Visioni dal fondo n° 14/2021

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Mariuccia Ciotta dice che Francisca è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai3 alle ore 01:20.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico durante il week end! (Woody Allen)»

scelta da
Emanuela Martini

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Visioni dal fondo


Pubblicato su FilmTv 14/2021

Visioni dal fondo n° 14/2021

Solamente gli sportivi e gli appassionati di calcio stanno seguendo la questione dei diritti televisivi del campionato di calcio dal 2021 al 2024. Al momento in cui scriviamo queste righe, DAZN si è assicurata tutte le partite in diretta, mentre Sky - da quasi vent’anni “casa” del calcio italiano - ha perso la battaglia principale, e si vedrà se riuscirà a conquistare qualche diritto secondario in co-esclusiva (in ogni caso non più di tre partite a giornata di campionato).
Si tratta di un terremoto senza precedenti, in una battaglia industriale che sembra poco appassionante per i non addetti ai lavori, ma che potrebbe avere effetti molto più a lungo raggio, persino per il cinefilo. In buona sostanza, o Sky convince DAZN a un accordo di spartizione molto improbabile o dovrà rinunciare ai salati abbonamenti che fa pagare agli appassionati di calcio (quorum ego) in cambio della gran parte delle dirette di serie A. Certo, Sky possiede ancora la Champions League e tanti altri sport (Formula 1, MotoGP, tennis, etc.), ma si sa benissimo che una sola è la religione nazionale - il pallone - e quella sola fa allargare il portafoglio degli italiani, specie in epoca di crisi. Se quel portafoglio allargato andrà a pagarsi DAZN, non sarà solo l’area sportiva di Sky a risentirne ma tutta l’azienda, visto che gli abbonamenti del calcio erano la testa d’ariete per tutto il resto, fiction e cinema compresi. Siamo abbastanza certi che una multinazionale di questa portata cadrà in piedi, ma staremo a vedere con quale riorganizzazione interna. Nel frattempo, c’è da valutare anche lo scenario tecnologico di DAZN - supportata peraltro da TIM (e non è un dettaglio di poco conto). Per la prima volta il campionato sarà in streaming, in un paese che ha ancora enormi problemi di banda larga. Senza decoder, senza digitale terrestre, senza antenna tradizionale, senza parabola a difendere e scavallare le affaticate fibre nazionali. Una bella scommessa.
Sarà forse la seria A a cambiare definitivamente il volto del consumo domestico dei prodotti mediali?


Roy Menarini

Roy Menarini fa troppe cose, ma non ne può fare a meno. Né di meno. Insegna cinema a studenti universitari, scrive di cinema per i lettori, organizza incontri di cinema per gli appassionati, studia cinema per la ricerca, parla di cinema per gli amici sui social, vede cinema per il bene di se stesso e dei suoi cari. Farebbe fatica anche senza musica, libri e sport, ma senza il cinema... proprio no, grazie. 
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