Un uomo va alla guerra - Intervista a Kit Harington

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La citazione

«What happened to Gary Cooper? The strong, silent type. That was an American. He wasn’t in touch with his feelings. He just did what he had to do. (David Chase - The Sopranos)»

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Servizio pubblicato su FilmTv 14/2015

Un uomo va alla guerra - Intervista a Kit Harington


Nell'aprile del 2015, sempre su Sky Atlantic HD, andava in onda la quinta stagione della serie fantasy di culto Il trono di spade. A raccontarla in esclusiva a Film Tv gli stessi interpreti, a partire da un certo Jon Snow...

La serie Il trono di spade ha superato la fonte letteraria (Cronache del ghiaccio e del fuoco di G.R.R. Martin), almeno sul fronte della narrazione. D.B. Weiss e David Benioff, showrunner del fantasy HBO, hanno annunciato che i nuovi episodi - in onda in contemporanea con gli Usa dal 12/4 su Sky Atlantic HD - anticiperanno eventi non ancora descritti nei romanzi e ne modificheranno altri. Oscuro il destino di Jon Snow, figlio bastardo di Ned: guardiano della notte introdotto alla via del guerriero, dopo una quarta stagione dolorosa (in dvd e Blu-ray distribuita da Warner HV) prosegue nella quinta la sua educazione bellica. Sotto gli strati di pellicce indossati da Jon emerge Kit Harington, che alla serie deve una carriera in ascesa in fantasy/action come Il settimo figlio e Pompei.

La quinta stagione è piena di incognite.
Esatto, il pubblico si accorgerà in fretta che alcuni eventi sono inediti rispetto alla fonte letteraria. Circa il destino di Jon non mi pronuncio - dico solo che alla fine della quarta stagione la tragedia che si è abbattuta su di lui gli ha spezzato il cuore - ma una delle scene più spettacolari coinvolgerà il mio personaggio. L’annata, in generale, sarà la più grandiosa; la sequenza di cui parlo, più imponente della battaglia delle Acque nere, vanta tre volte gli effetti speciali utilizzati per quest’ultima. C’è voluto un mese per girarla, e dura 18 minuti.

Ti intimorisce la prospettiva che George R.R. Martin, non pubblicando nuovi volumi, lasci senza una direttiva la storia del tuo personaggio?
Non mi preoccupa: l’adattamento tv è nelle mani dei produttori, che sono in contatto costante con l’autore e ne hanno assimilato pienamente la mentalità. Tuttavia, possono modificare alcune trame, prediligerne altre rimaste in ombra nei libri, eliminare personaggi sopravvissuti nella saga e viceversa. Il pubblico deve abituarsi a vedere saga letteraria e serie come due cose separate.

Il trono di spade viene girato principalmente in Irlanda e Croazia: ora anche in Spagna, dove è stato ricostruito il regno di Dorne. La serie si arricchisce sempre più di nuovi paesaggi, popoli e culture. 
Sì, per rappresentare Dorne siamo ricorsi a location inedite. A livello iconografico questa parte sarà suggestiva: i produttori amano creare analogie tra le culture fittizie della saga e quelle reali. In questo caso, gli abitanti del regno e i luoghi che abitano sono molto mediterranei. Questa tendenza è nata per caso, per “colpa” di Sean Bean.

Come mai?
Durante le audizioni, a Sean (Ned Stark, ndr) fu chiesto di recitare senza il suo accento tipico del nord d’Inghilterra, ma lui si rifiutò, così il direttore del casting si rivolse a tutti noi attori che avremmo interpretato gli abitanti di Grande inverno e ci ordinò di adottare la sua parlata. La scelta si sarebbe potuta rivelare un clamoroso errore, invece ha aperto le porte a infinite possibilità di rappresentare i diversi popoli nella serie: Grande inverno si rifà al Regno Unito settentrionale, Dorne alle terre spagnole, l’estremo nord alla Scandinavia. Un inconveniente ha creato un mondo.

Gli effetti speciali rischiano di trasformare gli attori in meri attrezzi scenici?
Non nel caso di Il trono di spade: la produzione è sempre stata abile nel minimizzare l’uso della CGI; non dobbiamo sempre recitare davanti allo schermo verde, e anche gli elementi più fantasiosi restano spesso sullo sfondo. A volte può essere stancante recitare quando gli effetti speciali ci costringono ad aspettare ore - per esempio per il riposizionamento delle telecamere -, ma io non mi scompongo; attendere pazientemente la composizione di una scena ci insegna un po’ di disciplina... e che non gira tutto attorno a noi attori.

  • Intervista a Rosabell Laurenti Sellers

    Una carriera internazionale nutrita, nonostante i 19 anni, quella dell’italoamericana Rosabell Laurenti Sellers, che abbiamo incontrato alla Mostra di Venezia 2014 in occasione della presentazione del drammatico I nostri ragazzi. Rosabell esordisce nella serie HBO nel ruolo di Tyene, una delle sibilline e vendicative figlie di Oberyn Martell, le “vipere delle sabbie”.

    Come hai ottenuto la parte di Tyene?
    Ho iniziato questa carriera a soli otto anni, per cui avevo già un buon curriculum. Il mio agente a Londra mi ha inviato il copione: il caso ha voluto che si trovassero lì pure i produttori Weiss e Benioff, così ho potuto sostenere l’audizione con loro. Mi hanno offerto il ruolo della più piccola delle sorelle Sand e ho accettato, anche se conoscevo Il trono di spade solo di fama. La prima cosa che mi hanno detto del mio personaggio è che avrei dovuto imparare a maneggiare i pugnali per interpretarlo.

    Chi è Tyene?
    L’ultima delle figlie illegittime di Oberyn e Ellaria. Tyene ricorre a metodi tortuosi per raggiungere i suoi scopi. È esperta di veleni come il padre per cui, sebbene sia abile nell’uso delle daghe, preferisce uccidere con mezzi più indiretti. È anche la più giovane delle figlie di Oberyn, quindi ci tiene a dimostrare il proprio valore alle sorelle maggiori, anche come combattente.

    Come ti sei trovata con il resto del cast?
    Bene, soprattutto con Indira Varma, l’attrice che nella serie interpreta Ellaria, la madre di Tyene: mi sono innamorata di lei come persona perché è intelligente, affascinante e ha un enorme talento. Mi ha molto ispirata.

    E circa le riprese?
    Per fortuna sono stata pochissimo sul set di Belfast, un solo giorno: pioveva e faceva freddo! Le scene del regno di Dorne, invece si svolgevano in Spagna, dove il tempo è perfetto, le persone e i luoghi deliziosi. Abbiamo lavorato in un palazzo meraviglioso, l’Alcázar di Siviglia - a cui avevamo accesso privato -, dove è stata ricostruita la residenza di famiglia dei Martell. Le vicende girate qui saranno una parte importante della stagione.

    Lorenza Negri
  • Intervista a Sophie Turner

    Da erede viziata di casa Stark a prigioniera umiliata dei Lannister, da oggetto del desiderio di Ditocorto a giovane donna in grado di imporsi (come auspicabile nella quinta annata): il personaggio della taciturna Sansa, interpretata da Sophie Turner, è quello maturato di più nelle prime quattro stagioni di Il trono di spade.

    Alla fine dell’ultima annata Sansa sembra molto cambiata.
    È bastato indossare un abito lungo e scuro per lasciare esterrefatto il pubblico. Sansa non si è trasformata tanto quanto appare: ha solo deciso di non essere più una vittima. Vuole lasciarsi il passato alle spalle, a differenza della sorella Arya, che è dominata dalla volontà di vendicarsi dei responsabili della disfatta di casa Stark. Tuttavia, credo che, se le capitasse l’opportunità, strangolerebbe Cersei.

    Però il cambiamento di look è indicativo della sua evoluzione.
    Quando abbiamo conosciuto Sansa metteva i vestiti scelti dalla madre, poi Cersei le ha fatto indossare gli abiti dei Lannister e successivamente Sansa si è lasciata influenzare dallo stile di Margaery. Per la prima volta ha un modo di abbigliarsi suo, è la manifestazione della sua decisione di imporsi.

    Si parla di almeno altre due stagioni già ordinate da HBO.
    Finora la produzione non ha fatto le cose di fretta: infatti, alla fine della quarta annata, i personaggi principali sono sparsi per i Sette Regni e oltre. Se servono più stagioni per mettere insieme i pezzi e riunire i protagonisti, gli showrunner si prenderanno il tempo necessario. Non so quanto ci vorrà, ma sono certa che non vogliano lasciarsi cogliere dalla frenesia di assecondare il pubblico.

    Se potessi scegliere, con chi interpreteresti una scena emotivamente forte?
    Peter Dinklage (Tyrion Lannister, ndr): quando l’ho conosciuto ero ancora agli esordi, e mi ha affascinata fin dal primo momento con il suo talento nel conferire al suo personaggio tante sfumature. Ho già vissuto un’esperienza forte con lui nella scena della prima notte di nozze, e resta una delle mie preferite: mi veniva da piangere solo leggendo il copione.

    Lorenza Negri

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Lorenza Negri

Le serie TV sono la mia vita. Soprattutto quelle britanniche. Però non posso vivere neanche senza i fumetti. E la fantascienza. Aspetta, pure l’horror. Parlerei tutto il giorno di colonne sonore. Di tinte per capelli. Di rossetti. Philip K. Dick, Doctor Who e fondotinta coreani. Get a Life.

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