Visioni dal fondo n° 18/2020

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Simone Emiliani dice che Giovani si diventa è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 17:05.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Revolution is my boyfriend»

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Visioni dal fondo


Pubblicato su FilmTv 18/2020

Visioni dal fondo n° 18/2020

La storia del cinema ripartirà dal post-pandemia? Come noto, gli storiografi, o più modestamente i docenti di storia del cinema, hanno le loro difficoltà nel periodizzare gli ultimi quarant’anni. Un bel problema, visto che parliamo di un terzo della settima arte, che quest’anno compie 125 anni dalla nascita ufficiale nel 1895. Ma il mare magnum del contemporaneo continua a rappresentare un luogo complicato, perché le forme di continuità prevalgono su quelle della discontinuità. Con la nascita del lungometraggio, le avanguardie, le grandi cinematografie degli anni 20, l’arrivo del sonoro, l’introduzione del colore, il neorealismo, le nouvelle vague, la New Hollywood, è tutto (apparentemente) più semplice. Per quanto forzato, il sistema della tensione tra nuovo e tradizionale regge, e possiede controprove nell’autorappresentazione dei cineasti e dei movimenti plurali che hanno segnato il canone occidentale della storia del cinema. Ma dalla fine degli anni 70 in poi questi facili ancoraggi spariscono, e le novità sono principalmente di tipo tecnico (la scomparsa della pellicola) e di consumo (la rilocazione dei film su altri supporti). Certo, non mancano stimoli a sfruttare maiuscoli casi storici, e la svolta cronologica di fine secolo, seguita dagli attentati dell’11 settembre 2001, aiuta. Nel mio caso, per esempio, in aula distinguo un “primo cinema contemporaneo postmoderno”, dal 1977 al 2000, e un “secondo cinema contemporaneo” o “post-cinema”, dal 2001 a oggi. Percepisco la debolezza teorica e storica della mia scelta, ma privilegio contenitori utili alla didattica per matricole che sono nate nel nuovo millennio e che hanno sentito parlare di Pulp Fiction come di un bel vecchio film uscito vari anni prima di essere concepiti. E credo che questo momento drammatico del cinema (la pandemia ha bloccato tutto, dalla produzione alle sale) sia un assist troppo ghiotto per non agguantarlo e farne il prossimo periodo della storia del cinema. Che avrà un nuovo capitolo dal 2020 fino al... chissà.


Roy Menarini

Roy Menarini fa troppe cose, ma non ne può fare a meno. Né di meno. Insegna cinema a studenti universitari, scrive di cinema per i lettori, organizza incontri di cinema per gli appassionati, studia cinema per la ricerca, parla di cinema per gli amici sui social, vede cinema per il bene di se stesso e dei suoi cari. Farebbe fatica anche senza musica, libri e sport, ma senza il cinema... proprio no, grazie. 
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