Visioni dal fondo n° 08/2020

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Simone Emiliani dice che Giovani si diventa è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 17:05.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Quando la leggenda diventa realtà, si stampi la leggenda (John Ford)»

scelta da
Emanuela Martini

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Visioni dal fondo


Pubblicato su FilmTv 08/2020

Visioni dal fondo n° 08/2020

Di questi tempi la sensibilità sui personaggi femminili è a fior di pelle. Le sacrosante battaglie degli ultimi anni da parte delle donne per un riequilibrio non di facciata nel mondo del lavoro (e dell’industria cinematografica, nel nostro caso) si sono rafforzate e meritano ogni supporto. Meno semplici, invece, i confronti sulle rappresentazioni narrative e mediali, campi dove le sfumature, la ricezione personale, il contesto culturale, le diverse interpretazioni impediscono che il significato dei testi audiovisivi sia univoco. E dove ogni radicalizzazione polemica è fuorviante, primo tra tutti il tema del “male gaze”, il fatidico sguardo maschile del regista o degli sceneggiatori. Pur irritato da quest’ultima pratica critica, causa di numerosi fraintendimenti, devo ammettere che sono rimasto basito dalla disinvoltura di Gabriele Muccino nei confronti dei personaggi femminili di Gli anni più belli. La protagonista Gemma (soprassediamo sull’ennesima parte di donna procace, sessualmente disinibita e sentimentalmente instabile offerta a Micaela Ramazzotti) è costantemente predatrice (seguono spoiler): al primo amore adolescenziale seguono la confusione erotica di Napoli, il ritorno a Roma per riprendersi Paolo, poi la seduzione plateale verso Giulio, poi ancora una separazione con figlio a carico, e infine il ritorno da Paolo che, magnanimo, si riprende ragazza e figliastro. Ancora, conosciamo Margherita (Nicoletta Romanoff), figlia stronza di un ricco corrotto, che seduce apertamente Giulio, lo strappa a Gemma, poi lo tradisce con il personal trainer (!), e lo cornifica a ripetizione incurante che anche la figlia sappia tutto. Poi c’è Anna (Emma Marrone), che abbandona Riccardo, si porta via il figlio, lo aizza contro di lui e costringe l’ex marito a pagare salatissimi assegni di mantenimento. Però l’amicizia virile regge al tempo e alla fine stanno tutti bene, in questa ossessiva fantasia mascolina da prima liceo. Muccino potrebbe dire di aver raccontato in questo modo maschi fragili e fallibili, ma sinceramente si fa fatica a crederci.


Roy Menarini

Roy Menarini fa troppe cose, ma non ne può fare a meno. Né di meno. Insegna cinema a studenti universitari, scrive di cinema per i lettori, organizza incontri di cinema per gli appassionati, studia cinema per la ricerca, parla di cinema per gli amici sui social, vede cinema per il bene di se stesso e dei suoi cari. Farebbe fatica anche senza musica, libri e sport, ma senza il cinema... proprio no, grazie. 
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