Visioni dal fondo n° 14/2020

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Francesco Foschini dice che Jane Eyre è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 17:00.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«E questo è quanto (Casinò - Martin Scorsese)»

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Visioni dal fondo


Pubblicato su FilmTv 14/2020

Visioni dal fondo n° 14/2020

La paura durante la paura. Che effetto ci fa vedere qualcosa di orrorifico e spaventoso mentre viviamo la quarantena obbligata dall’epidemia? Qui c’è poco da generalizzare. Ci sono spettatori che preferiscono vedere contenuti rilassanti e piacevoli, possibilmente commedie e opere comiche, per non passare tutto il tempo a riflettere sulla magra situazione contestuale. E ci sono, al contrario, spettatori che si sintonizzano sui sentimenti prevalenti e - in una specie di “chiodo scaccia chiodo” - guardano prodotti ansiogeni e terrorizzanti. Ma anche la paura non è uguale per tutti. Per esempio, vedendo a inizio quarantena The Outsider (ottima serie HBO, notoriamente tratta da Stephen King, in Italia su Sky Atlantic), mi è capitato di “invidiare” i personaggi. Non certo perché devono fronteggiare un terribile e imprendibile nemico, ma perché possono farlo insieme, stringendosi anche fisicamente di fronte alla battaglia con l’orrore, e vivendo situazioni di salvifica prossimità fisica. Invece, visto che ci si abitua in fretta e anche l’homo cinephilus possiede grandi capacità di adattamento, già un paio di settimane più tardi Servant (altra serie horror, su AppleTv+) è corsa via che è un piacere. Nessun retropensiero nel veder interagire fisicamente le persone, nessun confronto con la crisi in atto, solo un abbandonarsi abbastanza lieto alla sulfurea narrazione (forse l’ambiente claustrofobico ha facilitato l’identificazione). Insomma, queste mie emozioni in verità si rivelano puramente empiriche. Io sono io e non posso rappresentare nessun altro, né ho il diritto di imporre certi generi o certe visioni a chicchessia. L’unica cosa certa è il ruolo dell’immaginario narrativo rispetto alla realtà. A conti fatti, l’immaginario virale e catastrofico del genere “pandemico” ha probabilmente avuto l’unica funzione di peggiorare la vita dei cinefili, per le apocalittiche conseguenze che hanno imparato a conoscere in questi film. E quindi trasferire le proprie paure altrove - nella speranza di non imbattersi in futuri nemici soprannaturali - offre una brillante via di fuga.


Roy Menarini

Roy Menarini fa troppe cose, ma non ne può fare a meno. Né di meno. Insegna cinema a studenti universitari, scrive di cinema per i lettori, organizza incontri di cinema per gli appassionati, studia cinema per la ricerca, parla di cinema per gli amici sui social, vede cinema per il bene di se stesso e dei suoi cari. Farebbe fatica anche senza musica, libri e sport, ma senza il cinema... proprio no, grazie. 
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