Punti di vista n° 02/2020

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Pier Maria Bocchi dice che Lo scapolo è il film da salvare oggi in TV.
Su Rete4 alle ore 04:45.

Nello stesso giorno, il 12 aprile, partono negli Usa la terza stagione di Killing Eve e la prima della nuova serie in cui è coinvolta Phoebe Waller-Bridge: Run . Quando arriveranno da noi? Nell'attesa, riproponiamo la recensione della seconda stagione della serie incentrata sul rapporto di odio-amore tra Villanelle e Eve Polastri.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«Noi siamo orfani della Rivoluzione. E spesso pensiamo che non c'è più una vittoria possibile, che il mondo è disincantato e alla fine ci rassegniamo. Il cinema, al contrario, ci dice, a suo modo, che ci sono vittorie possibili anche nel mondo peggiore.... Non bisogna disperarsi. È quel che il cinema ci racconta, io credo. Ed è per questo che dobbiamo amarlo. (Alain Badiou)»

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Mariuccia Ciotta

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Punti di vista


Pubblicato su FilmTv 02/2020

Punti di vista n° 02/2020

Tolo tolo (vedi recensione sul Film Tv n. 1/2020) è il primo passo falso di Luca Medici. Ipertesto antropologico postberlusconiano, la maschera Zalone, pur non avendo mai trovato in Nunziante il Ponzi che avrebbe meritato, rappresenta uno snodo chiave della commedia italiana contemporanea. Il cortocircuito fra maschera, che è già una critica, e adesione ironica all’oggetto della critica inevitabilmente crea una zona di conforto nella quale il rispecchiamento può assumere l’aspetto di un’assoluzione dello spettatore: rido dunque sono innocente. Su questa ambiguità politica fertilissima Monicelli, Risi e Scola hanno creato una contro-storia del nostro cinema sfidando il mostro dell’identificazione. Se Medici regista fallisce non è per mancanza di coraggio o di generosità ma per miopia politica nell’articolare un discorso che reinventi la maschera di Checco. E non perché ci sono “cose delle quali non si può ridere”, ma per una clamorosa incomprensione culturale. Nel momento in cui il discorso sul lungo processo di decolonizzazione è in pieno svolgimento (anche se l’Italia fa sempre orecchie da mercante) non si può sperare che la maschera Zalone possa assumere su di sé il discorso dell’altro, filtrarlo attraverso il luogo comune televisivo rielaborato al secondo grado e presentarlo come un punto di vista controcorrente. Paradossalmente la maschera Zalone colonizza sia le buone intenzioni di Medici sia l’immagine dell’Africa e degli africani. Zalone diventa punto di vista unico e normativo: non c’è mai scarto in Tolo tolo. Intenzioni sì, dichiarazioni di principio sì, ma - dispiace dirlo - si riconfermano i luoghi comuni spacciandoli come audacia politicamente scorretta. Il Ferreri di Come sono buoni i bianchi è scorretto. Medici non ha ancora la forza di uscire dalla maschera di Zalone e risulta maldestro (il cartone sulle cicogne è imperdonabile). Adottare un punto di vista unico per spiegare agli italiani cose del mondo senza mai abbandonare la propria voce e accogliere quella degli altri - che ci (ri)guardano - è un errore politico.


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Giona A. Nazzaro

Delegato generale Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Programmatore Visions du Réel di Nyon (Svizzera). Collaboratore Festival del Film di Locarno. Autore di libri e saggi. Dischi, libri, gatti, i piaceri. Il resto, in divenire.

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