Visioni dal fondo n° 04/2020

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Pier Maria Bocchi dice che Lo scapolo è il film da salvare oggi in TV.
Su Rete4 alle ore 04:45.

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L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«sarà mica la maniera di lavorare… non si lavora così dai… ogni lavoro anche il più banale necessita di un minimo di regia»

scelta da
Andrea Bellavita

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Visioni dal fondo


Pubblicato su FilmTv 04/2020

Visioni dal fondo n° 04/2020

Est modus in rebus. Chi studia il cinema e il suo pubblico non può avere pregiudizi verso qualsiasi tipo di comportamento. Vestiti i panni dell’antropologo, infatti, osservare una sala e le azioni che si svolgono all’interno di essa è un’indagine assai istruttiva. Vestiti quelli del cinefilo, le cose sono un po’ diverse, e i trilli di cellulare o gli schiamazzi dei vicini irritano fino a scatenare fantasie di violenza. Abbiamo scritto già altre volte che il consumo di cibo durante la proiezione è qualcosa di estremamente antico, e forse non è un caso che il cinema sia nato fuori da sale apposite, e fin dai primi tempi mescolato al piacere di bere un caffè o mangiare un dolce. Quindi, contando fino a dieci e respirando profondamente, chiedo sempre pazienza al me stesso cinefilo e cerco di guardare agli spettatori ruminanti più chiassosi con la benevolenza dell’entomologo. Detto questo, in tutto quel che si fa c’è sempre il vecchio limite della misura e del buon senso. Le regole non scritte esistono: se io entro in un multiplex so che è lecito mangiare un sacco, se io entro in una raffinata saletta d’essai dove si proietta un documentario su Botero so che vale preferibilmente la legge del silenzio concentrato. Ma, anche nel primo caso, farsi largo nella fila perdendo pezzi di cibo ovunque perché non si riesce a tenere in braccio il jumbo combo di popcorn, mentre il bicchierone di plastica da 1 litro di Coca-Cola oscilla pericolosamente, è un filo esagerato; e poi - dopo un’ora di frenetico e disperato masticare - tornare al bar e rientrare in sala con un sacchetto di carta colmo di liquirizie (nessuna esagerazione, è la norma) dà l’idea di una fame atavica e di un vuoto devastante da colmare col cibo - anzi, col food, come amano dirci gli esperti - che fa a pugni con un’Italia ormai certamente non rosselliniana né pasoliniana. Una volta, pur di non perdersi nemmeno i semi bruciacchiati sul fondo, un ragazzo davanti a me ha tuffato l’intera testa dentro il contenitore, tanto che pensavo non ne uscisse più e rimanesse così, incastrato, per il resto dei suoi giorni. Come la svastica sulla fronte di Bastardi senza gloria: un monito per il futuro.


Roy Menarini

Roy Menarini fa troppe cose, ma non ne può fare a meno. Né di meno. Insegna cinema a studenti universitari, scrive di cinema per i lettori, organizza incontri di cinema per gli appassionati, studia cinema per la ricerca, parla di cinema per gli amici sui social, vede cinema per il bene di se stesso e dei suoi cari. Farebbe fatica anche senza musica, libri e sport, ma senza il cinema... proprio no, grazie. 
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