Punti di vista n° 02/2020

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Pier Maria Bocchi dice che Donnie Darko è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai4 alle ore 01:15.

Tom à la ferme di Xavier Dolan è in streaming su PrimeVideo

Uncut Gems è tra i dieci migliori film invisibili dell'anno e ha ottenuto svariati premi anche se è stato escluso dalla corsa agli Oscar 2020. Sarà disponibile dal 31 gennaio su Netflix, ma intanto recuperiamo un altro invisibile dei fratelli Safdie, con la recensione di Ilaria Feole.

Cominciano i festeggiamenti per i cent'anni di Federico Fellini. Prossimamente sulla rivista, qui con una locandina di Emanuela Martini.

Non tutti i collaboratori di FilmTv sono entusiasti di Watchmen .

The New Pope arriva su Sky Atlantic il 10 gennaio, come anticipato nel n° 53. È il seguito, sempre di Paolo Sorrentino, di The Young Pope, di cui vi riproponiamo qui la recensione.

La citazione

«Alice Harford: I do love you and you know there is something very important we need to do as soon as possible. - Dr. Bill Harford: What's that? - Alice Harford: Fuck.»

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Fabrizio Tassi

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Punti di vista


Pubblicato su FilmTv 02/2020

Punti di vista n° 02/2020

Tolo tolo (vedi recensione sul Film Tv n. 1/2020) è il primo passo falso di Luca Medici. Ipertesto antropologico postberlusconiano, la maschera Zalone, pur non avendo mai trovato in Nunziante il Ponzi che avrebbe meritato, rappresenta uno snodo chiave della commedia italiana contemporanea. Il cortocircuito fra maschera, che è già una critica, e adesione ironica all’oggetto della critica inevitabilmente crea una zona di conforto nella quale il rispecchiamento può assumere l’aspetto di un’assoluzione dello spettatore: rido dunque sono innocente. Su questa ambiguità politica fertilissima Monicelli, Risi e Scola hanno creato una contro-storia del nostro cinema sfidando il mostro dell’identificazione. Se Medici regista fallisce non è per mancanza di coraggio o di generosità ma per miopia politica nell’articolare un discorso che reinventi la maschera di Checco. E non perché ci sono “cose delle quali non si può ridere”, ma per una clamorosa incomprensione culturale. Nel momento in cui il discorso sul lungo processo di decolonizzazione è in pieno svolgimento (anche se l’Italia fa sempre orecchie da mercante) non si può sperare che la maschera Zalone possa assumere su di sé il discorso dell’altro, filtrarlo attraverso il luogo comune televisivo rielaborato al secondo grado e presentarlo come un punto di vista controcorrente. Paradossalmente la maschera Zalone colonizza sia le buone intenzioni di Medici sia l’immagine dell’Africa e degli africani. Zalone diventa punto di vista unico e normativo: non c’è mai scarto in Tolo tolo. Intenzioni sì, dichiarazioni di principio sì, ma - dispiace dirlo - si riconfermano i luoghi comuni spacciandoli come audacia politicamente scorretta. Il Ferreri di Come sono buoni i bianchi è scorretto. Medici non ha ancora la forza di uscire dalla maschera di Zalone e risulta maldestro (il cartone sulle cicogne è imperdonabile). Adottare un punto di vista unico per spiegare agli italiani cose del mondo senza mai abbandonare la propria voce e accogliere quella degli altri - che ci (ri)guardano - è un errore politico.


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Tolo tolo» Cinerama (n° 01/2020)

Giona A. Nazzaro

Delegato generale Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Programmatore Visions du Réel di Nyon (Svizzera). Collaboratore Festival del Film di Locarno. Autore di libri e saggi. Dischi, libri, gatti, i piaceri. Il resto, in divenire.

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