Il Trono di Spade - La resa dei conti

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La citazione

«Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico durante il week end! (Woody Allen)»

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Emanuela Martini

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Servizio pubblicato su FilmTv 16/2016

Il Trono di Spade - La resa dei conti


Come ogni primavera/estate l'attesa per i nuovi episodi di Il trono di spade sale alle stelle: un anno fa era per la sesta stagione che i fan trepidavano, mentre noi di Film Tv incontravamo a Londra parte del ricco cast...

Come ogni anno, anche la scorsa estate il ComicCon di San Diego ha ospitato un panel dedicato a Il trono di spade, ma questa volta c’era un grande assente: George R.R. Martin, autore delle Cronache del ghiaccio e del fuoco da cui la fortunatissima serie è tratta, non s’è visto. E se fino all’anno scorso, in molti, parafrasando un motto dello show, ripetevano che «la notte è buia e piena di spoiler», con la sesta stagione, in partenza il 24 aprile 2016 su Sky Atlantic HD, in contemporanea con la messa in onda statunitense, c’è molto meno di cui preoccuparsi. Il motivo è semplice: le vicende narrate hanno raggiunto l’adattamento dell’ultimo volume della saga di Martin e da questo momento gli autori David Benioff e D.B. Weiss procederanno in autonomia, anche se re George in persona ha rivelato loro le principali linee narrative da seguire nonché il finale. Chi siederà dunque sul trono di spade? Alla HBO, è evidente, ora si divertono più che mai a stuzzicare l’enorme curiosità dei fan, che trepidano soprattutto per il destino dell’amato Jon Snow. Da un lato, il network americano afferma con tanto di comunicato stampa che il personaggio è definitivamente morto, dall’altro lo piazza sul poster principale della stagione e c’è chi, analizzando fotogramma per fotogramma il trailer, sostiene di averlo individuato combattere in una scena. L’attore Kit Harington, del resto, è stato avvistato sul set e in molti danno per scontata una resurrezione. Anche perché il folto cast è decimato e le new entry della nuova annata paiono meno del solito, anche se di peso: Max von Sydow e Ian McShane saranno della partita. Inoltre, torneranno i personaggi di Bran Stark e Hodor, oltre che alcuni membri della famiglia Greyjoy, assenti nella scorsa stagione. I sopravvissuti all’ecatombe si preparano a una resa dei conti che si avvicina (non ci sono notizie certe, ma Il trono di spade dovrebbe concludersi con l’ottava annata) e i produttori promettono effetti speciali ancora più imponenti, un fuoco di fila di colpi di scena e molta azione. Tutti pronti al gioco dei troni, ancora una volta.

  • Melisandre - Parla Carice Van Houten

    «Mi piacciono i personaggi complessi, sfaccettati, a più dimensioni. Amo soprattutto le figure controverse. È stimolante mostrare i lati oscuri di qualcuno». L’attrice olandese Carice van Houten si è fatta conoscere al pubblico internazionale come protagonista di Black Book di Paul Verhoeven e, mentre in tv si appresta a ri-vestire i panni cremisi della sacerdotessa Melisandre nella sesta stagione di Il trono di spade, è in sala con Race - Il colore della vittoria, dove interpreta Leni Riefensthal. «Purtroppo è solo una piccola parte: era una grande artista, su di lei bisognerebbe fare un intero film» dice. Melisandre - in cui molti ripongono speranze per la sopravvivenza di Jon Snow - entra nella sesta stagione della serie HBO completamente trasformata. «Il suo mondo è ribaltato: per la prima volta la vediamo scossa da dubbi, vulnerabile. Come attrice aspettavo da anni il momento di farle mostrare qualche emozione!» ride. «In molti vedono in Melisandre un personaggio negativo, una vera e propria strega» continua. «Ma io non ho mai pensato a lei in questi termini: è certo una fanatica religiosa, ma è anche del tutto priva d’egoismo. È sinceramente convinta di agire per un bene superiore. Se sembra così gelida e distaccata, è perché riesce a vedere cose che gli altri non vedono, a comprendere la piccolezza delle guerre che si combattono a Westeros in confronto all’enorme lotta con forze portentose che sta per arrivare. Spero di essere riuscita a trasmettere al pubblico quest’aspetto della sua personalità». Anche se nella quinta stagione è stata artefice di un delitto orrendo, il sacrificio della piccola Shireen, figlia di Stannis Baratheon. «Quando ho letto la scena ho pensato: “Questo non mi aiuterà a farmi amare dagli spettatori!”» confessa ridendo. «E le riprese sono state davvero molto difficili: per me, si è trattato della cosa più crudele messa in scena dalla serie, fino a oggi». 

    Alice Cucchetti
  • Arya - Parla Maisie Williams

    In una serie che sembra divertirsi a uccidere ogni personaggio positivo, è sempre più difficile trovare qualcuno per cui fare il tifo. Ma Arya Stark, interpretata dalla diciannovenne Maisie Williams è ancora tra le eroine di Il trono di spade, anche se la sesta annata si presenta per lei perfino più dura delle precedenti: determinata a diventare un’assassina senza volto, si è lasciata letteralmente accecare dalla sete di vendetta. «Nella quinta stagione e ora in questa sesta, Arya compie una vera e propria discesa agli inferi» racconta. «Ogni annata aggiunge un nuovo livello, leggendo i copioni pensavo: “Questo non è lo stesso personaggio per cui ho fatto la prima audizione, sei anni fa!”. David e Dan, gli showrunner, mi hanno scelta che avevo solo 13 anni, devono aver visto in me la capacità di impersonare tutti questi cambiamenti». «Nei nuovi episodi, Arya toccherà il suo punto più basso» aggiunge. «Questa volta non dovrà reagire alla morte di un membro della sua famiglia o a un’ingiustizia, si tratta di una crisi molto più intima e profonda, che non potrà ignorare: arriverà a chiedersi se continuare a lottare o arrendersi del tutto». Williams è cresciuta insieme  allo show. «Sono stata incredibilmente fortunata, perché la celebrità globale non è arrivata d’un colpo, ma un po’ per volta, e ho avuto il tempo di abituarmici. Inoltre, il fatto che Arya sia cambiata così tanto nel corso del tempo mi ha fatta davvero crescere come attrice: ora sento di avere un bagaglio molto ampio da offrire a futuri ruoli». Opportunità che non tardano ad arrivare: ha recitato nella miniserie BBC The Secret of Crickley Hall, nel film Gold e in un altro cult tv, Doctor Who. «Quel che più conta, per me, è l’autenticità, anche se il genere è fantastico. Un traino emotivo è sempre necessario, ed è questo secondo me che Il trono di spade fa così bene, nonché il motivo di tanto successo di pubblico: sarà anche fantasy, ma i personaggi e le loro emozioni sono veri».

    Alice Cucchetti
  • Theon e Ramsay - Parlano Alfie Allen e Iwan Rheon

    Torturatore e torturato: durante le ultime stagioni, Iwan Rheon e Alfie Allen hanno diviso la scena nei panni del crudele Ramsay Bolton e del traditore Theon Greyjoy, ri-battezzato con disprezzo Reek (“puzza”). «Il mio personaggio ha attraversato tanti cambiamenti» conferma Allen, figlio dell’attore Keith e fratello della popstar Lily. «Penso che il pubblico oggi apprezzi soprattutto questo, la possibilità di seguire una lunga evoluzione». Gli fa eco Rheon, noto agli spettatori anche per il ruolo di Simon in Misfits: «Per me è straordinario far parte di uno show che ogni anno ti concede di mostrare un aspetto nuovo del tuo ruolo. Gli autori non sono mai pigri, non prendono mai la strada più splendido essere di continuo messo alla prova». Durante la quinta annata, entrambi sono stati protagonisti di una delle sequenze più controverse, quella in cui Ramsay stupra Sansa davanti a un attonito Theon, ed entrambi concordano che è stato il momento più difficile di tutte le riprese. «Ho passato una notte insonne prima di girare» racconta Iwan. «Ma il nostro lavoro è mettere in scena nel modo più autentico possibile il mondo dei nostri personaggi. Costruire quel momento è stato tremendo, ma credo che il risultato sia stato perfetto, nella sua brutalità». Dopo la morte di Jeoffrey, Ramsay ha raccolto in un certo senso il ruolo di antagonista principale della serie. «La funzione è simile» dice ancora Rheon. «Ma il bello della scrittura di questo show è che lascia affiorare un briciolo di umanità in ogni personaggio. Ramsay è crudele, ma lotta, fatica e porta a termine da solo il proprio lavoro sporco, una cosa che quel piccolo bastardo di Jeoffrey non ha mai fatto!». E per quanto riguarda chi siederà infine sull’agognato trono, Alfie Allen sogna in famiglia: «Mi piacerebbe ci fosse Yara Greyjoy, la sorella di Theon, sarebbe un’ottima regina, e non solo perché è mia “sorella”!» ride. «Ma se devo fare un pronostico plausibile, allora dico Bran Stark». E Iwan conclude: «Io so solo chi non dovrebbe esserci: Ramsay Bolton!». 

    Alice Cucchetti
  • Davos - Parla Liam Cunningham

    Se Ramsay Bolton ha preso lo spaventoso posto di Jeoffrey nei cuori dei fan, l’ex contrabbandiere Davos è forse colui che più assomiglia al compianto Ned Stark: nonostante la ferrea lealtà a Stannis Baratheon, l’uomo che l’ha elevato a cavaliere, non ha mai mancato di denunciare le azioni riprovevoli istigate dalla sacerdotessa rossa. Ma ora Stannis non c’è più, e Davos ancora non lo sa, così com’è ancora all’oscuro del sacrificio della piccola Shireen. «Come per Melisandre, anche per Davos Stannis era il centro attorno cui ruotava tutto» conferma il suo interprete Liam Cunningham. «Il mio personaggio reagirà in modo imprevedibile» aggiunge, e non stentiamo a credergli: in uno dei trailer per la nuova annata, lo vediamo pronto alla battaglia contro gli Estranei, i non morti che giungono da oltre la Barriera. Dublinese DOC, l’attore ha un invidiabile curriculum cinematografico che vanta collaborazioni con Alfonso Cuarón, Mike Newell, Steve McQueen, Ken Loach (era anche a Venezia 2015 con The Childhood of a Leader di Brady Corbet), ma è la parte in Il trono di spade ad avergli regalato notorietà, e forse anche per questo è un grande fan della serie. «La qualità della scrittura è altissima» afferma con entusiasmo. «Non è facile mantenere questo livello, soprattutto se si considera l’imponenza della macchina produttiva: 14 mila persone lavorano allo show, ci sono tre unità di ripresa contemporanee, talvolta quattro. È come una campagna militare!». Cunningham è anche un fan dei fan: «C’è sempre stato un grande timore che qualcuno potesse anticipare qualcosa, ma mi sembra che chi ha letto i libri sia stato in generale molto rispettoso con chi non l’ha fatto. Ho la sensazione che stiamo compiendo tutti assieme un grande viaggio, ed è eccitante che ora nessuno sappia cosa sta per succedere: è come navigare in territori inesplorati». 

    Alice Cucchetti
Articolo inserito in Speciale Il Trono di Spade

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