Quando ci sarà lui

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Matteo Marelli dice che Mamma Roma è il film da salvare oggi in TV.
Su Rete4 alle ore 03:20.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

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Editoriale


Pubblicato su FilmTv 03/2020

Quando ci sarà lui

Giorgo Bracardi cantava: «Se ce fosse Pippe Baude a comannà...». Quando c’era Pippo Baudo i Festival della canzone italiana incominciavano in orario, i cavalli erano pazzi, le canzoni belle, e tutto filava liscio. Ma dico io: «E se ce fosse Alessandre Cattelanne»? Fabrizio Salini, l’amministratore delegato Rai, lo voleva al posto di Amadeus, e anche noi. Se ci fosse Alessandro Cattelan non ci sarebbero le battute sessiste sulle donne che stanno un passo indietro, perché le donne sarebbero sedute di fianco a lui sul palco. Non ci sarebbero le polemiche su Rula Jebreal e sul denaro necessario per portare Michelle Obama e Oprah Winfrey, perché arriverebbe direttamente Jimmy Fallon. Non ci sarebbe Rita Pavone, ma Mara Maionchi, non ci sarebbe Marco Masini, ma Elio, e magari, per contrasto, non ci sarebbero Nigiotti, Anastasio e Leo Gassman (tra le nuove proposte). Ci sarebbero sicuramente Noel Gallagher e Mika. Fiorello sì, ma magari Benigni no. E Stefano Accorsi, Maccio Capatonda, Herbert Ballerina, Bobo Vieri. Al posto di Tiziano Ferro, Brunori Sas. Mia nonna mi chiamerebbe ogni cinque minuti a chiedere chi è quello lì. Anche meno di cinque minuti, perché sarebbe tutto più veloce, anche troppo. E filerebbe tutto di nuovo liscio. E noi parleremmo solo di canzoni, di intonazione, di vestiti. Perché non ci sarebbero appigli, non ci sarebbero gaffe, né il problema del politicamente corretto, perché quando un professionista è corretto, allora la politica non c’entra più niente. O forse no. Perché forse inviterebbe anche Giorgio Chiellini, che è un terzino sinistro. E dov’è quello destro? E poi Marco D’Amore, che ha recitato in Gomorra - La serie, e la mafia nel servizio pubblico non ci deve stare. E Alessandro Borghi, che ha interpretato Stefano Cucchi, ed è una provocazione contro la Benemerita. E Tommaso Paradiso, che ha creato la scissione nei Thegiornalisti, e si diceva che volesse fondare un gruppo nuovo che si chiamava Sanremo Viva. E Luca Toni, che ha chiuso la carriera nel Verona, e i tifosi del Verona sono fascisti. E Cesare Cremonini, che è di Bologna, che è vicino a Reggio Emilia... e allora Bibbiano? No, anche se ci fosse Alessandro Cattelan il nostro paese si sveglierebbe dal torpore dei pranzi di Natale e incomincerebbe a parlare lo stesso di Sanremo, a sproposito, perché Sanremo è l’unico momento dell’anno in cui ci si accorge di avere una coscienza politica e sociale. Ci si preoccupa dei diritti delle donne e degli emarginati, delle minoranze e delle rappresentanze. E questo un po’ perché il nostro Paese è solo un paese, e un po’ perché non abbiamo la cerimonia degli Oscar. E poi perché Sanremo è Sanremo.


Andrea Bellavita

francophile, franc bourgeois e francamente non serio (e me ne infischio), dopo una (tarda) giovinezza dedicata allo studio più alto e rigoroso, mi converto in maturità al pop più sfrenato, oscenamente pop, porno pop. ne scrivo (a tratti) su FilmTv, Segnocinema, Doppiozero, L’Officiel. lo insegno all’università. principalmente lo guardo (cinema e tv), lo leggo (comics, ma non graphic novel), lo ascolto. non lo gioco: non ho tempo.

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