Il Sassolino n° 01/2020

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Francesco Foschini dice che Jane Eyre è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 17:00.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Un ingenuo e stupido film americano può insegnarci qualcosa “per mezzo” della sua scempiaggine. Ma non ho imparato mai niente da uno scaltrito film inglese. (Ludwig Wittgenstein)»

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Il Sassolino


Pubblicato su FilmTv 01/2020

Il Sassolino n° 01/2020

(Attenzione: spoiler!). Posto che il coefficiente di difficoltà nel realizzare un sequel di Watchmen (vedi recensione sul Film Tv n. 52/2019) era altissimo, e che Damon Lindelof ne è uscito sicuramente meglio del solito, c’è grande sopravvalutazione intorno a questa serie HBO. Sul fronte Usa è facile capire il perché: il tema afroamericano è ancora molto sentito e ritrovarselo nella rilettura di un cult come questo è stata una gradita sorpresa. Ben venga, ma ci sono altri problemi, che nemmeno l’incalzante colonna sonora di Trent Reznor e Atticus Ross può coprire. Non ci riferiamo alla trama non proprio inattaccabile (perché non muore assiderata la vietnamita che lascia una base nel cuore dell’Antartide?) e neppure al tono che dal plumbeo del fumetto passa a una sorta di farsa. Il vero problema è che a una storia praticamente distopica, scritta naturalmente da un inglese, si è ben pensato di appioppare la cosa più americana del mondo: l’happy end. Quello che nel fumetto era il colpevole di un massacro e restava impunito qui viene punito. Il superuomo che aveva lasciato che il massacro si compisse perché dell’umanità gli importava fino a un certo punto ora riscopre l’amore, e gli tocca pure il sacrificio di espiazione. Ovviamente sono puniti anche tutti i nuovi cattivi della serie, e non manca nemmeno un finale cristologico. L’inquietudine che attanagliava il lettore alla fine della lettura del fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons - e che ha contribuito a rendere Watchmen un’opera indimenticabile e rivoluzionaria nel genere supereroico - viene risolta qui nel modo più programmatico e banale possibile. Questo a Lindelof non andrebbe davvero perdonato.


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Watchmen» Serial Minds (n° 52/2019)

Andrea Fornasiero

Andrea Fornasiero (Mortara, 8 maggio 1976), dottorato in Culture della Comunicazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è stato autore televisivo per due trasmissioni di Rai4, Wonderland e Mainstream. Collabora con il settimanale “Film Tv” dal 2006. Collabora inoltre con il distributore cinematografico Officine Ubu nel settore Acquisitions. È autore di Terrence Malick. Cinema della classicità e della modernità (Le Mani, 2008) e ha partecipato a vari volumi collettanei e convegni sul cinema. Scrive o ha scritto per “Fumo di China”, “Chili Blog”, “The Cinema Show”, “Nocturno”, “Rumore”, “Lo Spazio Bianco”, “Filmidee”, “Andersen”, “Movieplayer”, “Rumori fuori scena”, “Otto e mezzo”, inoltre ha curato la rubrica CoseSerie, dedicata al mondo della serialità, per FilmTv.it. Ha collaborato a due edizioni del Roma Fiction Fest ed è stato autore e conduttore delle emissioni italiane delle cerimonie di premiazione degli Emmy Awards 2014 e 2015.

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