti. Direttore artistico di Cartoomics e consulente di Asti Film Festival, nel tempo libero vorrebbe completare la sua collezione di giocattoli vintage di Star Wars. Ma non ne ha, di tempo libero.
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