Il trono di spade

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Il 22 novembre arriva in versione doppiata e ne abbiamo approfittato per una panoramica sulle serie "eredi" di Il Trono di Spade , su Film Tv n° 47. Qui vi riproponiamo la recensione pubblicata in occasione della sua prima uscita, in versione originale sottotitolata.

È tempo di spie. Su Film Tv n° 46, in occasione dell'uscita della seconda stagione di Jack Ryan , esploriamo il mondo delle spie e dello spionaggio nelle serie tv. In questa sezione allora torniamo a una delle spie più famose della storia del cinema.

Negli ultimi anni, il panorama televisivo si è popolato di protagoniste complesse: una serialità femminista?

Callisto Cosulich salvava, in una rubrica su FilmTv, visioni e ricordi che prendevano spesso la forma di bellissime storie. Qui ci racconta di Taking Off di Forman e di come quella scena, anzi LA scena, in cui tutti fumano marijuana, gli diede qualche problemino quando decise di inserire il film in una rassegna sulla New Hollywood per la Rai.

La citazione

«Il cinema è come un uomo a cavallo che arriva in una cittadina del West, e noi non sappiamo niente di lui. (Jean-Claude Carrière)»

scelta da
Marianna Cappi

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Serial Minds pubblicato su FilmTv 22/2014

Il trono di spade (S03-S04)


Stagione: 3+4

«Tutti gli uomini devono morire» è un’amara e ineludibile verità che i personaggi di Il trono di spade ripetono con l’epico sussiego che solo il fantasy concede. Per rendere più chiaro il concetto, George R.R. Martin (autore delle Cronache del ghiaccio e del fuoco cui la serie, come ormai sanno anche i sassi, s’ispira) decima senza pietà il pur foltissimo cast, divertendosi (ne siamo certi) ad apparecchiare le dipartite in modo creativo e imprevedibile. Se la terza stagione, culminata nella carneficina televisiva più cruenta degli ultimi tempi, ha fatto fuori gran parte dei “buoni” ma soffrendo di qualche lungaggine introduttiva di troppo, la quarta annata scorre che è un piacere tra un colpo di scena e l’altro, saldando pure un po’ di conti con i “cattivi” e ripagando così il pubblico dolorante con omeopatiche dosi di catarsi. E dopo aver costruito un universo finzionale straordinariamente complesso e dettagliato, lo show - prodotto con crescente sfarzo da HBO, che raccoglie la fruttuosa semina con ascolti da record e un fandom sempre più trasversale - prosegue mostrandone il progressivo e ineluttabile sgretolamento, lasciando il campo alle leggi entropiche che lo regolano. Liberi di scegliere “l’eroe” con cui empatizzare, siate sempre consapevoli che nessuna qualità (o bravura d’interprete) potrà preservarlo dalle variabili impazzite di Caso & conseguenze: l’acuta intelligenza di Tyrion Lannister (sempre straordinario Peter Dinklage) serve a poco contro i ceppi di una prigione, le buone intenzioni di Daenerys Targaryen (Emilia Clarke) sono messe a dura prova dalla difficoltà di governare (i nuovi popoli assoggettati e tre draghi ormai adolescenti), il percorso di crescita degli Stark sopravvissuti (Arya, Sansa, Bran e Jon) si annuncia ancora impervio e tortuoso. Un’altra prospettiva di visione, ugualmente divertente, è l’osservazione dall’alto della mappa di Westeros, dei suoi intrighi e dei suoi mille potenziali rivoli narrativi: un po’ come il misterioso corvo con tre occhi che Bran insegue oltre la Barriera, è fondamentale non lasciarsi sfuggire nemmeno un tassello per essere in grado di anticipare (o ricostruire a posteriori) rivelazioni e sciagure. La soddisfazione (anche quella di individuare i collegamenti tematici in grado di controbilanciare la dispersione del racconto) non sarà mai pari alla gioia evocata dai dolori di Joffrey Baratheon, ma vale comunque la pena.

Il trono di spade (2019)
Titolo originale: Game of Thrones
Creata da: David Benioff, D.B. Weiss (2011)
Stagione: 3+4
Genere: Fantasy - Produzione: Usa/Gran Bretagna - Durata: 56'
Cast: Emilia Clarke, Kit Harington, Lena Headey, Peter Dinklage, Nikolaj Coster-Waldau, Sophie Turner, Maisie Williams, Iain Glen, Gwendoline Christie, John Bradley, Alfie Allen

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Alice Cucchetti

Nasce a Busto Arsizio, studia a Bologna, vive a Milano. I suoi genitori le hanno sempre detto di non guardare i telefilm, inevitabilmente indirizzandola verso un consumo appassionato e compulsivo di serialità televisiva. Tra gli autori storici di Serialmente.com e co-fondatrice di Mediacritica.it, ha curato la rubrica Cinetv di "Nocturno" e ha collaborato, tra gli altri, con Best Movie, Best Serial, Abbiamoleprove, Grazia.it, Osservatorio Tv. Ama le canzoni con i finali tristi, gli androidi paranoici, i paradossi temporali, i gatti e il cioccolato. Oltre che sulle pagine di Film Tv, dove cura le rubriche Serial Minds e Telepass, chiacchiera ai microfoni di "Pilota - Un podcast sui telefilm", il programma sulle serie tv di Querty.it.

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