Visioni dal fondo n° 47/2014

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Alberto Pezzotta dice che La sottile linea rossa è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 21:10.

Detroit di Kathryn Bigelow è in streaming su Netflix

Fra alti e bassi, fra neorealismo, critofilm e prodotti calligrafici, il rapporto tra pittura e cinema nei film italiani.

Al Sudestival, il festival lungo un inverno che si tiene tutti i fine settimana dal 10 gennaio al 13 marzo 2020 a Monopoli (Ba), anche l'omaggio a Dino Risi nell'ambito di un "laboratorio" sulla commedia all'italiana con gli studenti, organizzato in collaborazione con Film Tv, media partner della manifestazione. Come film più rappresentativo, Mauro Gervasini ha scelto Il giovedì , che era anche il preferito dal regista milanese. Riproponiamo la locandina con il commento.

Avete già scoperto le due nuove piattaforme di cui stiamo recensendo serie originali, di recente? Una di queste è StarzPlay, su cui vi suggeriamo di cercare questa commedia.

Il numero 50 di Film Tv è tutto dedicato alle donne, in uno speciale che attraversa ruoli e media diversi. Uno dei nomi femminili fondamentali per il cinema è Chantal Akerman, di cui vi riproponiamo questo inedito.

La citazione

«Smettete di pensare che la scienza possa aggiustare tutto se le date 3 miliardi di dollari. (Kurt Vonnegut)»

scelta da
Simone Arcagni

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Visioni dal fondo


Pubblicato su FilmTv 47/2014

Visioni dal fondo n° 47/2014

Christopher Nolan si sta scusando via stampa. Si è scusato per gli errori scientifici presenti in Interstellar, si è scusato per i buchi (neri) di sceneggiatura, si è scusato perché i dialoghi nella versione originale sono coperti da suoni e rumori. Ha pacatamente spiegato le sue scelte e si è detto consapevole di quel che ha fatto, e non pentito. Le sue dichiarazioni, poco pubblicizzate, confermano ciò che ho sempre pensato: lo fa apposta. Mi riesce difficile credere che una produzione da 160 milioni di dollari, scritta e realizzata da un regista esperto e da suo fratello sceneggiatore di professione, possa incorrere in sorprendenti svarioni o non si accorga di spazzare sotto al tappeto le contraddizioni della trama. Lasciamo perdere il fatto che Interstellar possa affascinare indipendentemente da questioni strutturali (come pensa chi scrive): è proprio nel rapporto tra racconto e spettatore che si cela il trucco, ovvero il prestige. In buona sostanza, il sospetto è che Nolan indebolisca a bella posta la coerenza interna della sceneggiatura e sparga lungo lo script un numero rilevante di dubbi, problemi, incertezze e spiegazioni inconsistenti. Volontariamente. Pensiamoci: perché i suoi film - al di là dell’innegabile talento visivo - hanno tanto successo? Memento, The Prestige o Inception non sono solo i puzzle film analizzati da accademici di tutte le latitudini, sono anche congegni narrativi che creano dibattiti tra spettatori, alimentano le discussioni sui social network, scatenano le discettazioni della fan culture. Insieme ai colpi di scena e ai diversi livelli di racconto, Nolan inserisce anche errori e passaggi oscuri. Questi apparenti difetti di fabbricazione, in verità, non fanno che aumentare i discorsi intorno al film, e persino chi ne ridicolizza le carenze in verità fa il suo gioco, infilandosi spesso in torrenziali battibecchi su Facebook. Non basta il finale a sorpresa, ci vogliono anche le zone oscure e i passaggi sbrigativi. Anche perché (per riempire i vuoti, capire meglio, saggiare la tenuta, o dimostrare di avere ragione) capita spesso che lo spettatore torni a vedere Interstellar, come ho fatto io. In fondo, la passione per il cinema significa anche abboccare all’amo per il piacere di farlo.


Roy Menarini

Roy Menarini fa troppe cose, ma non ne può fare a meno. Né di meno. Insegna cinema a studenti universitari, scrive di cinema per i lettori, organizza incontri di cinema per gli appassionati, studia cinema per la ricerca, parla di cinema per gli amici sui social, vede cinema per il bene di se stesso e dei suoi cari. Farebbe fatica anche senza musica, libri e sport, ma senza il cinema... proprio no, grazie. 
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