Batman e l'oscuro scrutare

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Simone Emiliani dice che Brothers è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 02:35.

Cinema e potere, un rapporto intricato e complesso. Ve ne parliamo su FilmTv n° 50 in uno speciale. Qui trovate la recensione della prima stagione di The Crown​, una delle serie citate nello speciale.

Questo articolo è stato scritto dopo la strage al Bataclan di Parigi, nel novembre 2015. Lo riproponiamo dedicandolo a Johnny Hallyday, scomparso il 6 dicembre scorso a 74 anni, e alla sua idea di rock...

Sarà proiettata al #TFF35 la serie d'autore Tokyo Vampire Hotel , ma Sion Sono è un habitué della rubrica Scanners. Vi proponiamo Himizu e vi consigliamo di scoprire tutti gli altri inediti.

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Visconti e il lato positivo della censura, ovvero quando Gianni Amelio vide per la prima volta Rocco e i suoi fratelli .

La citazione

«Un colpo solo (Michael Cimino - Il cacciatore)»

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Servizio pubblicato su FilmTv 01/2015

Batman e l'oscuro scrutare


Come Christopher Nolan ha lavorato alla ridefinizione (in tre atti) del suo Cavaliere oscuro, ispirandosi al Batman: Year One di Frank Miller e David Mazzucchelli e tracciando una nuova via per il cinema fantastico e supereroistico targato Warner Bros.

Ci sono supereroi prima di Nolan e supereroi dopo di lui. D'altro canto se lui ha resuscitato il mito cinematografico di Batman, Il Cavaliere oscuro ha fatto lo stesso per la sua carriera. Dopo il mesto pareggio al botteghino di Insomnia, Nolan rischia infatti di passare dallo status di promessa a quella di autore di un cult movie (Memento) che si perde nel mainstream. Un destino comune a tanti e una sfida che il regista decide di raccogliere a piene mani prestandosi alla reinvenzione di Batman. Siamo nel 2005, in una fase pre-Marvel Studios e con pochi supereroi al cinema inoltre, anche se alla Warner non possono saperlo, a breve le saghe in corso incontreranno la loro fine con X-Men - Conflitto finale del 2006 e Spider-Man 3 del 2007. Il Cavaliere oscuro è reduce invece dai deleteri effetti, ormai relativamente lontani, dei due film dal gusto camp di Joel Schumacher. Dunque Nolan e la Warner percorrono la strada diametralmente opposta e puntano su una versione più realistica del personaggio e della sua genesi, guardando allo storico arco narrativo a fumetti del 1987: Batman: Year One di Frank Miller e David Mazzucchelli.

Alle radici

Si torna così alle origini con un giovane e ancora inesperto Bruce Wayne, interpretato dal carismatico Christian Bale, che parte per un viaggio alla ricerca di un addestramento marziale capace di farne qualcosa di più di un uomo. Lo troverà nella setta di ninja capeggiata da Ra's al Ghul, di cui però rifiuta i metodi assassini. I due si fronteggeranno a Gotham City, in una cupissima versione della città. Da Batman: Year One è ripresa l'idea di un Uomo pipistrello visto come una minaccia e braccato dalla polizia, con tanto di squadre speciali per catturarlo, e proprio questa rappresentazione antieroica di Batman diverrà il cardine della trilogia di Nolan. Il regista inizia qui un duraturo sodalizio artistico con il compositore Hans Zimmer, inoltre partecipa al film come sceneggiatore, affiancato da David Goyer, che nei capitoli successivi si limiterà al ruolo di soggettista, mentre Nolan chiamerà a sé come cosceneggiatore il fratello Jonathan. Batman Begins è un successo, per quanto non travolgente, e soprattutto ha il merito di riguadagnare una buona fama all'Uomo pipistrello cinematografico. Il regista si prende nel mentre il tempo di realizzare un progetto più personale, The Prestige, molto apprezzato ma incapace di sfondare al botteghino. Accetta quindi di continuare a dirigere Batman con il film che gli cambia la vita: Il Cavaliere oscuro. Dedicato ai villain Joker e a Due facce e ispirato alla miniserie a fumetti The Long Halloween di Jeph Loeb e Tim Sale, il film è segnato dalla tragedia: Heath Ledger, che interpreta la nemesi per eccellenza di Batman, muore durante la lavorazione. Le riprese per il suo ruolo sono comunque ultimate e così Il Cavaliere oscuro arriva in sala nel 2008 con il fascino un po’ morboso dell’ultima performance di una star molto giovane e amata. È invece rimossa dalla produzione Katie Holmes (poco apprezzata dai fan nel capitolo precedente), sostituita nel ruolo di Rachel Dawes da Maggie Gyllenhaal, mentre è confermatissimo Christian Bale nei panni di Bruce Wayne.

Gotham all’orizzonte

Il film vanta inoltre una visione molto più personale del regista, con Gotham che si fa ancora più reale, priva degli elementi gotici che avevano caratterizzato la visione di Tim Burton, e con un Joker pazzo ma sempre minaccioso, che mai diventa il buffone violavestito della serie tv con Adam West o della versione di Jack Nicholson. Il Joker di Nolan organizza una rapina che non sfigurerebbe in un film di Michael Mann e la sua sfida a Batman è principalmente filosofica: Joker crede nell'entropia e nel caos e non ripone alcuna fiducia nella natura umana. Una fiducia che a tratti vacilla nello stesso Batman, disposto ad avvalersi di tecnologie che violano la privacy delle persone pur di poterle “proteggere”. Alla fine del film però l'Uomo pipistrello rinuncia a questi mezzi e si assume responsabilità di crimini non suoi pur di mantenere vivo il sogno di Harvey Dent di una Gotham migliore. Da una parte Batman deve continuare a esistere come uno spauracchio sinistro, ma dall'altra deve anche persistere la speranza di un ritorno alla legge. Un finale mirabile che conquista il pubblico e, insieme al carismatico Joker di Heath Ledger, fa chiudere un occhio sui passaggi oggettivamente non del tutto riusciti del film (per esempio le sequenze d'azione con il Cavaliere oscuro, questa volta non più coperte dalle ombre del primo film e dunque visibilmente goffe). Il successo è trionfale, tanto che Nolan potrà fare letteralmente quel che vuole sul successivo e più personale Inception, che a sua svolta sbanca il botteghino. Così, quando arriva il momento del terzo e ultimo capitolo della trilogia su Batman, il regista inglese ha praticamente carta bianca e spinge ulteriormente sul pedale dell’ambizione. I due fratelli Nolan guardano infatti all’attualità e all’irrisolta questione della distribuzione della ricchezza, con Catwoman che parla come un’attivista di Occupy Wall Street e il nuovo cattivo, Bane, che promette una sorta di rivoluzione dalla parte dei poveri. La rivolta però degenera subito nel Terrore, con tanto di processi farsa. Bane è un villain ripreso dalla saga a fumetti degli anni 90 Knightfall, omaggiata dal film quando Batman viene sconfitto, ma qui entra in scena in una mirabile sequenza aerea, girata con gran dispiego di mezzi, e ha un inedito ruolo da novello Robespierre.

Una rivoluzione (?) 

Le sue ambizioni rivoluzionarie sono però di facciata e in realtà il suo piano è ben più tradizionale: distruggere Gotham con una bomba agli ordini dell'amata Talia, ossia la figlia di Ra's al Ghul, morto nel primo film quando Batman scelse non salvarlo da una micidiale esplosione. Il che giunge a una chiusura del cerchio ma anche a disinnescare le questioni sociali portate per buona parte del film pomposamente in primo piano (colpevole qui anche la musica ormai quasi onnipresente Zimmer, sempre più carica di bassi e di pathos). Decisamente riuscita invece è la chiusura dell'arco narrativo di Batman, che finge di morire sancendo così una volta per tutte la leggenda del Cavaliere oscuro, cosa che permette a Bruce Wayne di lasciarsela alle spalle come ha sempre auspicato l'amico e maggiordomo Alfred. Sarà lui a ritrovare il magnate in Italia nell'epilogo del film, insieme a Selina Kyle, una Catwoman presumibilmente ravveduta. A Gotham è rimasto invece un giovane agente di polizia di nome Dick, come il Dick Grayson dei fumetti, ossia il primo Robin. Dick scopre la Batcaverna e questo potrebbe farne, se mai ce ne fosse bisogno, un nuovo Cavaliere oscuro. Se già il secondo film aveva sancito uno stile inedito, cupo, realistico e ambizioso per i supereroi al cinema, il terzo capitolo rafforza (anche troppo) questa prospettiva in netto contrasto con i più scanzonati film della Marvel, che pochi mesi prima avevano coronato il loro successo con il mostruoso incasso di The Avengers, irraggiungibile anche per la chiusura della trilogia di Nolan. Questa visione dark dei supereroi continuerà l’anno dopo con L’uomo d’acciaio, dove Nolan è produttore e soggettista, e presumibilmente proseguirà in Batman v Superman: Dawn of Justice (previsto per il marzo 2016) che vede di nuovo Nolan come produttore. Il suo nome è ormai garante dello stile dei supereroi DC Comics al cinema.

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